Non vorrei prenderla troppo alla larga ma inizierei col dire che da quando Tortona si è affacciata al massimo campionato, vale a dire nella stagione 2021/2022, è diventata subito protagonista; primi tre anni quarta, terza e ottava e quindi “cittadina” dei play off, nella quarta non arriva alla post season per un pelo, ed in questa al momento quinta ma con una finale di coppa Italia nel carniere.
Ora mi par sentirvi: “Bella fatica! Con dietro il gruppo Gavio sarebbero capaci tutti di arrivare dove è arrivata la Derthona Basket”. Obiezione che il Ciranone vostro rimanda però al mittente perché la storia di ogni sport, ed in particolare del gioco più bello del mondo, e il popolo vanoliano lo sa bene per averlo vissuto in prima persona, ci dice che non è la quantità di rebongia che fa la differenza ma quella di cervello per spenderla…
Certamente il budget a disposizione di Derthona è superiore a quello della Vanoli, ma la capacità di gestirlo e non buttarlo è identica. Vi dice niente il nome di Gianmaria Vacirca? Suppongo di si perchè è uno di quelli che ha messo la sua firma su una delle stagioni più gloriose della Vanoli in Serie A. E vi dirò anche che peraltro la Vanoli e di “casa” a Tortona perchè oltre a Gianmaria Vacirca ci troviamo pure Jacopo Torresi nonché a sganganare sul parquet Paul Biligha e Andrea Pecchia. Solo questo potrebbe bastare per dire senza tema di essere smentiti che la gara con Derthona è una specie di derby fuori e dentro al parquet.

Ed in quanto tale il Ciranone vostro “sente” che la gara di domani sarà da fuochi di artificio. Da parte della Derthona certamente, ma pure la Vanoli, arrivata alla pausa con la lingua un po’ a penzoloni perché tre quarti come quelli messi giù contro Milano ci dicevano palesemente questo, pare che sia ritornata dalla pausa della nazionale con il fiero cipiglio dei bei tempi.
Detto ciò l’obiettivo stagionale, la salvezza, mi pare di poter dire che non arriverà solo in caso di scontri fra pianeti o improvvise variazioni del campo magnetico terrestre, e quindi una sconfitta a Tortona non sarebbe una tragedia primevia anche perché le dirette concorrenti hanno impegni sulla carta non dico proibitivi ma certamente, come dire, impegnativi, ma la “tranquillità” che ne deriverebbe potrebbe essere per la Vanoli la benzina giusta per mettere dei bruscolini negli ingranaggi di una squadra che gioca a memoria.

In conferenza stampa coach Gigi Brotto ci ha riferito, papale papale, che la squadra è in salute, si è allenata bene e tutti quanti sono “abili e arruolati”. Ci sarebbero quindi tutte le condizioni per la Vanoli per giocare le sue carte, che non sono poi così poche. Il neo acquisto Mattia Udom, che per un pelo non è stato possibile schierare contro Milano, ha avuto ben quattro settimane per inserirsi nel gruppo e a suo dire sarebbe carico come un boiler. Le rotazioni sono quindi aumentate e tutti quanti ora possono dare il massimo.
Insomma i presupposti per vedere la Vanoli che conosciamo, e non solo domani ma fino alla fine, ci sono tutti. Sarebbe carino che pure il popolo vanoliano abbandoni un po’ lo scetticismo che gli è piombato addosso per le note vicende su cui non è il caso di tornare qui, e accompagni la squadra come sa in questo ultimo terzo del cammino.
Abili e arruolati pure noi…
Il che è bello e istruttivo (cit.)
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