Kodokan Cremona Kodokan Cremona Kodokan Cremona

Parma come destino: da Giampaolo a Pecchia. La vittoria, l’esonero, il nuovo inizio

Cremonese
coverimage articleimage
Il cambio in panchina: Marco Giampaolo (a sinistra), Fabio Pecchia (a destra)
Concessionaria De Lorenzi Concessionaria De Lorenzi
Istituto Marconi Istituto Marconi

C’è qualcosa di rivelatore nella serata del Tardini. La Cremonese gioca una partita convincente mentre il Parma dà la sensazione — fin dalle scelte iniziali — di non avere particolare interesse a proseguire il cammino in Coppa Italia. Rotazioni, gestione, ritmo intermittente: gli emiliani sembrano voler attraversare la gara più che dominarla. La Cremo, invece, la partita vuole prendersela.

E c’è un dettaglio che pesa come un simbolo: Giampaolo aveva iniziato la sua avventura grigiorossa vincendo 0‑2 proprio al Tardini lo scorso campionato, e la conclude nello stesso stadio, con lo stesso risultato. Un cerchio che si chiude, in malo modo.

Il tecnico di Bellinzona presenta una formazione piena di novità: Agazzi tra i pali al posto dell’infortunato Fulignati; una difesa a quattro con Vogliacco, Grassi adattato centrale, Fellipe Jack e Rocchetti, chiamato a sostituire l’infortunato Pezzella. E con un’assenza che pesa: Folino non è nemmeno in panchina, ceduto sorprendentemente al Modena nel rush finale del mercato.

Davanti alla difesa, Pontisso e Lottici Tessadri formano una mediana dinamica. Sulla trequarti, Licina, Elia e Berti danno alla squadra una fisionomia più tecnica e verticale. Marco Nasti è l’unica punta. In panchina, invece, finiscono i veterani della Serie A: Vandeputte e Bonazzoli, quest’ultimo rimasto a Cremona per il rotto della cuffia.

Dall’altra parte, anche Cuesta cambia molto: Daffara in porta, una linea difensiva con Britschgi, Valenti, Drobnic e Carboni, mentre Troilo e Delprato riposano. In mezzo, Fabbian, Ordóñez e Konaté provano a dare ordine. Davanti, spazio ai giovani Frigan e Diallo, con Elphege preferito a Romerto e Lontani. E senza Bernabé, out per affaticamento muscolare, il Parma perde una delle sue bussole principali.

È dentro questo contesto — una Cremonese che vuole la partita e un Parma che sembra volerla solo attraversare — che nasce la serata del Tardini. Una serata che, col senno di poi, diventerà il preludio a una decisione pesantissima: l’esonero di Giampaolo.

Una scelta che probabilmente era già maturata all’indomani della pesante sconfitta contro il Modena. La partita contro gli emiliani, sponda gialloblù, sommata alla prestazione opaca contro l’Empoli, ha restituito l’immagine di una squadra che non seguiva più il proprio allenatore. Giampaolo non aveva più il controllo dello spogliatoio: lo si intuiva dai segnali, da come la squadra si poneva in campo, da come avesse deciso di giocare un calcio diametralmente opposto a quello visto nelle gare amichevoli e al primo turno di Coppa Italia contro la Sampdoria.

Mi domando, però, come sia possibile arrivare a un esonero dopo quattro partite ufficiali: due di campionato perse, sì, ma anche due di Coppa Italia vinte, l’ultima delle quali in trasferta, contro una squadra di Serie A, e con una prestazione di livello.

E mi domando come sia possibile aver rinnovato la fiducia in pompa magna il 13 giugno, presentando Giampaolo come l’uomo della ripartenza, e averlo poi esonerato il 1° settembre, appena 80 giorni dopo. La Cremonese ha annunciato Fabio Pecchia come nuovo allenatore. Ma le domande restano: perché? Perché ora? Perché così in fretta? Perché dopo aver dichiarato pubblicamente una linea, se ne segue un’altra diametralmente opposta?

