Sei stagioni, nel calcio di oggi, rappresentano quasi un’eternità. Un tempo era normale assistere a persone che si legavano a una città, alla sua piazza, ai suoi colori, alla sua gente, diventandone una di quelle bandiere che vedevi sventolare allo stadio. Oggi, quel sentimento è diventato più raro, più flebile.
Mister Pavesi: un romantico passato
Mister Elia Pavesi, esonerato al termine della scorsa stagione dopo aver traghettato i giovani grigiorossi dal 2020, ricorda un po’ quel romantico passato. Il suo addio ha messo fine a un ciclo composto da più di 200 panchine: con lui se ne va una parte di quella Cremonese Primavera che ha saputo compiere imprese storiche, prima fra tutte, la mitica cavalcata del 2024, conclusa con la promozione in Primavera 1; successivamente, indimenticabile la salvezza della stagione successiva, arrivata contro l’Atalanta a due giornate dalla fine.
Proveniente dalle giovanili del Brescia, Pavesi ha saputo, con tempo e dedizione, costruire una base ben precisa: ambizioni, innesti, automatismi, confronti e moltissima umiltà. Si è forse avverato uno dei progetti grigiorossi più compiuti di continuità tra settore giovanile e prima squadra, come dimostrato dai sei talenti che hanno esordito tra i grandi della città. A Pavesi, definito dalla Cremonese stessa come uomo «dai grandi valori umani», è subentrato Andrea Costa, per una prima stagione inquadrata dalla grande voglia di rivincita.
Mister Costa: un giovane per i giovani
Nato a Reggio Emilia nel 1986, Costa cresce proprio nelle giovanili della Reggiana, con la quale esordisce in prima squadra nel 2003. Da allora, passa in rassegna diverse squadre di club (Bologna, Reggina, Sampdoria, Parma, Empoli e Benevento), pur rimanendo sempre legato ai suoi primi colori, con cui finisce per chiudere il cerchio. Le tante maglie indossate gli regalano, congiuntamente, tante presenze tra i professionisti: 361 nello specifico, di cui 181 in massima Serie.
Appesi gli scarpini al chiodo, ha tolto dalla parete la lavagnetta. Ottiene il patentino UEFA A nel 2023, con il quale non perde tempo, partendo - ancora una volta - da casa sua, dalla sua Reggiana. Comincia infatti come collaboratore tecnico dell’U17, prima di passare a vice della Primavera e, successivamente, a primo allenatore dell’U20. Dopo aver concluso il campionato all’11º posto, decide di scendere in Umbria, alla volta di Perugia, dove intraprende una stagione da vice in Serie C.
Dopo Perugia arriva l’esperienza che ha conquistato le vere attenzioni grigiorosse: ancora attirato dalle sirene della Reggiana Primavera, Costa decide di assumerne nuovamente le vesti di allenatore, nel gennaio dello scorso anno. Prende la squadra in una situazione di classifica difficile, ma - con solo metà campionato a disposizione - riesce a operare una vera risurrezione: delle 18 partite che rimangono da giocare, i granata di Costa ne vincono 10 e ne pareggiano 4, passando così dalla zona retrocessione al 5º posto, valido per lo spareggio per la promozione. Il sogno di gloria, a ogni modo, svanisce – quasi ironicamente per Costa – proprio contro il suo passato: è infatti la Primavera del Perugia a eliminare i granata, ai quarti di finale dei playoff di Primavera 2.
Smaltita la delusione, Costa viene arruolato per la causa grigiorossa. Una causa che parla proprio la lingua della promozione e per la quale la figura di Costa ispira un certo ottimismo. Il suo profilo, come abbiamo visto fin qui, sembra infatti esperto e qualificato per indicare la via ai ragazzi della Cremo, che avranno bisogno - più che di risultati immediati - proprio di questo: ritrovare un cammino sul quale poter tornare a lavorare convinti, e sul quale poter quindi rialzare la testa.
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