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LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (8° puntata)

Cremonese

Siamo arrivati all'ultima puntata del racconto della carriera di Mario Montorfano che ringraziamo per la grande disponibilità. Eccola qua col consueto "proemio" introduttivo:

La storia siamo noi diceva De Gregori. Niente di più vero. La storia siamo noi, la storia la fanno le persone, con la loro umanità. Vale in tutti i campi e vale anche nel calcio. La storia siamo noi per la Cremonese vuole dire tutte quelle persone che negli anni hanno saputo farla grande, mettere anima e corpo in una passione, in campo e anche fuori dal campo.

Da oggi ricostruiremo insieme (a puntate perché è molto lunga) la storia di uno di questi personaggi che tutti conoscete: Mario Montorfano. Uno dei più grigiorossi fra i grigiorossi. Sarà anche l'occasione per ricostruire, insieme a Mario, uno spaccato della Cremonese dei suoi anni, di quella umanità che ha saputo farla grande. Rivivere la storia di una società e degli uomini che l'hanno fatta attraverso l'esperienza di un giocatore (poi allenatore).

LE PUNTATE PRECEDENTI:

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (1° puntata)

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (2° Puntata)

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (3° puntata)

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (4° puntata)

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (5° puntata)

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (6° puntata)

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (7° puntata)

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Nel 1992 si riparte ancora una volta dalla serie B dopo una retrocessione.

"Prima di tutto voglio ricordare di quell'estate l'addio al calcio di Felice Garzilli, mio compagno di squadra e di reparto per ben 13 anni. Ancora oggi sui social e dove si parla di calcio ci si ricorda di coppie famose di attaccanti anni ottanta ma quando si parla di difensori io e Felice veniamo ricordati spesso come una delle coppie più affiatate e stabili dell'epoca. Voglio ricordare anche l'addio in quell'estate di Alviero Chiorri dopo 8 anni insieme in cui ho avuto il piacere di godere, in partita e in allenamento, le magie che hanno fatto innamorare tutti i tifosi della Cremonese. Per quanto riguarda la squadra Rampulla dopo 7 anni insieme ricevette la prestigiosa chiamata della Juventus mentre il talentuoso trio Bonomi-Favalli-Marcolin fu clamorosamente ceduto alla Lazio. Ad allenarci arrivò mister Gigi Simoni dalla Carrarese che ci portò in ritiro nella consueta sede di Spiazzo. Rispetto alle annate precedenti ci fu una rivoluzione nell'organico. Arrivarono giocatori conosciuti come Eligio Nicolini e Cristiani e giovani dalla serie C da valorizzare come Colonnese, Tentoni, Bruzzano, Castagna. Dai prestiti rientrarono i giovani Turci, Pedroni e Razzetti"

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Il campionato fu memorabile.

"Per la verità iniziò male con una pesante sconfitta 4-1 a Cesena ma poi vincemmo 8 partite di fila in modo esaltante, segnando anche 3 reti per partita. In attacco fu eccezionale l'intesa fra Dezotti e Tentoni. Andrea arrivava dalla C ma mi accorsi subito delle sue qualità: ricordò una amichevole del giovedi a Lumezzane contro i rossoblu che giocavano in D, luì partì da metacampo e dopo aver dribblato tre avversari arrivò a fare gol con grande facilità. Io ero in difesa con Verdelli e ricordo di avergli detto "Corrado, questo va a finire in nazionale". Non ci arrivò ma mi sbagliai di pochissimo perchè fu a lungo seguito dai collaboratori di Sacchi".

I suoi gol trascinarono la squadra.

"Sì, come logico a un certo punto ci fu una naturale flessione con diversi pareggi e una sconfitta a Piacenza. Segnò una doppietta De Vitis: io quel giorno non giocai ma l'ho affrontato più volte ed è sempre stato la mia bestia nera. Io, intanto, ero alle prese con l'ennesimo infortunio avendo rimediato la rottura del menisco mediale del ginocchio destro. Simoni decise perciò di far arrivare Lucarelli per rimpolpare la difesa. Si riprese a vincere con una certa continuità: Bari, Ternana, Cesena, Spal. A marzo poi ci fu una soddisfazione immensa: la finale di Wembley con la vittoria della coppa anglo-italiana davanti a una marea di tifosi grigiorossi presenti allo stadio e con tanti altri collegati da casa davanti alla televisione. Una emozione incredibile per me. Fu una partita bellissima, giocata su ritmi elevati, appassionante, con tanti capovolgimenti di fronte. Io giocai una decina di minuti ma quella coppa la sento mia perchè come altri non titolari (Violini, Castagna, Lombardini, Ferraroni, Bruzzano) disputati diverse partite nel torneo. Ricordo con grande piacere la partita col West Ham giocata con la fascia di capitano al braccio. Vincere quel torneo ha dato lustro a tutta la città. Il finale di campionato proseguì bene, ci fu la rivincita sul Piacenza con un gol del mio caro amico Castagna. La vittoria a Bari in trasferta volle dire promozione matematica in serie A. La squadra era spesso padrona del campo, solida in difesa, ottima nel rendimento di Turci, Colonnese, della rivelazione Pedroni a sinistra. A centrocampo c'erano la corsa e la grinta di Giande e Ferraroni e le ottime geometrie di Nicolini e Cristiani e l'estro di Lombardini e Maspero. In attacco eravamo i più forti di tutta la B con l'esplosione impressionante di Tentoni e la continuità di Dezotti e Florijancic oltre a qualche apparizione di Bruzzano. Simoni aveva competenza e saggezza tattica. Io giocai solo 4 partite, l'ultima in casa con la Ternana marcando il mio amico Cinello come due anni prima nella partita-promozione con l'Avellino. Fui comunque partecipe e onorato di fare parte del gruppo e centrare la mia quarta promozione in serie A".

