DA 1 A 10 Prepartita, invasione di campo, Ciofani oratore, tristezza, botta e risposta

Cremonese
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Prima del via inno nazionale con la banda dei bersaglieri, premiazione di Pohjanpalo per il titolo di capocannoniere, annuncio delle formazioni (quella grigiorossa sembrava una marcia funebre con la lena dello speaker locale), canzone "disco" messa su per caricare il pubblico locale che partecipa cantando (una cosa studiata ma in effetti scalda l'ambiente)
A fine gara invasione di campo generalizzata. I veneziani erano assolutamente pacifici e pensavano solo a festeggiare e va bene così però i grigiorossi erano ancora in campo, almeno fino a quando i giocatori ospiti non sono negli spogliatoi le forze dell'ordine dovrebbero contenere i tifosi (poi puoi anche farli entrare) perché ci può sempre essere qualcuno con intenzioni ostili. 
Lo speaker doveva far risalire il pubblico sugli spalti dopo l'invasione per permettere la premiazione, l'avrà ripetuto almeno trenta volte, un impegno improbabile da svolgere!
A fine gara Ciofani ha parlato da dirigente in assenza dei dirigenti (come al solito non parlano mai: ma non potremmo prendere Ciofani come nuovo dirigente addetto a queste cose? Intelligente, comunica benissimo, amato dalla piazza, competente, ma magari!) ed è stato perfetto: bravo Daniel 
Dopo una Varese c'è sempre una Racing Roma: parafrasiamo il capitano, tornerà a splendere il sole...
A fine gara tristezza, pianti, grigiorossi sconsolati: lo diciamo da testimoni oculari per spazzare via le eventuali solite stupidaggini ("non volevano andar su") per non parlare del cavaliere: chi lo conosce sa quanto possano "girargli" dopo una sconfitta importante
Il Venezia fisicamente e tatticamente ha giocato due partite ideali, ha avuto il giusto approccio mentale e una difesa perfetta
Nel finale il pallone non arrivava più quando usciva dal campo, tante perdite di tempo ma proprio tante

Botta e risposta per capirci sulla stagione. Il percorso per arrivare alla finale playoff è un percorso importante? Naturalmente sì! La sconfitta in finale cancella tutto? No, non diciamo stupidaggini! L'obiettivo però è stato centrato? No, siamo partiti per essere promossi e non l'abbiamo raggiunto, va detto. Si tratta di una tragedia? Ma no, nel calcio si vince e si perde, l'importante è fare tesoro delle lezioni quando si perde (se hai perso qualcosa ti è mancato, sempre, mai cercare alibi) Quindi bisogna rifare tutto? No, non ha senso smantellare tutto quando ci sei andato vicino così. Tutto bene allora, tutto perfetto? No, sono stati commessi errori (tutti sbagliamo, neh! A cominciare dai cronisti, che sono i primi a commettere errori!) nel corso dell'anno (da dirigenti, tecnici, giocatori) e bisogna analizzare e capire per migliorare (ne parleremo nelle analisi di questi giorni, senza dimenticarci i meriti che ci sono, sempre equilibrio nei giudizi). La finale però ti è piaciuta a livello di gestione? No, secondo noi potevamo fare scelte diverse, senza avere la certezza che sarebbe andato meglio, naturalmente (e nelle interviste abbiamo posto le domande relative, prima lo chiediamo ai protagonisti e poi lo scriviamo)

In altre parole niente tragedia, non distruggiamo tutto quanto costruito, nemmeno diciamoci di non aver sbagliato niente (e di aver raggiunto l'obiettivo: non era facile, ci siamo andati vicini vicini ma l'abbiamo mancato, orgoglio per il percorso ma ahimè fallito sia pure di un soffio). Impariamo e andiamo avanti cercando di correggere quello che c'è da correggere per togliere quel soffio e centrarlo. 

Ps fuori dal campo c'è grande entusiasmo intorno alla squadra: quello è il primo patrimonio da coltivare, è già ottimo ma lavoriamo per renderlo ancora più ampio, coinvolgere anche quella parte di città che ancora non segue il grigio e il rosso, i colori della passione.

10° Siamo già al 3 giugno, mentre scriviamo: purtroppo i tempi sono stretti, la società deve rapidamente pianificare e comunicare. Dove andiamo in ritiro, per esempio? Ovviamente, i tempi stretti dipendono dalla finale playoff, non è colpa della società (anzi è un merito averla raggiunta), ma bisogna muoversi subito, niente pause.

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