Mi auguro che la società voglia mantenere fede alla parola data e spiegare questa decisione nella conferenza stampa di venerdì, fissata alle 12:30 al Centro Arvedi. Anche perché, dei cambi di modalità comunicativa annunciati a giugno, finora non si è visto grande seguito.

La Cremo parte forte: fiammate e talento di gioventù

Al 5’ arriva subito il primo squillo decisivo: Nasti riceve a metà campo da Berti, lavora di copertura portando fuori Drobnic e apre la corsia centrale per l’inserimento di Lottici Tessadri. Il classe 2005 galoppa per qualche metro e scarica un destro velenoso che sorprende Daffara. È 0-1: un gol che fotografa bene l’energia con cui i grigiorossi entrano nella partita. È un gol doppiamente motivo d’orgoglio per questo ragazzo cremonese, nativo di Gussola, tifoso grigiorosso da sempre, che ha coronato il sogno di vestire da titolare la maglia della sua squadra del cuore dopo avere attraversato tutta la trafila nelle giovanili.

Il Parma prova a reagire subito: al 7’ Valenti calcia una fucilata sugli sviluppi di un corner, alta di poco. Ma la gara resta aperta e all’8’ Licina si prende la scena con una giocata degna di nota: parte largo a destra, rientra sul sinistro e scaglia un tiro potente che Daffara devia sul palo prima di mandare in angolo. È un’altra fiammata che conferma quanto la Cremonese sia entrata con coraggio e idee chiare. Il diciannovenne tedesco di origini montenegrine continua a essere un fattore: al 17’ supera Valenti e prova un pallonetto morbido, ma Daffara è attento e alza in angolo. La partita resta viva, intensa, con continui ribaltamenti di fronte. 

Tra il 27’ e il 28’ i gialloblù costruiscono due occasioni pesanti: prima Konaté trova Frigan nello spazio, con la difesa grigiorossa lenta nel chiudere; Grassi interviene in scivolata, rischia, ma salva tutto deviando in angolo. Poi Ordóñez sfonda a sinistra e mette un cross basso che Vogliacco anticipa ancora, evitando guai peggiori. È il segnale di un Parma che cresce e di una Cremonese che fatica a mantenere ordine e compattezza. La fiammata più grande degli emiliani arriva al 35’: Frigan controlla e gira di sinistro a incrociare, sfiorando l’incrocio dei pali. È un avviso serio, ma la Cremo risponde con la qualità dei suoi giovani. Al 41’ Licina e Berti costruiscono un uno-due da manuale e la Cremonese passa per la seconda volta al Tardini: il triangolo si chiude in area, Licina controlla e piazza in rete con un tocco morbido. È il suo terzo tentativo della serata, quello buono. Un gol che racconta talento, coraggio e personalità.

Il Parma però non molla: al 43’ Frigan fa la torre per Elphege, che incorna con potenza. Agazzi risponde presente, salvando la Cremonese con una parata decisiva — e con la fortuna che la conclusione non sia troppo angolata. Nei due minuti di recupero la Cremo prova a gestire, ma la sensazione è quella di una partita ancora apertissima, con gli emiliani sempre pronti a colpire.

Il primo tempo si chiude così: una Cremonese brillante nelle fiammate, fragile nei momenti di pressione, salvata dai suoi giovani e da un paio di interventi pesanti di Agazzi. Una frazione che racconta una squadra viva, ma non ancora solida.

Sofferenza, occasioni sprecate e una vittoria che dà morale

La ripresa si apre con una raffica di cambi da entrambe le parti: la Cremonese inserisce Luperto e Vandeputte al posto di Rocchetti ed Elia, mentre il Parma rivoluziona il fronte offensivo con Keita, Touré e Romero al posto di Konaté, Elphege e Diallo. Il Parma prova subito a spingere, ma la prima occasione è grigiorossa: al 54’ un contropiede velocissimo porta Vandeputte a mettere un pallone insidioso in mezzo, con Daffara che anticipa Berti sul più bello. Gli emiliani rispondono al 56’ con un tentativo dalla distanza di Romero, palla che esce di poco. La gara resta viva, aperta, con continui ribaltamenti di fronte.

