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Mi ritorni in mente: quella volta che... Manchester City!

Cremonese
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La maglietta celebrativa del "Tour of Italy" del Manchester City - Con l'errore nella scritta "Cremmonese"
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Se la settimana scorsa ci siamo dedicati alle convocazioni e ai ricordi che ci hanno ispirato, oggi – spinti dall’attualità grigiorossa – non possiamo che focalizzarci sulle amichevoli. 

Complice la febbre per il tour degli Oasis – le cui vendite sono state aperte (e chiuse) proprio durante l’ultimo weekend – ci è tornata in mente quella domenica di trentaquattro anni fa quando, all’ombra degli abeti della (fu) Pineta di Pinzolo, la Cremonese sfidò il Manchester City, la squadra del cuore dei fratelli Gallagher.

Nel 1992 il mondo non conosceva ancora gli Oasis e il Manchester City non era lo squadrone che – grazie ai soldi degli investitori emiratini – è oggi. I biancazzurri erano sostanzialmente la “seconda squadra di Manchester”: vantavano qualche successo nazionale (tra cui due scudetti, nel campionato 1936-37 e nel 1967-68) e una Coppa delle Coppe (1969-70), ma anche diverse cadute in seconda serie.
La Cremonese, come sappiamo, veniva dall’ennesima retrocessione immediata dalla Serie A (la quarta dopo quelle del 1930, 1985 e 1990) e aveva chiamato Gigi Simoni per guidare un ragionato progetto di riscossa che – quantomeno ufficialmente – non mirava a una promozione diretta.

Durante l’estate, furono ceduti Favalli, Bonomi e Marcolin; Rampulla andò alla Juventus ed Alviero Chiorri chiuse con il calcio. All’ombra del Torrazzo arrivarono nuovi giocatori, alcuni più navigati, come Eligio Nicolini, altri in rampa di lancio, come Andrea Tentoni, pescato dalla Vis Pesaro in Serie C2, la stessa categoria in cui – per un autoimposto “bagno di umiltà” – era sceso ad allenare proprio Gigi Simoni.

Nell’ambito del suo “Tour of Italy”, finalizzato a preparare la prima edizione della Premier League, il Manchester City affrontò la Cremonese il 2 agosto del 1992. Gli spettatori furono circa 1500, quasi tutti villeggianti e cremonesi arrivati da città e provincia. Non mancarono gli inglesi: circa cinquanta, secondo le cronache dell’epoca. Il biglietto, prezzo unico, costava quindicimila lire (tra il malumore dei presenti, abituati a un ticket d’ingresso da diecimila lire). Nonostante il clima inizialmente amichevole, la partita fu decisamente combattuta e anche fuori dal campo non mancarono i motivi di tensione, in particolare quando lo speaker trentino annunciò il Manchester… United facendo imbestialire il manipolo di supporter giunti dall’Inghilterra.

Sul rettangolo di gioco, gli inglesi diedero battaglia e anche il più sanguigno dei grigiorossi, Gigi Gualco, fu particolarmente … acceso. Maspero uscì per prudenza a fine primo tempo mentre Giandebiaggi fu costretto a lasciare il campo prima del novantesimo, lasciando i grigiorossi in dieci. La formazione schierata dai nostri si discostava leggermente da quella che poi firmò un campionato da ricordare. Non era in campo Gianni Cristiani (reduce da un infortunio) mentre ad Alessandro Pedroni fu preferito, almeno inizialmente, Riccardo Castagna.
I nostri, quindi, scesero in campo con Turci in porta; Gualco, Colonnese e Verdelli in difesa; Castagna e Giandebiaggi sulle fasce; Lombardini, Nicolini e Maspero a centrocampo; Dezotti e Tentoni in avanti. Nel secondo tempo entrarono Violini, Pedroni e Florjančič, nel finale ci fu spazio anche per Piantoni.

La Cremonese fu particolarmente esuberante e smaliziata: passò in vantaggio con un gol di Tentoni dopo una traversa di Lombardini, che nacque dalle difficoltà con i piedi del portiere inglese Cotton. Da dieci giorni, infatti, era stata introdotta la regola che vietava di raccogliere con le mani i retropassaggi. Nel corso del primo tempo, però, gli inglesi ribaltarono rapidamente il risultato portandosi sul 2-1 con gol di White e Lake. A pochi minuti dalla fine del match, proprio Gigi Gualco firmò la rete del pareggio fissando il risultato sul 2-2. L’azione fu viziata da un evidente fuorigioco di Dezotti che non venne rilevato dalla terna arbitrale, contribuendo a riscaldare gli animi, già particolarmente … accesi.

La tensione fu tale che saltò sostanzialmente il cerimoniale post-gara e non ci fu il promesso scambio di magliette.
La sfida contro i Citizens fu peraltro un preludio al Torneo Angloitaliano che vide la Cremo sfidare Tranmere Rovers, Bristol City, West Ham e Derby County per poi trionfare a Wembley contro il Derby County, affrontato una seconda volta.
Il Manchester City affrontò – quell’estate – anche Rimini, Verona, Brescia e Torino. I granata erano guidati da Emiliano Mondonico che seguì – con Annoni ed Aguilera – la sfida contro la Cremonese, evidenziando di aver visto una «buona squadra con problemi di equilibrio che il rientro di Cristiani potrebbe risolvere».

Al Tour of Italy fu dedicata una maglietta che, con la consueta “imprecisione” anglosassone (ricordate il Giuseppi con cui Trump indicò l’ex premier Giuseppe Conte, ad esempio?) riportava tra le squadre partecipanti una certa… Cremmonese, con due “m”.
Che abbiano fatto confusione pensando alla famiglia MacCrimmon, gli “Stradivari della Cornamusa” che – secondo alcune interpretazioni – venivano proprio da Cremona? O una vendetta per la confusione con i rivali cittadini al momento della lettura delle formazioni?

La locandina della partita (Foto Paio)
La locandina della partita (Foto Paio)

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