Presentazione dell’universo JuVi ieri sera al PalaRadi con Alberto “Gege” Guarneri in veste di mattatore ed un contorno di spettatori che ha riempito le due gradinate poste dietro le panchine. Lascerei la conta dei presenti agli amanti delle statistiche, anche perchè i veri protagonisti della serata non sono stati né gli spettatori né, al limite, neppure la prima squadra e le altre squadre under juvine (19, 17, 15, 14 13), ma i cinquecento e passa bimbi del minibasket rumorosamente e gioiosamente presenti.

Non me ne vogliano quindi il presidente Enrico Ferraroni, il General Manager Filippo Gussoni, il coach Marco Cardani e il Direttore Sportivo Nicolas Panizza se non mi soffermerò sulle loro dichiarazioni, comunque già riportate su queste pagine, ma ieri sera non si poteva fare a meno di notare che quei cinquecento e passa bimbi, con tonnellate di quell’entusiasmo, quella eccitazione, quella passione, quella simpatia e quel candore che solo bimbi non ancora “contaminati” dalle polemiche dei grandi riescono ad esprimere, erano decisamente al comando.

Non posso esimermi però dal fare una ragionamento “da grande”. Vero è che i numeri del minibasket juvino sono “esplosi” a causa dei noti avvenimenti estivi, ma in cinque mesi scarsi (la cessione del titolo Vanoli è stata ratificata dal Consiglio FIP il 12 Maggio 2026) riuscire ad organizzarsi per cercare di accogliere nel migliore dei modi questa specie di invasione non è stata di certo impresa da poco.
Va quindi riconosciuto alla JuVi di aver compiuto un mezzo miracolo perché si suppone che intruppare questo mini esercito abbia comportato per la società, ed in particolare Elvis Vacchelli, responsabile del minibasket, e tutti i suoi collaboratori, un lavoro che a volte sarà parso pure un lavoraccio. L'evidente soddisfazione che traspariva ieri sera era quindi decisamente più che giustificata.

Detto ciò ritorno a bomba sullo spettacolo che hanno sfornato ieri sera i cinquecento e passa bimbi del minibasket JuVi che evidentemente ha coinvolto pure lo stesso Elvis Vacchelli (“E’ una gioia grande avere così tanti bambini”) e Maurizio Ferraroni (“Vedere così tanti bambini entusiasti è un sogno”)
Quando è stato il loro turno, si sono letteralmente catapultati sul parquet coinvolgendo tutto il pubblico presente. Ho cercato di guardarli negli occhi il più possibile; la loro gioia la si poteva toccare da tanto era palese. E pure la loro naturalezza non ancora contaminata dalle sovrastrutture dei grandi. Le foto di Tiziano Zenzolo ne sono la più lampante dimostrazione.

E sono stati proprio questi bimbi che mi hanno fatto improvvisamente balenare una frase di un noto rivoluzionario che duemila anni fa ci disse “se non ritornerete come bambini non entrerete mai”.
Rispettiamoli questi bimbi, e cerchiamo di imparare da loro, a cui non interessa nulla da dove provengono, ma solo come e quanto riusciranno a divertirsi con il loro istruttore.
Cerchiamo di non dimenticare o peggio rovinare il loro coinvolgente entusiasmo; loro sono la “carica dei 500”…
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