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Amaro ma giusto

Cremonese
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Finale diverso da quanto sperato. Un punto, un solo punto in casa col Padova non può accontentare la Cremo. Eppure, non è un risultato falsato, considerate partita e prestazione. Vediamo perché.

Cerniera Padova. Bisoli riesce per tutto il primo tempo a mantenere la gara su ritmi controllabili, di modo da non sottoporre la propria fase difensiva ad uno stress ingestibile sul lungo periodo. Bravo il Padova a raffreddare sul nascere le iniziative grigiorosse: maniacale copertura degli esterni, terra d'innesco delle progressioni di Strefezza. Piccolo isolato tagliandogli spesso i rifornimenti e le connessioni coi compagni, oltre ad una robusta marcatura negli ultimi 30 metri.

Se però giochi contro l'ultima in classifica e, per tutto il primo tempo, riesci ad improvvisarti pericoloso unicamente sui calci da fermo, non è solo merito dell'avversario. Gara affrontata con molta meno intensità rispetto all'eccellente prova col Palermo. Il piano gara poteva comprendere l'appoggio su Piccolo per poi aprire su Strefezza lasciandogli un invitante uno contro uno, con cross a rimorchio per gli inserimenti dei centrocampisti. Inserimenti oggi non pervenuti per ampi tratti di gara, così come l'intesa Strefezza-Piccolo non era neanche l'ombra di quella che sorprese il Palermo. Tutto questo al netto di errori tecnici e nelle scelte, errori che hanno vanificato sul nascere potenziali opportunità.

Sveglia tardiva. Al 46' rilevato Boultam, spento, per Carretta, protagonista del quarto d'ora di centro ripresa in cui la Cremo legittimerebbe il vantaggio. Già, perché dopo aver rischiato di subire uno svantaggio firmato tacco di Bonazzoli, i grigiorossi alzano baricentro, intensità e pressing, decisi a recuperare il pallone più vicino possibile alla porta avversaria. Funziona: Strefezza calcia a lato due occasioni piuttosto pulite, su una terza interviene Minelli. Strizzolo segna...Fuorigioco. Non importa, la Cremo restituisce comunque l'impressione di poter passare, Migliore e Carretta controllano le corsie esterne, Piccolo è tornato a far sentire il suo peso sul campo. 

Rastelli cala la carta Longo, fuori Piccolo. Non funziona, l'ex Inter fatica e la Cremo sembra risentire dell'assenza di Totò. Lo 0-0 finisce per non stupire più nessuno.

A prescindere da episodi arbitrali discutibili, sia Cremo che Padova hanno avuto le loro occasioni. In particolare, i ragazzi di Rastelli hanno giocato con quella aggressività e fame fondamentali per trovare il gol unicamente per un quarto d'ora della ripresa. Troppo poco, per una squadra priva di un bomber capace di inventarsi, da solo, quei gol che permettono di portare a casa anche le partite giocate sotto ritmo.