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Giocare mezz'ora non basta: Cremo, lezione dal Brescia

Cremonese

Un primo tempo imbarazzante, i primi 30' della ripresa giocati con carattere, poi un naufragio allo scadere quasi inevitabile. Tutto qua.


Capitolo 1 - Cremo, dove sei?

45' da dimenticare. In campo una squadra contro una non-squadra. Il Brescia di Corini non può disporre di Alfonso, Tonali e Donnarumma, elementi fondamentali. Eppure le Rondinelle non ne risentono troppo a livello di gioco, sintomo di un ottimo affiatamento e capacità di assimilare compiti e movimenti corali. La risalita del pallone sulle catene laterali avviene senza troppe difficoltà, Torregrossa fa reparto da solo per quantità di sponde ed appoggi, Morosini svaria da ottima spalla su tutto il fronte. Idee chiare e semplici: risalire lateralmente, cercare la testa di Torregrossa leggermente defilato per attaccare decisi il cuore dell'area con gli interni -Bisoli e Ndoj- e Spalek, mentre Morosini resta quasi più coinvolto in fase di rifinitura e preparazione al cross che alla conclusione. Sempre viva l'opzione palla lunga addosso a Torregrossa, praticamente in caveau: non la perde mai. 

E la Cremo? Avvio illusorio, Paulinho di testa impegna Andrenacci. Poi l'intera squadra scompare. Errori a profusione in uscita, pressing sbalestrato e controproducente, per un Brescia capace di spezzare la prima linea grigiorossa con due o tre tocchi ed attaccare la trequarti a difesa scoperta. Sull'1-0, Torregrossa fa sfilare la sponda nell'area piccola, Terranova non ci arriva, Migliore è in ritardo e Spalek appoggia in rete. Tutto troppo facile, 2-0 compreso. Massima libertà per Ndoj al tiro in area, Bisoli raccoglie la respinta. Reazione nulla, una lezione di superiorità totale.


Capitolo 2 - Basta un pò di fame

Un pò di logica, un pò di fame. In fondo alla Cremo non serve niente di trascendentale per centrare il 2-2. Basta inserire Piccolo, uno che con certe partite ha sicuramente più dimestichezza di gente come Boultam o Strefezza. Uno che, con tutti i suoi difetti, è in grado di dare una sterzata a certe gare da riacciuffare per i capelli. Dentro lui per Paulinho, ancora infortunato: Cremo sotto di due e senza punte, ma con un Totò in più, magia col sinistro a gonfiare il sette. Piccolo trascinatore, ed una squadra che quantomeno lotta su tutti i palloni. Le prime basi per impensierire un Brescia che pensava di averla già vinta. Le prime basi per tirare fuori quella qualità che certi giocatori dovrebbero iniziare a mettere davvero al servizio della squadra. Come Strefezza al 78': gran filtrante per Montalto -terzo cambio- che scatta sul filo dell'offside, lob rivedibile ma Andrenacci lo stende. Piccolo si prende rigore e 2-2.


Capitolo 3 - Chi si accontenta non gode

Siamo a 10' dalla fine, i cambi sono finiti. In campo Strefezza, Piccolo, Castrovilli, Montalto ed un centrocampista propositivo come Emmers. Il vento è a favore, dopo due gol rimontati. Perchè non provare davvero a vincerla? Nessuno chiede di attaccare in nove, ma almeno sfruttare le qualità dei tanti giocatori offensivi, sicuramente più a loro agio nel rispondere al Brescia che ad aspettarlo schiacciati dietro. Fare capire al Brescia di non sbilanciarsi troppo, che rischia di farsi male. Anche soltanto per allentare la loro pressione, e strappare il pareggio con meno angoscia.

Invece no. Diamo i giusti meriti ai ragazzi di Corini, ma l'impressione chiara è che la Cremo abbia rinunciato ad attaccare, dopo il 2-2. Unico pensiero, strappare il pareggio. Il Brescia capisce e comincia a spingere, producendo occasioni in serie. Palo di Torregrossa, Bisoli alto al volo, Ravaglia sventa su Mateju, Cortesi di poco a lato. La Cremonese, che dovrebbe pensare solo a difendersi, in sei minuti -dal 37' al 43'- concede quattro tiri nel cuore della propria area di rigore, quindi ad altissimo coefficiente di pericolosità. Pare quindi ovvio che il gol arrivi, al quinto tiro dall'interno dell'area. Giusto così: se rinunci a voler vincere, meriti di perdere. O meglio, merita sempre chi ci crede fino alla fine.


Capitolo 4 - Conclusioni

Qui Brescia. Complimenti a Corini: ottima gara, nel complesso, nonostante le assenze. Segnano Spalek, Bisoli e Ndoj, tutti i centrocampisti con compito di aggredire l'area: un manifesto del suo calcio.

Qui Cremonese. Rabbia e rimpianti, per diversi motivi: aver buttato il primo tempo, Piccolo solo nella ripresa, aver giocato di carattere solo una mezz'ora, aver rinunciato a voler vincere quando ci si poteva credere. E adesso occhio ai playout.

 

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