Antonio Calabro, allenatore del Padova, commenta in sala stampa a fine partita la sconfitta dei biancorossi contro la Cremonese (3-1, qui tabellino e cronaca).
Partiamo dall’inizio, mister. Partiamo da quei due gol in cinque minuti che hanno condizionato la partita. Cosa è andato storto a suo avviso? «Non me l’aspettavo nemmeno io un approccio di questo tipo. Conoscevamo l’avversario, devo ammettere che siamo mancati nei contrasti: abbiamo concesso il primo gol su una prima palla recuperata e poi regalata alla Cremonese. Sul secondo gol, uguale. Saremmo dovuti andare decisi nei contrasti ma, al contrario, siamo andati molli. Non cerchiamo alibi né scuse, ma guardiamo a quello che è successo. Devo capire il perché, soprattutto in ragione del fatto che in settimana non ho avuto nessuna avvisaglia di cali di concentrazione. Cosa che però ho visto nei primi minuti e che hanno compromesso l’intera partita, nella quale noi — non so se è giusto dirlo — avremmo anche potuto soccombere in maniera ancora più eclatante, in una giornata nella quale la Cremonese ha giocato sulle ali dell’euforia. Ho visto i ragazzi spaesati e ho voluto tenerli compatti, perché ho notato titubanza e poco coraggio. Contro la difesa a quattro della Cremonese, l’ampiezza era una costante che avremmo dovuto cercare di più: troppi passaggi sulla figura, pochi movimenti senza palla, molti giocatori che hanno ricevuto di spalle. Tutte cose che non vanno bene contro squadre come la Cremonese che ti lascia spazio. La prima volta che lo abbiamo fatto abbiamo trovato il gol. Ci eravamo promessi di ripeterci nel secondo tempo, ma chiaramente lasciando campo a giocatori come Berti, Licina e Vandeputte, Bonazzoli ha trovato le condizioni per esprimersi al meglio anche a causa del nostro inizio disastroso. Il baricentro molto alto nel secondo tempo ci ha portato naturalmente a concedere occasioni, come è normale, anche se di positivo oggi mi porto a casa il fatto che comunque la squadra non ha perso la testa in una serata storta. Facciamo tesoro di quanto successo, dobbiamo analizzare gli errori commessi».
Un altro momento che ha cambiato la partita, dopo l’avvio, è stato il terzo gol della Cremonese. Stava per inserire Varas e Lasagna, la palla non usciva e, proprio in quel momento, la Cremonese ha trovato la terza rete. «Gli episodi non sono stati dalla nostra parte questa sera. L’azione non finiva, non ho avuto modo di cambiarli. Mi sono piaciuti Varas, Lasagna e anche Capelli per come è entrato in quel momento specifico: stava arrivando il momento di recuperarla, sempre con equilibrio, perché questa Cremonese ha giocatori importanti davanti».
Ha mai pensato di provare a inserire tre punte sul 3-1? Le chiedo anche un bilancio di questi 4 punti in classifica contro le tre retrocesse dalla Serie A (Cremonese, Hellas Verona, Pisa, ndr). «Non era la parte centrale dell’attacco dove avremmo dovuto incidere, ma sugli esterni. Poi c’era Berti che ci metteva in costante difficoltà nel passare continuamente da un centrocampo a due e a tre, soprattutto in ripartenza. Era proprio sugli esterni che avremmo dovuto incidere di più, per poi inserirsi con Varas e Pompetti, come poi è successo in occasione del gol».
Highlights
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Una Cremo feroce: due morsi in cinque minuti e il Padova crolla
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Tatticamente: Cremonese-Padova
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Calabro: «Facciamo tesoro degli errori commessi»
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Bonazzoli: «Era troppo importante vincere. Ringrazio Giampaolo, a nome della...
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