Al Centro Arvedi la prima conferenza dell’anno: progetto giovani, mercato ragionato e una squadra da rendere riconoscibile
Si è tenuta oggi al Centro Arvedi la prima conferenza della Cremonese 2016/2017, alla presenza del direttore sportivo Christian Botturi e dell'allenatore Marco Giampaolo.
Botturi ha aperto la sessione richiamando i criteri che avevano guidato la scelta dell’allenatore, ormai oltre un mese fa, all’indomani della fine del campionato: «Cercavamo un profilo identitario, con idee tecnico‑tattiche chiare, grande voglia di lavorare nel quotidiano, disponibilità a ripartire da una retrocessione e capacità di valorizzare i giovani». La decisione su Giampaolo è stata immediata: «Dopo cinque minuti il mio collaboratore mi ha detto che avevo già deciso. Era vero, ma ho voluto prima confrontarmi con la dirigenza». Il DS ha definito decisivo «lo spessore umano del mister: serietà, lealtà, umanità. Valori che nel calcio di oggi mancano e che saranno un valore aggiunto per tutto l’ambiente».
Il riferimento di Botturi è alle prime dichiarazioni rilasciate proprio in occasione della sua presentazione, quando aveva spiegato di avere già in mente il nome dell’allenatore ma di volersi prendere qualche giorno per confrontarsi con la proprietà (qui il link alle dichiarazioni). Una prudenza durata pochissimo: il giorno successivo la Cremonese ha infatti diramato il comunicato ufficiale con la conferma di Giampaolo (qui il link al comunicato e al video commento).
La parola è quindi passata a mister Giampaolo, che ha spiegato le ragioni della scelta di Cremona dopo una carriera quasi interamente in Serie A: «Questo è un club serio, solido, con strutture eccellenti e una visione condivisa sui giovani. La categoria è difficile, ma questa sfida mi dà energia». Ha ricordato anche il primo incontro con Botturi: «Gli dissi che, se la scelta fosse condizionata dai due allenatori sotto contratto, non sarei venuto (il riferimento è tra lui e Davide Nicola, ndr). La società invece mi ha messo nelle condizioni ideali per lavorare». E ha aggiunto un dettaglio significativo sulla sua motivazione: «Ho fatto cinque giorni di vacanza con il computer: sono totalmente dentro alla Cremonese».
Le domande della stampa: mercato, identità tecnica, singoli, obiettivi e dinamiche interne
Mister, quali motivazioni l'hanno spinta ad accettare la Serie B dopo una carriera ai massimi livelli? «La serietà del club, le strutture eccellenti e una visione calcistica che coincide con la mia. Se questa scelta non mi avesse dato energia e brividi, avrei fatto altro».
Su quali zone del campo si vuole intervenire? Intende ripartire dal 4‑3‑3 o dal 4‑2‑3‑1? «Abbiamo le idee ma dobbiamo arrivare a dama con giocatori che completino il nostro volto tecnico».
Come si riconosce un giovane pronto per la Serie B? «Qualcuno ha già esperienza di categoria, altri rientrano dai prestiti. I giovani bravi aggiungono sempre qualcosa perché non hanno cattive abitudini». In questo passaggio ha citato Berti, già della Cremonese, e Felipe Jack, non ancora ufficializzato dal club ma comunque menzionato dal tecnico: un riferimento che Giampaolo si è «fatto scappare» prima dell’annuncio, confermandone di fatto l’arrivo in modo indiretto.
Come lavorerà con chi arriva da una retrocessione e chi è nuovo? «Mi aspetto molto dai veterani: dovranno tracciare la via. Ho parlato con tutti, vogliamo giocatori motivati».
Mister, a proposito di motivazione e mercato in uscita, vorrei provare ad andare un po’ più in profondità laddove possibile. A tal proposito vorrei chiederle una sua opinione in merito ad alcuni specifici giocatori, se rientrano nel suo disegno per la prossima stagione oppure no. Mi riferisco in particolare, per l’attacco, a Bonazzoli e Felix; per il centrocampo a Collocolo, anche se ha appena rinnovato; e per la difesa a Baschirotto. Giampaolo ha risposto: «Bonazzoli è un giocatore della Cremonese. Felix è monitorato per i campionati esteri. Collocolo ha rinnovato ed è dentro il progetto. Baschirotto è un giocatore della Cremonese ed è attualmente infortunato».
I due giocatori reduci dai Mondiali, Thorsby e Sanabria, rientrano nel progetto? Qui è Botturi a chiarire: «Sono tesserati Cremonese. Quando torneranno li valuteremo. A livello di esperienza sono sopra la categoria: se ci saranno opportunità in uscita, le considereremo».