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UN MOMENTO DI CREMONESE-WEST HAM

Si torna in A ma stavolta arriva la prima storica salvezza.

"Sì, ricordo che dopo la partita con la Ternana qualcuno scrisse che poteva essere stata la mia ultima partita in grigiorosso invece fui confermato, credo sia stato determinante il parere di Favalli. Simoni irrobustì lo staff tecnico aggiungendo al vice Dino Busi il preparatore dei portieri Pini e il simpatico preparatore atletico Meciani, vero toscano sempre disponibile e pronto alla battuta. Era la prima volta che la Cremonese aveva dei preparatori. Il ritiro fu svolto a Cavareno in val di Non. La squadra non fu rivoluzionata. Arrivarono Bassani, Stefano De Agostini (giocatore di grande spessore agonistico ed umano), Mannini (ragazzo simpatico che fece da chioccia a Turci). Voglio anche ricordare che ci fu l'addio al calcio di un caro amico, Giacomo Violini, che diventerà un bravissimo preparatore di portieri. Fu un campionato esaltante. Iniziammo perdendo ma giocando bene con la Juve a Torino poi battemmo il Napoli di Lippi con una doppietta strepitosa di Tentoni che fece ammattire Ferrara. Battemmo poi la Lazio e la Roma all'Olimpico con un rigore di Dezotti e un gol di Tentoni. Ci fu una grande continuità di risultati e la clamorosa vittoria 4-0 nel derby col Piacenza. Io giocai due partite da titolare nel girone di ritorno. La prima fu l'1-1 allo Zini con la Juventus di Robi Baggio con gol di Giandebiaggi. Ricordo che la Gazzetta dello Sport mi diede 6.5 scrivendo che avevo reso inefficace Ravanelli. A Cagliari in una partita delicata giocai libero e strappammo lo 0-0 contro gente come Oliveira, Matteoli e Dely Valdes. Fu determinante per la salvezza il 2-0 casalingo con l'Atalanta e anche il 4-2 in trasferta a Lecce. La salvezza arrivò a Udine con una rocambolesca rimonta da 0-3 a 3-3. Feci molta panchina e qualche volta mi toccò anche andare in tribuna (ma all'epoca si potevano portare solo 5 panchinari in distinta per un totale di 16 giocatori). Sento comunque di aver avuto un mio ruolo da protagonista in quel gruppo e di aver dato il mio contributo. Soprattutto in allenamento il mio impegno era sempre alto, nelle esercitazioni fisiche e in partitella, con agonismo e caparbietà, elevando così il livello della competizione interno. Ero sul pezzo, diciamo. Credo nell'ultimo triennio della mia carriera di essere stato un buon esempio e uno stimolo per i più giovani. Quella salvezza fu la prima per la Cremonese in serie A, ottenuta grazie ai valori tecnici e alla conferma di un gruppo ottimo già in B. Fecero bene i vari Turci, Colonnese, Pedroni e Tentoni. L'esperienza di Verdelli, Gualco, Nicolini e Dezotti fu utilissima. Il gruppo era solido, c'erano affiatamento e collaborazione anche da parte di chi giocava poco. Stavamo bene insieme e fu dimostrato a gennaio 1994 quando andammo quattro settimane consecutive in ritiro a Desenzano nel residence Villa Maria: interpretammo la cosa con lo spirito giusto. Approfitto per ricordare Nedo Bettoli, figura che ha accompagnato la mia carriera da giocatore e anche per qualche mese l'esperienza da allenatore nel 2001-2002. Era un vero signore, preciso, impeccabile, mai polemico, amava la Cremonese. Io, Ettore e Giande lo prendevamo in giro in occasione di ogni piccolo imprevisto in modo bonario ma lui assorbiva tutto con eleganza".

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Bene, siamo arrivati alla fine del viaggio. Cosa resta di tutti quegli anni in grigiorosso?

"Restano le mie 362 partite in grigiorosso, quasi tutte da titolare, più altre 70-80 in Coppa Italia e nel torneo Anglo-Italiano. Restano gli emozionanti ingressi in campo quando Michelangelo, cui dedico un affettuoso pensiero, annunciava la mia maglia numero 5. Resta l'orgoglio e la soddisfazione per aver vestito la maglia grigiorossa dalla C alla A. Spero in questo racconto di aver citato tutte le persone che, con vari ruoli, hanno accompagnato la mia carriera, se così non fosse mi scuso. Spero di aver riportato indietro nel tempo gli appassionati della Cremonese, specie quelli meno giovani. Voglio anche porgere le mie scuse: soprattutto da giocatore credo di essere stato troppo distaccato con i tifosi, per una forma di timidezza. Potevo frequentare di più la città e rispondere di più agli inviti dei vari clubs grigiorossi. E' stata una mia mancanza cui ogni tanto ripenso. Io però ho il grigiorosso nel cuore e abbraccio Cremona, la Cremonese e i suoi tifosi con affetto"

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