La Cremonese arrivava alla terza giornata di campionato con un obbligo morale preciso: vincere. Non per la classifica, ancora acerba, ma per dimostrare che le prime due giornate sono state una falsa partenza, un inciampo iniziale e non un segnale preoccupante. Dopo l’arrivo di Pecchia al posto dell’esonerato Giampaolo, le chiacchiere sono a zero: allo Zini serviva una risposta, serviva vedere identità. In una parola: serviva una scossa.
Esattamente 1.584 giorni dopo la magica notte di Como del 6 maggio 2022, quella che sancì il ritorno in Serie A dopo ventisei anni, Fabio Pecchia torna allo Zini da guida tecnica della Cremonese. Lo fa in una gara delicatissima, con la necessità di rimettere in moto una squadra che nelle prime due uscite non aveva mai davvero acceso il motore. E lo fa con un precedente che pesa. Al suo primo esordio sulla panchina grigiorossa, nel 2021, Pecchia vinse 2-0 a Pescara. Oggi, nel suo secondo corso, ha cercato e trovato lo stesso segnale: una vittoria per 3-1 contro il Padova che ha rimesso la squadra sulla giusta strada.
La Cremonese si presenta con un 4-2-3-1 chiaro nelle intenzioni: Agazzi tra i pali; Vogliacco, Luperto, Bianchetti, Rocchetti in difesa; Gerli e Pontisso in mediana; Licina, Berti, Vandeputte alle spalle di Bonazzoli prima punta, la novità di giornata. Tra i convocati anche Collocolo, al rientro dall’infortunio, e Thorsby e Baschirotto, rimasti a Cremona dopo settimane di mercato senza offerte significative. Assenti per infortunio: Fulignati, Stückler, Pezzella, Barbieri. Squalificato: Grassi.
Il Padova risponde con il suo tradizionale 3-5-2 e gli stessi undici del pareggio contro il Verona: Sorrentino in porta; Pastina, Dellavalle, Lovato in difesa; Carissoni, Pompetti, Fusi, Zuelli, Cocchi in mezzo; Caprari e Moro davanti. Assenti per infortunio: Bortolussi e Artistico.
Dentro questo scenario — una Cremonese che deve vincere per ritrovare sé stessa e un Padova che cerca continuità — prende forma una partita che, col passare dei minuti, diventerà, ci auguriamo tutti, un segnale per il futuro.
La Cremo entra col machete: cinque minuti da paura per il Padova
La gara si indirizza immediatamente, con una partenza feroce della Cremonese che il Padova non ha saputo contenere — lo stesso tecnico biancorosso, Antonio Calabro, a fine gara lo ha ammesso senza girarci attorno. Dopo appena due minuti, i grigiorossi avevano già imposto un ritmo che ha travolto i veneti: pressione alta, linee interne trovate con facilità, qualità tecnica superiore in ogni duello.
Il vantaggio è arrivato al 2’, al termine di un’azione che racconta perfettamente la nuova identità offensiva della squadra. Pontisso recupera palla e innesca immediatamente il contropiede: palla a Berti, quindi a Vandeputte che parte sulla sinistra, salta Carissoni di mestiere e lascia partire un lungo traversone sul secondo palo. Licina, in serata di grazia, fa sponda di testa e la rimette al centro, dove Bonazzoli, a porta vuota, deve solo depositare in rete. Un gol costruito con qualità e sincronismi perfetti.
Il Padova non ha nemmeno il tempo di respirare che, al 5’, arriva il raddoppio. Questa volta l’azione nasce dai piedi di Gerli, che rompe la prima pressione e verticalizza con un filtrante sui piedi di Bonazzoli. Il bomber grigiorosso riceve palla con le spalle alla porta, controlla, vede l’inserimento di Licina sulla destra e lo premia con un tocco intelligente in area. Il giovane esterno grigiorosso chiude l’azione con un gesto tecnico elegante, da giocatore già formato. 2-0, lo Zini esplode!
Due gol in cinque minuti, entrambi figli della stessa matrice: una mediana solida e creativa, una squadra che attacca con idee e qualità, e un talento — Licina — che a Cremona non si vedeva dai tempi del Mudo Vázquez. Dopo il 10’, la Cremonese ha provato anche ad addormentare la frazione, gestendo il possesso con calma e cercando di far correre il Padova a vuoto. La squadra di Pecchia ha palleggiato con ordine, alternando ampiezza e linee interne, con Berti a dettare i tempi e Vandeputte e Licina a scambiarsi la fascia per confondere le marcature.
