Dato per partente verso la Serie A nelle ultime ore di mercato e trattenuto dal veto di Fabio Pecchia, Federico Bonazzoli fa il punto dopo il pari della Cremonese al Manuzzi di Cesena (2-2), del quale è stato materiale esecutore con una rete nel finale di gara.
Nel calcio d’agosto, si sa, le voci corrono più veloci del pallone. Dopo un'estate in cui lo si è visto a sprazzi per fastidi fisici, nelle ultime, convulse ore della sessione estiva di calciomercato, il destino di Bonazzoli sembrava ormai segnato: le valigie erano pronte in direzione Cagliari, con la prospettiva immediata di calcare nuovamente quel palcoscenico di Serie A dove, appena pochi mesi fa, si era laureato miglior marcatore italiano con 10 centri.
Come erede designato allo Zini si faceva con insistenza il nome del giovane Cristian Shpendi del Cesena. A spezzare l'inerzia di una cessione data quasi per conclusa, sembra sia stato l’intervento perentorio di Fabio Pecchia: il tecnico ha alzato il muro, ribadendo con forza alla società come il numero 90 grigiorosso rappresenti uno dei pilastri irrinunciabili e centrali del suo progetto tecnico.
La risposta del campo ha subito dato ragione all'intuizione del mister: domenica scorsa a Cesena, proprio al cospetto di Shpendi e del pubblico romagnolo, Bonazzoli ha timbrato il cartellino con la rete che ha pareggiato i conti. Accantonato l’esperimento da trequartista voluto a inizio stagione da Marco Giampaolo, Pecchia lo ha rimesso al centro dell'attacco, nel ruolo naturale di prima punta.
L'impatto è stato significativo: 3 reti e 2 assist in appena due partite. Una metamorfosi certificata anche dalle dichiarazioni rilasciate dal bomber ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, dalle quali traspare un attaccamento sincero alla maglia, una grande umiltà nel ripartire dalla cadetteria e una feroce voglia di rivalsa.
Nell’intervista a Cronache di Spogliatoio, Bonazzoli ha mostrato la lucidità e la maturità di chi sa analizzare i momenti senza farsi condizionare dalle oscillazioni dell'ambiente: «È stato di certo un inizio di campionato particolare: come squadra abbiamo riconosciuto le responsabilità delle sconfitte con Empoli e Modena. L’anno scorso potevamo dare di più, ma ora lavoriamo con positività, lasciando da parte la delusione della retrocessione». Nessun alibi, dunque, ma la consapevolezza che, per risalire, serve innanzitutto lavorare con umiltà e determinazione.
C’è poi un passaggio chiave che racconta la crescita interiore dell'uomo, prima ancora che dell'atleta. Dalle prime etichette pesanti da predestinato alle tappe più difficili della carriera, il numero 90 ha imparato a filtrare i picchi negativi e positivi trovando un equilibrio fondamentale per il prosieguo della propria carriera: "Ho imparato a ignorare le critiche: non devo dimostrare nulla se non a me stesso. Bisogna fare tesoro tanto dei momenti positivi quanto di quelli negativi". Una premessa importante in un campionato logorante come la Serie B, dove equilibrio e costanza sono determinanti per il singolo e, di riflesso, per la squadra.
Il campionato non è ancora entrato nel vivo ma, per Federico Bonazzoli, sta già tracciando i contorni di una stagione che potrebbe consacrarlo come uno dei leader della squadra, figura che la scorsa stagione è venuta a mancare in un gruppo che si è sciolto come neve al primo sole di primavera. In una categoria ricca di pretendenti agguerriti al titolo di capocannoniere, l'attaccante grigiorosso ha tutto per competere ai vertici e guidare la rincorsa verso la massima Serie, come riassume perfettamente la sintesi finale del bomber: «Vogliamo vincere il campionato, ma sappiamo di doverci guadagnare tutto sul campo».
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