fbpx Privacy Policy

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (7° puntata)

Cremonese
La Cremo 1991-1992

La storia siamo noi diceva De Gregori. Niente di più vero. La storia siamo noi, la storia la fanno le persone, con la loro umanità. Vale in tutti i campi e vale anche nel calcio. La storia siamo noi per la Cremonese vuole dire tutte quelle persone che negli anni hanno saputo farla grande, mettere anima e corpo in una passione, in campo e anche fuori dal campo.

Da oggi ricostruiremo insieme (a puntate perché è molto lunga) la storia di uno di questi personaggi che tutti conoscete: Mario Montorfano. Uno dei più grigiorossi fra i grigiorossi. Sarà anche l'occasione per ricostruire, insieme a Mario, uno spaccato della Cremonese dei suoi anni, di quella umanità che ha saputo farla grande. Rivivere la storia di una società e degli uomini che l'hanno fatta attraverso l'esperienza di un giocatore (poi allenatore).

LE PUNTATE PRECEDENTI:

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (1° puntata)

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (2° Puntata)

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (3° puntata)

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (4° puntata)

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (5° puntata)

LA STORIA SIAMO NOI Mario Montorfano si racconta...e racconta la Cremonese (6° puntata)

Siamo al 1990 e siamo di nuovo in B.

"Sì, la società conferma Tarcisio Burgnich in panchina nonostante la retrocessione e si riparte come al solito da Spiazzo, ormai sede storica del ritiro. In organico c'è il rientro del giovane Baronio e arrivano alcuni giocatori importanti: Iacobelli che era simpatico e bravissimo tatticamente, Giandebiaggi che sarà protagonista per anni, Verdelli che diventerà capitano con esperienza e classe da mettere in campo e che sarà mio compagno di camera fino a fine carriera. Vengono inoltre valorizzati giovani come Mauro Bonomi, Marcolin e Lombardini. Come spesso capitava in quegli anni c'erano molti ragazzi del vivaio in prima squadra. Ricordo anche che Burgnich voleva che i "fuorisede" cioè io, Verdelli, Maspero, Favalli, Violini e altri ci trasferissimo a Cremona. Dopo una riunione con Erminio lo abbiamo convinto a rinunciare all'idea, non volevamo cambiare abitudini. Di quell'estate ricordo con piacere anche la cessione del bravo Ivan Rizzardi al Napoli di Maradona".

In ritiro succedono diverse cose.

"Quell'anno innanzitutto arrivò Vittorio Berago che in più spezzoni ha trascorso 13-14 anni con la Cremonese supportando Erminio e collaborando con gli allenatori. Arrivava dal Derthona dove la Cremonese ha mandato negli anni una ventina di ragazzi a maturare. Vittorio li seguiva personalmente di qualcuno caldeggiò anche il ritorno in squadra. Io intanto volevo rinnovare il mio contratto. All'epoca si facevano contratti annuali e tutti gli anni dovevi lottare per strappare la conferma. Io stavolta volevo un biennale e mi ero preparato un discorso su serietà, fedeltà, rendimento e attaccamento alla maglia per convincere Favalli e Luzzara. Sono andato da loro e li ho trovati seduti su una panchina di Spiazzo. Ho iniziato a parlare ma Erminio quasi subito si è girato verso il presidente, che come suo solito aveva la mano nella cintura dei pantaloni, per dirgli in dialetto "cat president Mario el g'ha reson". Luzzara guardò Erminio, guardò me e disse "va ben faghel! Pensate cosa succede ora nel calcio moderno sui contratti dei giocatori..."

IN QUESTA FOTO PRIMO A SINISTRA IL MISTER IN SECONDA BUSI

Il campionato come andò?

"Avevamo giovani di valore come Bonomi, Favalli, Lombardini; un ottimo centrocampo molto solido con Piccioni, Iacobelli e Giandebiaggi; qualità con Maspero e talento con Chiorri, Dezotti e Neffa. In difesa Verdelli aveva esperienza e Gualco era sempre più autorevole. C'era concorrenza ma io ho giocato comunque una ventina di partite. Abbiamo avuto un avvio alterno senza essere mai convincenti del tutto ma poi abbiamo piazzato un tris di vittorie con Brescia, Modena e Padova e ci siamo riportati in alto. Io ricorderò sempre un incredibile, meraviglioso gol in rovesciata di Neffa col Barletta: mi ha lasciato senza parole. Memorabile poi quello che è successo in casa con la Reggina: perdevamo 0-2 a fine primo tempo e la signora Nanda, moglie di Luzzara, è partita dalla tribuna ed ha fatto irruzione in spogliatoio, dove alcuni di noi erano anche mezzi nudi, per rimproverarci con gran foga dicendo di vergognarsi per la prestazione. Ci ha sorpreso, nessuno si aspettava la signora in spogliatoio: sta di fatto che nel secondo tempo ci siamo trasformati e abbiamo vinto 3-2". 

ETTORE FERRARONI CON VITTORIO BERAGO

Burgnich però ha perso il posto.

"A Foggia avevamo buttto fuori palla per far soccorrere Iacobelli infortunato, non l'hanno restituita e Bucaro ha segnato il gol della nostra sconfitta e il mister ha perso il posto. Io in quella stessa partita rimediai un grave infortunio in contrasto con Padalino. Dopo due risonanze magnetiche mi hanno riscontrato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Il dottor Anselmi in considerazione della mia età (Mario si avvicinava a fine carriera) mi sconsigliò l'operazione dicendomi di lavorare sulla tonicità muscolare per compensare. Lo ascoltai e i fatti gli diedero ragione".

