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Poker alla Giana. Identità in costruzione: la prima bozza della Cremo di Giampaolo

Cremonese
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La formazione titolare della Cremonese scesa in campo nella prima amichevole stagionale (Cremonese-Giana Erminio 4-0, precampionato Serie B 2026/2027)

Le amichevoli di luglio valgono sempre il giusto, ma alcune dicono più di altre. E quella contro la Giana, davanti a un campo Soldi gremito, ha raccontato una Cremonese che non è solo in fase di rodaggio: è una squadra che sta cercando di capire chi vuole essere. I primi dieci giorni di lavoro hanno già restituito un gruppo atleticamente vivo, dentro un percorso che sembra orientato alla costruzione di un’identità riconoscibile. Giampaolo lo ha detto senza girarci attorno: vuole una Cremonese che giochi a calcio, che rischi, che sbagli, che provi a vincere invece di accontentarsi di non perdere. È un manifesto tecnico e culturale, e la partita contro la Giana è stata il primo foglio di quel manifesto, ancora tutto da scrivere.

Alla gara di ieri non hanno preso parte Bonazzoli per vesciche e il duo Fulignati‑Cabianca per dolori legati al sovraccarico di allenamento (in particolare, Fulignati ha riscontrato alcuni dolori alla schiena). La partita, però, è stata comunque importante per iniziare a comprendere il gioco e i movimenti, le prime intese tra vecchia e nuova guardia e, perché no, lo stato di salute dei singoli.

Jari Vandeputte sulla fascia sinistra di un campo Soldi gremito
Jari Vandeputte sulla fascia sinistra di un campo Soldi gremito

A volte ritornano: Collocolo e De Luca a segno nel primo tempo

La prima frazione ha mostrato una continuità che, paradossalmente, è figlia della discontinuità della scorsa stagione: volti noti che tornano, volti nuovi che si presentano, e un filo che prova a intrecciarsi in vecchie e nuove trame di gioco.

Collocolo, soprattutto, è sembrato un giocatore ritrovato: brillante, verticale, con quella fame che aveva dovuto mettere in pausa per mesi la scorsa stagione. Il suo gol all’8’ — destro rasoterra da fuori dopo un’azione insistita — è stato il primo segnale di una partita che gli è scivolata addosso come se non avesse mai smesso. E non mi riferisco solo al gol: al 5’ aveva già provato la conclusione da fuori area, e al 45’ si è inventato uno sfondamento per vie centrali che lo ha portato davanti al portiere della Giana Erminio, Mazza, dopo aver saltato Marotta e Tornaghi come birilli. Gli è mancato il fiato, non l’idea.

Michele Collocolo resiste alla carica di un avversario
Michele Collocolo resiste alla carica di un avversario

Accanto a lui, il ritorno di De Luca ha avuto un peso simbolico e tecnico. Il gol al 18’ — zampata su cross di Fellipe Jack all’esordio — è stato la fotografia di un attaccante che vuole restare dentro il progetto. Al 35’ ha sfiorato la doppietta e, per tutta la frazione, ha alternato attacchi alla profondità e movimenti di raccordo che hanno stimolato la fantasia e la mobilità di Berti tra le linee. Il giovane romagnolo, dal canto suo, ha mostrato visione e coraggio: al 18’ ha aperto l’azione del raddoppio e, in generale, ha dato l’impressione di essere un innesto che può cambiare davvero la grammatica del centrocampo. Certo, manca ancora l’intesa con i compagni, ma quella arriverà con il passare del tempo. Questo giovane fantasista, amante della bicicletta, promette proprio bene.

Manuel
Manuel "il Cigno" De Luca

L’ex Modena Gerli ha invece ricordato il grande Castagnetti: schierato da Giampaolo nel ruolo di play davanti alla difesa, è parso pulito, ordinato, sempre al posto giusto (nonostante un piccolo svarione in area grigiorossa). Rocchetti sulla sinistra ha spinto con continuità, Barbieri sulla destra ha fatto il Barbieri, e la difesa — Folino, Fellipe Jack, Bianchetti — ha retto senza affanni. Agazzi, di fatto, è stato spettatore, fatto salvo per un paio di sortite della Giana con Muhameti. Infine Nasti, l’unico rimasto in ombra nel primo tempo, è parso sostanzialmente impalpabile e fuori dal gioco.

Tommaso Berti nel tentativo di liberarsi di un avversario
Tommaso Berti nel tentativo di liberarsi di un avversario

Stückler e Lottici Tessadri: la ripresa è un laboratorio che funziona

Nel secondo tempo i due allenatori rivoluzionano le rispettive squadre, cambiando tutti gli undici titolari. Cremonese senza più fantasista dietro le punte, rientra in campo schierata con il 4‑4‑2: Cassin in porta alle spalle della linea di difesa composta da Tosi, Grassi arretrato centrale insieme a Luperto (in attesa di puntellamenti dal mercato, considerato l’infortunio e la probabile partenza di Baschirotto), e Pezzella largo a sinistra. Quindi il giovane lituano Lickunas a destra, centrali Lordkipanidze e Lottici Tessadri, e Vandeputte a sinistra. Davanti, il duo Stückler, all’esordio con la prima squadra, e Djuric.

Il secondo tempo è stato un altro cantiere, con undici cambi e un 4‑4‑2 più scolastico ma più equilibrato. Cassin tra i pali, Tosi e Pezzella sulle fasce, Grassi adattato centrale accanto a Luperto: una linea che, pur improvvisata per l'assenza di Baschirotto (infortunato ma dato in probabile uscita), ha retto con ordine. Sulla fascia destra, Lickunas ha mostrato gamba e personalità, candidandosi al ruolo di gregario di Barbieri (nella speranza che quest'ultimo resti in grigiorosso), Lordkipanidze e Lottici Tessadri al centro hanno dato solidità alla mediana, mentre Vandeputte largo a sinistra ha illuminato la ripresa con un paio di giocate da vero campione — il sombrero di tacco al 54’ è stato il gesto tecnico della serata. Davanti, Djuric e Stückler hanno lavorato bene insieme: il bosniaco si procura un calcio di rigore (generoso) al 77’, che Stückler trasforma con freddezza, segnando il suo primo gol con i “grandi”.

David Stückler testa bassa e palla al piede
David Stückler testa bassa e palla al piede

Poco prima del poker grigiorosso dal dischetto, è arrivato  al 75’ anche il 3‑0 firmato Lottici Tessadri: destro potente da fuori area che ha sorpreso il portiere Zenti. Il giovane centrocampista della Cremonese aveva esordito in Serie A la scorsa stagione nella débâcle contro il Como, con la Cremonese sconfitta 0‑4 allo Zini e condannata alla retrocessione in Serie B. Il suo gol di ieri dice molto: personalità, coraggio e la sensazione che questo ragazzo abbia margini importanti.

In generale, la Cremonese ha mostrato una condizione fisica già buona, idee chiare e una rosa che, pur incompleta, sembra avere una direzione ben definita nella testa della dirigenza, dell’allenatore e del suo staff, in attesa di nuovi colpi di mercato sia in entrata sia in uscita. Il 4‑0 alla Giana vale il giusto, ma vale qualcosa: vale la sensazione che il cantiere sia aperto, vivo, e che questa squadra — tra ritorni, nuovi innesti e giovani che bussano forte — stia iniziando a capire chi vuole diventare.

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