Quali sono le dinamiche del mercato e quali differenze ci sono rispetto a Mantova? Botturi ha risposto aderendo al suo pensiero: «Monitoriamo il mercato in entrata a 360 gradi, Serie B ed estero. La differenza non è tra Mantova e Cremona, ma negli obiettivi: qui l’asticella è più alta e serve un prototipo di giocatore diverso. Prima di tutto scegliamo l’uomo e i suoi valori umani. Osserviamo senza fretta: riempiremo le caselle mancanti con calma».
Avete parlato di non avere fretta sul mercato, ma mister, sappiamo che un giovane può essere pronto subito oppure può essere un prospetto da aspettare per il futuro. Lei non ha parlato esplicitamente di pazienza nella crescita, però immagino che dovremo aspettarcela: quanto sarà importante? Giampaolo ha risposto con un ragionamento ampio e molto chiaro: «La pazienza serve sempre quando si costruisce, ma non cerchiamo alibi: non è un messaggio all’esterno per prenderci vantaggi. È la passione che fa la differenza, essere dentro il club che rappresenti. Abbiamo bisogno di giocatori che abbiano addosso questa maglia». Il tecnico ha poi aggiunto un passaggio significativo sui giovani che ha già osservato: «Ci sono ragazzi che mi sono piaciuti fin dalla Primavera dell’anno scorso. Se sapranno assumersi responsabilità con leggerezza, potranno ritagliarsi spazio».
Qual è il numero ideale della rosa? Botturi ha fissato il limite: «Non voglio superare le 30 unità, con tre portieri».
Direttore, un mese fa le avevamo chiesto quale fosse l’obiettivo quantitativo di classifica della Cremonese 2026/2027, ma non aveva risposto. Ora si sente invece di fissare l’obiettivo? Proprio per evitare un disallineamento tra aspettative dei tifosi e indirizzo della società? Botturi ha risposto: «Un mese fa ero sereno e lo sono anche oggi. L’asticella abbiamo l’obbligo di mantenerla alta, ma non voglio regalare sogni o scorciatoie. Io voglio dare certezze: siamo un cantiere aperto con fondamenta solide. Iniziamo a giocare la Coppa Italia e la prima parte del campionato, poi insieme capiremo dove posizionare il livello dell’asticella. Siamo la Cremonese».
Il rinnovo di Stuckler è stato complicato? «Nessuna difficoltà: il ragazzo era iperconvinto. Ha dimostrato di saper fare gol in categorie inferiori, ora deve dimostrarlo in Serie B, ma senza fretta. C'è stato un interessamento di altri club, ma ce lo teniamo stretto: è un testimonial del progetto Cremonese».
Quanto pesano i procuratori nelle dinamiche di mercato? Botturi ha risposto: «I procuratori fanno parte del sistema, interagiamo con tutti. Ma la Cremonese ha una linea chiara: non voglio arrivare all’ultimo giorno a prendere decisioni affrettate. Nessuna operazione “due paghi uno”. Se però all’ultimo giorno arrivano opportunità in entrata e uscita, le valuteremo, ma la strategia resta quella di muoverci con anticipo e lucidità».
Giampaolo ha chiuso con una dichiarazione di identità: «Voglio una Cremonese riconoscibile. Chiudi gli occhi e la devi riconoscere. Lavoreremo per regalare emozioni, con visione e meta condivise».
La conferenza si è chiusa con la sensazione di una Cremonese che ha scelto una linea chiara: identità, lavoro, giovani, valori umani e una costruzione della rosa senza frenesie. Resta però inevasa la risposta sugli obiettivi quantitativi, tema sul quale Botturi ha preferito mantenere prudenza. Una scelta comprensibile per chi è arrivato da poco, ma sulla quale — alla luce della sicurezza mostrata fin qui e dell’ottimo avvio sul mercato — ci si sarebbe potuti aspettare un pizzico di coraggio in più, soprattutto dopo aver centrato un innesto di prospettiva e qualità come Berti, che ha immediatamente dato la sensazione di un DS capace di muoversi con lucidità e rapidità.
Gli sviluppi arrivati proprio questa mattina confermano la direzione intrapresa. La società ha ufficializzato la cessione di Leonardo Sernicola al Benevento, un’uscita già prevista e coerente con la volontà di snellire la rosa e riallineare il gruppo ai nuovi obiettivi tecnici. Contestualmente è arrivata l’ufficialità dell’acquisto di Fabio Gerli dal Modena, centrocampista di struttura, ordine e intelligenza tattica: un profilo che risponde esattamente alle richieste di Giampaolo e alla necessità di aggiungere qualità nella zona nevralgica del campo.
Due movimenti che, letti alla luce delle parole di Botturi e Giampaolo, non sono semplici operazioni di mercato, ma tasselli di un percorso più ampio: costruire una Cremonese riconoscibile, solida, ambiziosa senza scorciatoie, capace di ripartire con lucidità dopo la retrocessione. La stagione è appena iniziata, ma la direzione è tracciata. Ora il campo — già dalla Coppa Italia — dirà quanto questa nuova identità saprà trasformarsi in risultati.
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