GUSTAVO GIAGNONI

Al posto di Burgnich arriva Giagnoni.

"Era una persona estroversa, ciarliera, molto simpatico. Sapeva però essere anche molto severo. Non so cosa scattò di preciso, forse recuperammo un po' di spensieratezza, so che non stravolse la squadra ma ci diede consapevolezza nelle nostre potenzialità. Pareggiammo molte partite ma ne vincemmo cinque con Salernitana, Cosenza, Lucchese, Barletta e Ancona senza mai perdere. Grazie anche alla vecchia regola dei due punti per vittoria salimmo in classifica e all'ultima di campionato pareggiando 0-0 in casa con l'Avellino fummo promossi. In quella partita io marcavo il mio ex compagno e amico Cinello, festeggiai la mia terza promozione in serie A".

MATJAZ FLORIJANCIC

La serie A continuava a essere difficile per la Cremonese però in quegli anni.

"Riconfermarono Giagnoni e Busi come secondo. Una squadra di serie A gestita da due sole persone! Prendemmo gli stranieri: Florijancic era dotato di velocità e dribbling anche se un po' debole caratterialmente, Pereira arrivò consigliato dalla Juventus e non convinse troppo perché pur dotato tecnicamente era lento. Ricordo anche che si fece male in casa sua contro il vetro di una porta rimediando un grave incidente alla retina. Fu confermato Dezotti e ci fu il debutto del giovane Piantoni. Esordimmo in casa del Genoa, io marcavo Pacione e perdemmo 2-0. Subimmo molte sconfitte con qualche guizzo come le vittorie con Verona e Lazio ma restando sempre nella zona calda. Io dovetti fare i conti con l'esplosione di Bonomi e la conferma di Gualco, giocatori con caratteristiche simili alle mie, ebbi un ruolo da comprimario ma racimolai comunque 11 presenze. A Bergamo ci fu l'incredibile gol di Rampulla, il primo nella storia della serie A di un portiere. Ricordo con molto piacere il 2-0 a San Siro contro l'Inter con una doppietta di Dezotti, io quel giorno marcavo Jurgen Klinsmann. Rampulla giocò un campionato entusiasmante e si guadagnò la chiamata della Juve mentre il trio Bonomi-Favalli-Marcolin fu ceduto alla Lazio". 

MATJAZ FLORIJANCIC

So che ora vuoi parlare di due collaboratori tecnici ed amici di quella squadra.

"Desidero finire questa puntata parlando dei massaggiatori, Bigio Rossi e Gigi Rivetti, per anni colleghi di infermeria. Erano molto diversi fra loro. Io, Ettore Ferraroni, Maspero, Giandebiaggi e altri ci alternavamo negli scherzi, ci divertivamo a metterli uno contro l'altro esaltandoli a turno con pretesti fasulli o sottolineando gli errori. Ci inventavamo infortuni muscolari per metterli in difficoltà. Erano scherzi coinvolgenti, quante risate! Io ed Ettore Ferraroni eravamo il tormento degli spogliatoi per scherzi, battute...dei veri rompiscatole! Entrambi non eravamo titolari in quel periodo perciò mi ha fatto molto piacere leggere recentemente una intervista di Florijancic che diceva che eravamo stimati per la simpatia ma anche il rendimento in campo. Non eravamo titolari ma ci facevamo sempre trovare pronti e soprattutto davamo sempre tutto". 

  • Progettiamo piscine e wellness
  • Progettiamo il tuo angolo di relax
  • Abbiamo tutta l'esperienza per realizzare il tuo sogno
  • E forniamo tutta l'assistenza di cui hai bisogno
  • Ampia gamma di prodotti per il trattamento dell’acqua
  • Con te 12 mesi l'anno
  • Vieni a trovarci nello showroom di Vescovato
  • Abbiamo la miglior soluzione per ogni esigenza
Piazza Roma, 8/9 - VESCOVATO (CR). Tel. 0372 1939167 / 338 4267355
  • Laghetto

  • AstralPool

  • zodiac

Che tu guidi per Lavoro
per Passione
o per Piacere
da poco
con i Tuoi
O con chi Vuoi
Fallo senza pensieri
Affida le tue pratiche auto
a mani esperte
e goditi il viaggio
Via Bernardino Ricca, 7
26100 CREMONA
Tel. 0372 26227

CATTERINI ROSINO

Attrezzature, Arredo Bar, Cucine Professionali

Via S. Bernardo, 23L, CREMONA +39 03 724 533 56 catterinirosinosrl@gmail.com

Dove si progetta il tuo futuro
CONSULENZA GRATUITA PER MUTUO AL 100%
Silver Sponsor

IMPIANTI Elettrici.
Civili e Industriali.

Tel:335 5441771.

ASPIRAZIONE
Centralizzata

Tel:335 5441771.

AUTOMAZIONI
Cancelli e Portoni.

Tel:335 5441771.

CITOFONIA
e Videocitofonia

Tel:335 5441771.

ALLARMI
E ANTIFURTO

Tel:335 5441771.

SISTEMI
Videosorveglianza

Tel:335 5441771.

ANTENNE TV
e SATELLITARI

Tel:335 5441771.

IMPIANTI
FOTOVOLTAICI

Tel:335 5441771.

SISTEMI DI
ILLUMINAZIONE

Tel:335 5441771.

G.E.A.R
Impianti Elettrici

Tel:335 5441771.