Finisce 4-0 per la Cremonese la prima amichevole stagionale dei grigiorossi, disputata venerdì 24 giugno al campo Soldi di via Postumia contro la Giana Erminio.
Due gol per tempo: Collocolo e De Luca nella prima frazione, Lottici Tessadri e Stückler (su rigore) nella ripresa.
Al termine della partita, abbiamo incontrato Marco Giampaolo a bordo campo, per scambiare alcune impressioni, insieme ai colleghi della stampa locale, su quello che è stata la prima uscita amichevole della nuova Cremonese 2026/2027.
Mister, la Cremo ha giocato una buona partita con la giusta aggressività. Cosa ne pensa?
«Il giudizio è relativo ai primi dieci giorni di allenamenti, che sono stati proficui. Il gruppo sta lavorando con serietà, c'è un buon entusiasmo e la squadra è molto allineata e coperta. Il lavoro prosegue con la pianificazione definita insieme allo staff».
Nel primo tempo abbiamo visto Collocolo molto bene a livello fisico. Ha mostrato una grande fame e voglia di essere protagonista. È d'accordo? Inoltre le chiedo, a suo avviso, dov'è che la squadra ha ancora bisogno di essere puntellata?
«C'è entusiasmo da parte di tutti. Chiaramente Collocolo viene da un anno in cui è stato fermo per buona parte del campionato ed è rientrato soltanto alla fine, per cui è motivato. Per cui non solo Collocolo, ma anche gli altri hanno mostrato un buon entusiasmo. Per quanto riguarda il mercato, la squadra alla fine la completeremo e faremo quello che dovremo. Non c'è fretta: non possiamo e non vogliamo sbagliare. Dovremo fare alcune valutazioni approfondite. Botturi lavora bene, così come il suo staff, e siamo in sintonia. Ora dobbiamo giocare partite e capire tante cose. Per adesso il lavoro fatto bene, sono soddisfatto».
Abbiamo notato una ricerca spasmodica del gioco dal basso, con il portiere che non butta mai via la palla e cerca sempre il primo passaggio vicino.
«Io non voglio che la squadra butti la palla. Certo, ci sono momenti in cui va giocata lunga, come successo anche oggi. Il Mondiale vinto dalla Spagna, lungi dal fare paragoni, non voglio dire che deve insegnare a tutti, ma a me personalmente insegna tantissimo, perché quello è un calcio che vuole dominare, nel quale la squadra vuole essere padrona del gioco. Parliamo di un calcio con una sua visione e una sua cultura. Poi si può giocare a calcio in tanti altri modi, ma io preferisco che la squadra giochi e giochi a calcio, anche sbagliando. Per vincere le partite bisogna avere numeri, qualità e calciatori in grado di saperla vincere; è molto più semplice giocare per non perdere, ma la squadra deve abituarsi a giocare, anche perché capiterà di dover rimontare delle partite, di dover vincere delle partite, e se non ha la mentalità non le rimonta e non le vince. Poi una squadra deve essere frizzante, bella, leggera e pimpante. Vedremo cosa riusciremo a fare. La Serie B è un campionato difficile, molte squadre si stanno attrezzando per il grande obiettivo e anche noi dobbiamo seguire il nostro percorso, con identità. Se non ci riusciremo, sarà colpa mia».
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