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Una Juvi bella a metà... e tre quarti

Serie A2
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Partiamo dalla fine o quasi: mancano tre minuti abbondanti alla sirena finale, Marco Restelli in lunetta fa uno su due e riporta la Juvi a meno 2 (59 a 57), indi Alexander Cicchetti va in quota tirare giù un clamoroso rimbalzo difensivo e poi di là viene mandato in lunetta ma arriva lo zero su due; parecchio curiosamente pure Davide Bruttini compie la stesso percorso: rimbalzo difensivo, fallo subito e in lunetta zero su due. Sul secondo libero Alexander Cicchetti tira giù il rimbalzone offensivo, riesce a trovare Eric Reed jr libero come un uccellino a primavera, ma arriva la palombella che si infrange sul ferro.

Si rimane sul meno due fino a 77 secondi dalla sirena finale con Brindisi che, dopo “l’exploit” juvino, cicca sei tiri consecutivi iscrivendosi pure lei al “ciapa e tira” in onda sul parquet,

Ci pensa Cinciarini, dopo che Simone Barbante non mette l’ennesima bomba della serata juvina (alla fine sarà 4 su 28 da oltre l’arco; 14%!), con due liberi, per l’appunto a 77 secondi dalla sirena finale, a scavare il solco decisivo che viene poi rifinito dalla bomba di Bolpin a da due liberi di Ray. Davide Bruttini sulla sirena o quasi rende meno amaro il finale.

Meno amaro perché la JuVi fino al patatrac finale, soprattutto dalla sua parte di parquet, aveva fatto vedere i sorci verdi a Brindisi, una squadra dal potenziale offensivo enorme; la circostanza che fino a 77 secondi dalla fine chi alzava gli occhi sul tabellone vedeva la miseria di 59 punti è una faccenda che apre le coronarie.

Questa infatti è, secondo me, la notizia migliore della serata. La difesa Juvina si è dimostrata una specie di macchina da guerra, e pure gli dei del basket sanno quanto difendere come loro comandano sia importante in un campionato come quello di A2 dove la fisicità è un fattore determinante.

Lo ha sottolineato pure coach Marco Cardani in conferenza stampa. E qui mi sbilancio; se la JuVi continua a difendere così saranno pochi quelli che, sia a domicilio che in viaggio, potranno vivere tranquilli.

Naturalmente c’è il rovescio della medaglia, ovvero la prestazione offensiva che definire scarsa è usare un ovvio eufemismo. 34% complessivo dal campo (52% da due e 14% dall’arco) non è certamente una prova brillante, con quello che dovrebbe essere il principale terminale offensivo, John Reed jr, fermo ad un “desolante” 11%. E soprattutto il fatto che la concentrazione maggiore di errori sia arrivata nel momento decisivo della gara, particolare sottolineato dallo stesso coach.

E’ un vero peccato perché l’ipotesi che si era formulata alla vigilia, e cioè che le “corazzate” di questo campionato, e Brindisi ci entra a piedi giunti nella combriccola, avrebbero potuto essere più “abbordabili”, si è ampiamente materializzata sul parquet del PalaRadi.

La Juvi, nonostante tutto ha tenuto per tutta la gara sotto scacco quello che probabilmente sarà se non il migliore certamente uno dei migliori attacchi di tutta la A2, e lo ha fatto con una tranquillità disarmante. 

Ed è un vero peccato pure perchè con percentuali appena di poco al si sopra di quelle registrate, adesso saremmo qui a parlare di impresa della Juvi che mette sotto una delle corazzate di questo campionato.

Infine la notizia data dal coach che da domani Facundo “gaucho” Corvalàn rientrerà nel gruppo e lo si potrebbe pure vedere per qualche minuto su parquet di Pesaro è di quelle da circoletto rosso.

Insomma pigliate tutto ciò e rimescolate per bene e salta fuori, comunque, una JuVi bella a metà e… tre quarti.

Ferraroni JuVi Cremona - Valtur Brindisi 59-66

PARZIALI (18-15 / 32-32 / 45-48 / 59-66)

Ferraroni JuVi Cremona: Cicchetti 13, Anumba 12, Conti 2, Bruttini 6, D’Almeida 5, Maspero 6, Barbante 7, Reed 7, Restelli 1, Corvalan n.e., Rosolino n.e., Del Vecchio n.e.. All.: Cardani

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