Kodokan Cremona Kodokan Cremona Kodokan Cremona

Il dubbio è l'anticamera della verità...

Vanoli
coverimage articleimage
Concessionaria De Lorenzi Concessionaria De Lorenzi

Ieri sera me sono andato sotto le coltri con ben due chiodi piantati nel cervello che se la mattina dopo non li cavavo avrei passato una giornata tra lo schifoso e l’orrendo.

Approfittando del cambio di datore di lavoro intervenuto ad inizio febbraio che lascia al Ciranone vostro parecchio tempo libero, ho deciso di farmi del male rivedendo la parte finale dell’ultimo quarto; esattamente dai due liberi di Bilan a 709 secondi dalla sirena che sapevano tanto di de profundis per la Vanoli alla rimessa di Ivanovic (ieri, in preda a schizofrenia da shock baskettaro, avevo scritto Burnell che non era nemmeno sul parquet… chiedo scusa) a 10 secondi dalla sirena da cui è sfociata la bomba di Bilan che ha deciso la gara.

La faccenda è stata utilissima anche per verificare due cose. La prima; suppongo che, sentito i suoi commenti, il telecronista di LbaTV provenisse certamente dalle parti di Roncadelle o giù di lì; inutile spiegarvi il perché. La seconda; nel corso dell’arrembante parziale della Vanoli dell’ultimo quarto (13 a 2) i due errori dalla linea della carità di Aljami “magician” Durham e Giovanni “marine” Veronesi hanno decisamente pesato diverse tonnellate considerato com’è andata poi.

Ma la decisione masochistica è arrivata per verificare soprattutto i due dubbi di cui ho lagnato ieri sera; il primo dubbio, piede sulla riga di Ivanovic, se n’è tornato da dove era venuto perché i piedi erano ben fuori dal rettangolo di gioco. Il secondo dubbio invece si è rivelato esatto; cronometro alla mano Ivanovic rilascia l’arancia a spicchi 5,63 secondi dopo il via dell’arbitro nei paraggi (guarda caso era Bartoli che alla Vanoli ne ha già combinate un sacco e una sporta), e quindi la suddetta arancia a spicchi sarebbe dovuta ritornare alla Vanoli.

Se volete azionate pure voi il cronometro del vostro cellulare, collegatevi su LbaTV (se non avete l’applicazione andate da conoscenti che ce l’hanno) e controllate.

Ed ora possiamo ben dire che la gara è stata bellissima, tirata, elettrizzante, coinvolgente, appassionante e che entrambe le squadre hanno reso omaggio al gioco più bello del mondo, ma sta di fatto che questa gara bellissima, tirata, elettrizzante, coinvolgente, appassionante alla fine della fiera è stata decisa da un pacchiano errore arbitrale perché capirei uno o due centesimi, ma 63 centesimi di secondo, nel gioco più bello del mondo, sono un’eternità.

Poi possiamo discutere fin che si vuole sulla scelta di coach Gigi Brotto di non fare fallo nell’azione finale per poter poi avere comunque la palla in mano negli ultimi secondi e di cercare invece di togliere l’ossigeno al pericolo pubblico numero uno, e cioè Della Valle, che infatti aveva addosso Giovanni “marine” Veronesi e Mattia “salvation” Udom, e che ha fatto un mezzo miracolo dando quella palla a Bilan avvitandosi e procurandosi probabilmente un paio di ernie al disco.

Possiamo farlo ma la sostanza non cambia; la Vanoli è stata penalizzata da una decisione sbagliata, ovviamente senza intenti, come dire, persecutori, di uno dei tre diversamente colorati in campo.

Rimane solo la soddisfazione di aver visto una Vanoli, peraltro orfana di due, Payton “pistol” Willis e Tajion “little boy” Jones, che sembrano essersi avvitati in un circolo vizioso da cui non riescono ad uscire (il primo l’ho visto a due metri da me rifiutare un tiro aperto da oltre l’arco, e cioè la sua specialità), giocare alla pari e mettere pure alle corde una delle protagoniste assolute di questo campionato che certamente, dopo  Milano e Bologna, è la più accreditata candidata per avvinghiare lo scudo.

Questa, popolo vanoliano, non è la solita “magra consolazione”, ma la consacrazione di un collettivo che, costruito con un budget irrisorio rispetto ad altri, sta dimostrando per l’ennesima volta, o meglio, per la sedicesima volta la sagacia di una società guidata da un presidente che ha fatto della pragmaticità una filosofia di vita, trasferendola dagli affari al parquet.

E magari l’auspicio che si sente di fare ora il Ciranone suo è che, davanti ad un palazzo come quello di ieri sera, traboccante di entusiasmo e partecipazione, possa pensare che ne valga ancora la pena andare avanti.

Detto ciò, e c’avevo sta cosa tra il gargarozzo e il piloro e prima o poi dovevo evacuare, dei due dubbi sovvenuti al Ciranone vostro uno si è rivelato esatto. E mi sa che le ossa del vecchio Socrate staranno fremendo di soddisfazione perché, ancora una volta, si conferma che “il dubbio è l’anticamera dalla verità”.

il che è bello e istruttivo (cit.) 

Per la tua pubblicità

Uggeri Pubblicità

Concessionaria esclusiva
www.uggeripubblicita.com
Tel: +39 0372 20586
Piazza Fiume 17, Cremona