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Juvi Brindisi ovvero la prima prova del nove

Serie A2
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Bene, ora le parole stanno a zero, direbbe il tale, e arriva il momento di vedere se tutte le elucubrazioni del precampionato, nella maggioranza dei casi ottimistiche perché ci sarebbe pure una piccola minoranza dubbiosa, siano state azzeccate.

Io mi iscrivo a piedi giunti nella prima categoria; quello visto e soprattutto letto da chi ne sa immensamente di più mi porterebbe a prevedere una squadra che, certamente dotata di talento, con gli attributi idonei per metterla giù dura e soprattutto con un coach giovane ma che dà l’idea di un veterano o quasi della categoria, mi porterebbe a iscrivermi nel club degli ottimisti se non a prescindere quasi.

Ma ci sarebbe pure un altro motivo, relativo alla gara di domani, per questo quasi-ottimismo. Secondo coach Marco Cardani nel campionato di A2 di quest’anno ci sono sei corazzate allestite in pompa magna per il salto di categoria, mentre la Juvi “se la giocherà” (cit.) con le restanti tredici. Bene, quattro delle sei di cui sopra capitano proprio nelle prime sei giornate, ed una di queste è proprio quella che arriverà domani al PalaRadi.

Ora, non saprei proprio che tipo di precampionato abbiano messo giù le suddette quattro, ma non sarebbe la prima volta, e neppure l’ultima, che agli inizi certi pronostici “logici” vengano smentiti perché anche se i loro roster sono stati costruiti con gente abituata a vincere pure col due di coppe quando briscola è bastoni, la “chimica”, quella cosa impalpabile ma dannatamente percepibile che da sempre aleggia sui parquet, fatalmente non è ancora al top. 

Vero è che pure la JuVi è rinnovata per undici/dodicesimi e quindi potrebbe anche lei essere preda del medesimo virus, ma le concomitanti circostanze che si gioca a palazzo con una cornice di pubblico non indifferente (“sino a questo momento sono stati parecchi i ticket venduti” ci fa sapere La Provincia), che l’esordio casalingo di solito ti da quella marcia in più, che la prima, come ogni “prima” davanti al proprio pubblico, e per di più con una avversaria così titolata, da motivazioni più forti rispetto ad altre gare “normali”, potrebbero essere i presupposti per fare lo sgambetto ad una delle “sei sorelle” di cui sopra.  

Sarebbe clamoroso? Mica tanto direi! Questa squadra ha già dimostrato di possedere gli attributi, e lo ha fatto proprio nelle sue prime uscite con due squadre del piano superiore (Varese e Trento) dove ha già fatto vedere di che intensità e aggressività è dotata. E lo ha fatto senza quello che, a mio  parere, è destinato ad essere il suo leader emotivo: Facundo “gaucho” Corvalán. La sua probabile assenza domani non è di certo una bella notizia, ma azzarderei che basterebbe portarlo in panca per avere più o meno lo stesso effetto.

Esagero? Mah! Può darsi. Ma che volete farci; a me è bastato vedere un quarto d’ora di allenamento al PalaCava per battezzarlo immediatamente come leader di questa squadra. E quando uno è leader basta, per l’appunto, un’occhiata. 

E quindi siamo all’inizio di una nuova avventura. Dicevo di coach Marco Cardani che inserisce la JuVi nel gruppone delle 14 al di sotto delle “sei sorelle” costruite per il gran salto. La gara di domani, proprio con una delle sei, capita a fagiolo per una prima verifica. E a proposito di verifica, vi ricordate quella roba che alle elementari ci insegnavano per controllare l’esattezza di un calcolo matematico? Si chiamava, e si chiama tutt’ora, “prova del nove”.

La gara di domani ha tutta l’aria di esserlo; la prima prova del nove del campionato juvino.

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