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Mi ritorni in mente: quella volta che... Pisa!

Cremonese
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Franco Vázquez osserva da terra Ebenezer Akinsanmiro calciare la palla. Di spalle, Jari Vandeputte (Pisa-Cremonese 1-0, 11ª giornata Serie A 2025/2026)
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In una rubrica come questa, dedicata alla storia ed ai ricordi, raramente guardiamo al passato recente. In occasione di Pisa-Cremonese, però, ci sentiamo di parlare della partita dello scorso campionato perché fu un campanello d’allarme sottovalutato che – a posteriori – sarebbe stato meglio cogliere.

Il 7 novembre i grigiorossi arrivano all’Arena Garibaldi Romeo Anconetani per l’anticipo del venerdì sera. La sfida del 2025 è la prima in Serie A tra le due compagini, che nelle altre categorie vantano decine di confronti.

La classifica della Cremo è da sogno, decimo posto e 14 punti raccolti in dieci partite. Più deficitaria quella del Pisa che però appare abbastanza in linea con il campionato che si attendevano sotto la Torre pendente: sei punti raccolti, pareggiando anche a San Siro sponda Milan, e a Bergamo. In quel momento, i nerazzurri erano fuori dalla zona retrocessione. Spicca però un dato, o meglio, ne spiccano due: sono gli zeri nella colonna delle partite vinte e – soprattutto – dei gol realizzati in casa.

 

Jamie Vardy carica il destro inseguito da Marius Marin (Pisa-Cremonese 1-0, 11ª giornata Serie A 2025/2026)
Jamie Vardy carica il destro inseguito da Marius Marin (Pisa-Cremonese 1-0, 11ª giornata Serie A 2025/2026)

Come andò a finire, lo ricordiamo tutti.

La Cremo non gioca male, nella ripresa sfiora almeno tre volte il gol. L’occasione più clamorosa è la traversa del Mudo (con successivo errore di Barbieri sul batti e ribatti conseguente, da notare peraltro come Vardy stesse già esultando osservando la traiettoria del tiro di Vázquez). Appena dopo un bel colpo di testa di Baschirotto, però, i locali trovano il gol con Touré che sfrutta una serie di errori: prima Vázquez perde palla a metà campo, poi Baschirotto compie una leggerezza in fase di disimpegno e, infine, proprio Touré approfitta di una marcatura blanda di Faye (fuori ruolo e poi infortunato) per segnare di testa.

Il campanello d’allarme non fu tanto la sconfitta, che poteva starci vista la veemenza dei nerazzurri, la fisicità della squadra, la carica dell’ambiente e, infine, il fatto che la squadra toscana non avesse demeritato fino ad allora. Quello che colpì fu la totale assenza di reazione da parte della Cremo, che si afflosciò, non arrivando praticamente mai a 'rischiare' di pareggiare; anzi, rischiò di subire il raddoppio.

A posteriori, forse, qualche riflessione tecnica in più non sarebbe stata fuori luogo e anche una gestione diversa degli elementi di qualità (in quella partita entrarono tutti, anche se con scarso esito) sarebbe stata desiderabile. Invece quell’errore a metà campo fu una sorta di croce sul campionato del Mudo che poi, come noto, avrebbe trovato sempre meno spazio per poi tornare in Argentina a gennaio.

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