Nel finale di primo tempo, però, arriva un calo di tensione pesante, improvviso, che ha rimesso in partita il Padova. Il gol è arrivato al 46’, in pieno recupero: lancio lungo sulla fascia destra del Padova, Rocchetti sbaglia la trappola del fuorigioco tenendo dentro Carissoni, che scappa sulla destra e mette al centro un traversone teso. Pompetti arriva in corsa e la mette dentro, con Luperto e Bianchetti in ritardo nell’accorciare. Una disattenzione collettiva che ha riaperto la partita nel momento in cui la Cremonese sembrava averla in mano.
Il sigillo al 56’: le occasioni divorate e un Agazzi che blinda tutto
La ripresa si apre con la stessa energia del primo tempo e la Cremonese ha dato subito la sensazione di voler chiudere la partita senza lasciare margini di speranza al Padova. L’occasione arriva al 56’, quando i grigiorossi hanno trovato il gol che ha virtualmente messo il sigillo sulla gara: un’azione pulita, costruita con grande qualità — da manuale la definirei. Luperto vede il movimento a metà campo di Berti (che visione di gioco!), lo serve, il romagnolo fa correre Vandeputte sulla sinistra; il belga accelera, ingrana la quarta sulla fascia sinistra e dal fondo lascia partire un cross teso, perfetto, per la mitragliata di Bonazzoli in centroarea. È 3-1, applausi a scena aperta allo Zini di Cremona.
Da quel momento, la partita si indirizza in modo definitivo. Pecchia decide per la girandola di cambi, la Cremonese controlla la gara senza difficoltà e avrebbe comunque tre occasioni nitide per arrotondare ulteriormente il risultato. Thorsby, entrato nel secondo tempo insieme a Nasti, Elia, Fellipe Jack e Collocolo al rientro dall’infortunio, ha mancato il gol due volte davanti a Sorrentino, imbeccato magistralmente da Berti. Allo scadere ci ha provato proprio Nasti con una conclusione da fuori area, nata da una palla recuperata proprio dal norvegese, invano.
Il Padova, dal canto suo, se nel primo tempo si era reso pericoloso solamente in occasione del gol, nella ripresa ha provato in almeno tre situazioni a impensierire Agazzi: due conclusioni di Moro e una di Varas, che hanno impegnato il portiere grigiorosso o sono state murate dalla difesa. Peraltro, ottima la prestazione del giovane estremo difensore grigiorosso, protagonista di una gara sicura, attenta, di grande personalità. Una prova che merita di essere sottolineata: Agazzi ha dato fiducia alla squadra e ha risposto presente in ogni situazione. Spero sinceramente di rivederlo in porta, a prescindere dalle condizioni di Fulignati.
Un secondo tempo che, nonostante il gol subito nel recupero della prima frazione, ha confermato il cambio di passo della squadra, sia in termini di risultato sia di gioco: idee chiare, qualità nei singoli, una mediana dominante e un reparto offensivo che ha creato occasioni in serie. Il triplice fischio è una liberazione: è ancora presto per sapere se la Cremonese sia realmente tornata e se le prime due partite siano state una falsa partenza o meno. Per il momento, godiamoci il risultato, la prima vittoria in stagione e i giovani gioielli della parure di brillanti grigiorossa.
La ripartenza che serviva: ora il Manuzzi di Cesena dirà la verità
Una vittoria, da sola, non basta a cancellare quanto successo, con un avvio di stagione davvero pessimo. Tuttavia, bisogna riconoscere che alcune vittorie riescono a dare una boccata d’ossigeno, perché iniziano a rimettere ordine e a ricomporre ciò che sembrava essersi incrinato. La vittoria contro il Padova appartiene a questa categoria: non certo una garanzia, ma un nuovo inizio dal quale ri-partire. Un segnale — ci auguriamo tutti — che la falsa partenza sia rimasta tale e che la Cremonese abbia finalmente imboccato la strada giusta. Il resto, come sempre, lo dirà il campo. Ma almeno, per una notte, lo Zini è tornato a respirare.
Ora la testa va alla trasferta di sabato prossimo, al Dino Manuzzi di Cesena (calcio d'inizio ore 19:30), un campo che dirà molto sulla continuità di questa Cremonese. Il vero salto di qualità passa dalla capacità di confermarsi, di dare seguito, di trasformare una buona serata in un percorso. Per oggi resta ciò che conta davvero: tre punti pesanti, una squadra che ha ritrovato coraggio, un allenatore che ha rimesso ordine, e i giovani gioielli della parure grigiorossa che iniziano a brillare.
Alé Grigiorossi!
Highlights
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Una Cremo feroce: due morsi in cinque minuti e il Padova crolla
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Tatticamente: Cremonese-Padova
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Calabro: «Facciamo tesoro degli errori commessi»
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Bonazzoli: «Era troppo importante vincere. Ringrazio Giampaolo, a nome della...
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