Ehi popolo vanoliano, stavolta il Ciranone vostro fa una fatica maledetta a mettere in fila due robe per lo spettacolo messo in piedi dal palazzo ieri.
Sarà perché ho ancora un groppo in gola e quella strana sensazione alla bocca dello stomaco che a volte ti mozza il respiro e che pure ora, mentre scrivo, continua a ravanarmi le budella.
Sarà perché, mentre mi accoccolavo in tribuna stampa, per la prima volta ho fatto una fatica maledetta a mettere su la postazione, cosa peraltro banale perchè si tratterebbe di attaccare due spine, scambiando “roma per toma”,
Sarà perché, a differenza di altre volte, ogni “poco” alzavo lo sguardo sulle tribune del palazzo che piano piano si riempivano; ricordo di essermi sorpreso a pensare: “ma ancora ne arriva di gente?”

Sarà perché il solito saluto goliardico agli operatori del 118, che si ripeteva ormai ad ogni gara casalinga ed era diventato un rito scaramantico (“in caso di malore sarebbe oltremodo gradito un intervento esclusivamente femminile…”), stavolta si è tramutato in uno scambio di occhiate pieno di parole.
Sarà perché nel tragitto solito per andare a salutare la mia dolce Gigia prima della gara ho incrociato sguardi che sembravano un libro aperto pieno di tristezza, nostalgia e melanconia, per vedere poi il suo nel quale c’era un po’ di tutto: passione, commozione, affetto, gratitudine…
Sarà pure perché, infine, ritornato alla postazione, notavo che la gente non la smetteva di arrivare occupando spazi che di solito rimanevano vuoti, e cioè a ridosso del muro posto dietro la tribuna stampa.

E lì, anche per distrarre la strana sensazione di cui sopra, mi sarei messo a fare due conti. La capienza certificata del PalaRadi è di 3.519 posti. Nel settore ospiti ed in quello dietro la panca avversaria, a fronte di un 350/400 posti ve n’erano occupati una cinquantina; dei 3.519 ne rimanevano quindi 3.169/3.119. Di buchi vuoti nel resto del palazzo ce se saranno stati si e no un centinaio per cui, caro popolo vanoliano, ieri si era in 3.000 e forse più, e sono state davvero poche le volte che si è arrivati in questi anni ad un pienone così.
Sto conto che sarà pure pedante ha però un pregio; dimostra che la Vanoli è via via diventata nel corso di questi 23 anni parte integrante della storia sportiva di questa città, ed è entrata nei villi più reconditi degli appassionati di basket, e non solo per i risultati sportivi che comunque sono stati tutti primizie per la pallacanestro cremonese.

Quei tremila del palazzo ieri hanno rovesciato sul parquet tutto il loro affetto per la Vanoli Family, con in testa Aldo Vanoli fu Guerino da Soncino, principale artefice di un miracolo sportivo ed organizzativo che ha pochi eguali nella penisola.
Quei tremila del palazzo, anche durante il terzo quarto nel quale la Vanoli veniva definitivamente surclassata da un roster che ha le carte in regola per puntare allo scudo, non hanno smesso un istante, sollecitati a dovere da una curva come sempre presente ma ieri più bella e tosta che mai, esibendo pure uno striscione che era pura poesia: “racconterò di te, quel falco che volava tra le stelle. 23 volte grazie presidente”
Quei tremila del palazzo che facevano percepire un affetto per questa squadra e questa società che andava oltre il puro e semplice aspetto sportivo; un grazie collettivo per avere regalato 23 anni di gioie e successi ma pure dolori e sconfitte sempre però con lo stesso medesimo stile sobrio ed elegante.

Quei tremila del palazzo che al fischio finale hanno rovesciato su tutta la Vanoli Family racchiusa al centro del parquet attorno al suo presidente colate laviche delle medesime sensazioni che ho letto nello sguardo della mia dolce Gigia; passione, commozione, affetto, gratitudine. Ho visto persone piangere, tutte comunque con gli occhi umidi; e anche il Ciranone vostro ha partecipato allo show andando ad abbracciare tutti quelli che gli capitavano a tiro.
E’ stato il commovente saluto con cui il PalaRadi ha avvolto la Vanoli Family. Un saluto che poi ha debordato pure sui social. Ho letto messaggi che mi hanno fatto scoprire pure un popolo vanoliano decisamente romantico ed empatico; mi prendo la libertà ci citarne uno, quello di un’amica, Laura Lodigiani, che credo racchiuda tutto quanto vi sia in questo momento nelle coronarie del popolo vanoliano: “È finita! 21 anni della mia vita, ventuno, Non ho pianto per le retrocessioni, non ho pianto per le promozioni, non ho pianto per la coppa, non ho pianto per i playoff. Ho pianto oggi, ancor prima della palla a due. Le storie finiscono, l’amore mai”.

47 parole che sono la summa dei sentimenti, delle emozioni, delle passioni, degli affetti, delle apprensioni e delle suggestioni che il popolo vanoliano ha vissuto in questi 23 anni e che ieri ha celebrato in una giornata che rimarrà a lungo nella memoria collettiva di quei tremila del palazzo...
Il che è bello e istruttivo (cit.)
Calendari e Classifiche
dalle categorie
Vanoli Serie A2 Serie B Int. Serie C Basket Femminile Divisione Regionale 1 Divisione Regionale 2 Divisione Regionale 3 Divisione Regionale 4 Baskin 3X3Highlights
Cremonese
Verso Pisa-Cremonese. Pecchia: «Vogliamo vincere, ma il risultato non diventi...
Cremonese
7ª giornata di Serie B: Cremo, a Pisa per ripartire. Mantova-Palermo vale il...
Cremonese
Mi ritorni in mente: quella volta che... Pisa!
Cremonese
Linea giovani: sì ma anche no(n ancora). Cosa dicono i dati
Cremonese