Al 60’ Vandeputte si prende la scena con una fucilata di destro che impegna Daffara, mentre tre minuti più tardi Cuesta inserisce Almqvist per Frigan, nel tentativo di dare più profondità alla manovra. La Cremo però continua a rendersi pericolosa: al 66’ Nasti prova una bomba da fuori, deviata in angolo. È la sua ultima fiammata, perché al 70’ Giampaolo lo sostituisce con De Luca.

Il nuovo entrato ha subito l’occasione per chiudere la partita: al 71’ Berti gli serve un invito al bacio, De Luca prova a deviare di esterno destro ma manca completamente l’impatto con il pallone. Un minuto più tardi, al 72’, arriva un’altra chance clamorosa: Licina serve Vogliacco in area, fucilata respinta da Daffara in uscita; la palla carambola su Vandeputte, che salta Britschgi e mette al centro per De Luca. Ma ancora una volta, la conclusione del Cigno è da dimenticare: palla alle stelle. Due occasioni pesantissime, entrambe sprecate.

La partita resta aperta e nervosa. Al 78’ doppio cambio: Bianchetti per Vogliacco nella Cremo, Valeri per Carboni nel Parma. Gli emiliani tornano pericolosi al 80’ con un colpo di testa di Romero da angolo, alto sopra la traversa. La Cremo risponde con ordine, pur visibilmente stanca.

All’85’ entra Djuric per Berti, nel tentativo di dare peso e centimetri alla squadra. Il Parma, nel finale, prova ad alzare i ritmi con un assalto continuo, mentre la Cremonese — pur stanca — resta ordinata, compatta, ben messa in campo. Nel recupero gli emiliani provano l’ultimo forcing, ma Agazzi e la linea difensiva tengono senza sbandare.

La ripresa si chiude così: una Cremonese che soffre, lotta, spreca due occasioni enormi per chiuderla, ma porta a casa una vittoria che le consente di riprendersi parzialmente dalla sberla di venerdì scorso e di proseguire il cammino in Coppa Italia (gli ottavi di finale si giocheranno contro il Como il prossimo 2 dicembre). Una vittoria che arriva proprio nella serata in cui si consuma l’addio di Giampaolo: un paradosso che racconta meglio di qualsiasi parola la complessità di questo inizio di stagione.

Un futuro da ricostruire: Pecchia riparte tra incognite e urgenze

Il futuro della Cremonese resta un territorio incerto. La Serie B è un campionato che non perdona, fatto di mille insidie, di momenti che si ribaltano in un attimo. Se la rotta non verrà invertita subito, il rischio che tutto si complichi è tangibile, già percepibile nelle prime due giornate.

Botturi aveva dichiarato che la Cremonese avrebbe fatto un campionato importante e che l’asticella sarebbe stata tenuta alta. È ancora così?

La squadra si ritrova con un nuovo allenatore, senza rinforzi offensivi dopo la figuraccia sul mancato arrivo di Shpendi da Cesena, Stückler ancora ai box, con De Luca e Nasti dimostratisi decisamente poco affidabili, senza dimenticare anche la presenza di Djuric che in Serie B potrà certamente dire la sua. Pecchia dovrà intervenire subito: ridare identità, ricostruire fiducia, rimettere ordine in un gruppo che ha perso riferimenti e continuità.

Le prime mosse saranno decisive: valorizzare ciò che c’è, colmare le lacune senza mercato, restituire una direzione tecnica riconoscibile. Perché la Cremonese ha bisogno di una scossa immediata, non cosmetica. E perché, in questo campionato, chi resta fermo viene travolto.

Alé Grigiorossi!

 

Igea lavanderia Igea lavanderia

Per la tua pubblicità

Uggeri Pubblicità

Concessionaria esclusiva
www.uggeripubblicita.com
Tel: +39 0372 20586
Piazza Fiume 17, Cremona