Nel gennaio 2016 arriva a Cremona Simone Pesce. Si tratta di un giocatore importante, con 60 presenze in serie A fra Ascoli, Catania e Novara. La Cremonese nell'anno della gestione Pea-Rossitto boccheggia a metà classifica ma mette le basi per i successi degli anni successivi e Pesce è uno dei pilastri. Interdizione, grinta, lettura tattica del gioco, inserimenti e anche qualche gol, Pesce incarna il centrocampista di rabbia e carisma che serviva alla squadra. Diventa presto leader, conquistando i tifosi. Partecipa al biennio Tesser: il primo anno è una cavalcata culminata nel celebre minuto 87, il secondo anno inizia bene ma poi si cala e Tesser perde il posto ma la squadra si salva con Mandorlini e Pesce segna un gol fondamentale nella decisiva partita col Venezia con una corsa per festeggiare sfrenata che tanti ricorderanno. Il ricordo più vivido che ho è a Prato: partita in notturna decisiva nella corsa con l'Alessandria in C, Ferretti sulla fascia vicina a noi in tribuna si permette un gioco di fino e Pesce gli pianta un'urlata da far rizzare i capelli fino in tribuna. Appunto, grinta e leadership, ha lasciato uno straordinario ricordo a Cremona, ricordi felici.
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