«Cremo beffata nel finale: sconfitta bruciante contro il Milan»

Cremonese
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Il grande intervento di Emil Audero in uscita su Rafael Leão. Alle sue spalle, Sebastiano Luperto (Cremonese-Milan 0-2, 27ª giornata, stagione 2025/2026)
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Perdere in questo modo fa arrabbiare, e pure parecchio. Lo 0-2 contro i rossoneri è un risultato bugiardo perché è arrivato nei minuti finali di una partita ben giocata dalla Cremonese. Una prestazione davvero positiva, probabilmente una delle migliori della stagione. Contro il Milan siamo tornati a rivedere la squadra di inizio campionato: pressing alto, aggressività e intensità, gioco ragionato e diverse occasioni da gol create dalla Cremonese. Nota negativa, ovvero fondamentale: il deficit realizzativo. Non si possono confezionare sette occasioni da gol, tre nel primo tempo e quattro nella ripresa, senza riuscire a metterne dentro neanche una. 

Se la Cremonese giocherà in questo modo anche le prossime partite, ci sono i presupposti per vedere l’ultima parte del campionato in maniera diversa. Resta però il tema del deficit realizzativo: su questo Nicola e la squadra devono lavorare, perché le partite si vincono solo facendo gol. La media realizzativa dei grigiorossi è a dir poco imbarazzante: tre gol in tredici partite, di cui due in una sola gara (2-2 contro il Cagliari) e la terza rete segnata all’Atalanta da Thorsby appena arrivato, dopo ben undici partite che la Cremonese non riusciva a metterne dentro mezza.

Lo 0-2, ribadisco, è certamente un risultato bugiardo e fa arrabbiare. Non che il Milan abbia rubato nulla: anzi, ha creato diverse occasioni da gol e si è dimostrato essere una grande squadra, anche se troppo sprecona a mio avviso. Incassare però gol all’ultimo minuto, in maniera rocambolesca e molto simile a quella di Firenze, con Pezzella che si fa letteralmente spostare dal più piazzato Pavlović - che fa gol di spalla senza quasi accorgersene (!) - fa veramente arrabbiare. Così come amareggia il gol di Leão nel finale, non tanto per il raddoppio di una gara ormai chiusa, quanto perché i gol, da qui a fine campionato, hanno un peso specifico in termini di differenza reti e la Cremonese si è fatta infilare in contropiede troppo ingenuamente.

Bentornata Cremonese (o quasi)

È mancato dunque solamente il gol. ‘Solamente’, si fa per dire. Dicevo però dei presupposti. Soprattutto i primi venti minuti, la Cremo ha approcciato la partita in maniera intelligente, quasi irriconoscibile rispetto all’ultima dozzina di gare. Il gioco creato e la pressione sfoderata contro il Milan, così come l’intensità, possono rappresentare il segnale che fisicamente i grigiorossi stanno tornando in salute. Questo sarà però soltanto il tempo a dircelo, a partire dalla prossima partita, cruciale, contro il Lecce.

Qualche schermaglia iniziale e un paio di interessanti cambi di campo di Bonazzoli e Vandeputte. Poi un errore di Folino su Saelemaekers intorno al 20’ e, in precedenza, una conclusione di Maleh. I grigiorossi sono in partita e lo dimostrano poco prima della mezz’ora, costruendo due ghiotte occasioni da gol. La prima, al 26’, con Bonazzoli che calcia al volo un cross di Pezzella, ma la traiettoria viene deviata in angolo da Bartesaghi. La seconda, un minuto dopo, con il cross di Vandeputte sugli sviluppi proprio dell’angolo: palla nel mezzo che si impenna nel duello Thorsby-Tomori e conclusione al volo di Vardy, fuori dallo specchio. Jamie non trova la mira, grosso modo, nei pressi della stessa zolla che aveva visto il tiro al volo contro il Genoa due settimane fa. Stesso esito, fuori misura.

Il doppio spavento sveglia il Diavolo e i rossoneri si rendono pericolosi poco dopo la mezz’ora con Leão: il portoghese lascia sul posto Bianchetti con uno scatto bruciante, si presenta davanti ad Audero su filtrante intelligente di Fofana ma, incredibilmente, calcia di destro e mette fuori. Un grosso spavento, un errore grave del Milan che tuttavia non intimorisce, ma anzi carica una Cremonese alla ricerca del vantaggio. Arriva il 40’, veloce azione di contropiede dei grigiorossi: Zerbin mette al centro, la traiettoria sembra perfetta per la testa di Luperto ma sul più bello arriva Bonazzoli di gran carriera e letteralmente ruba palla al compagno, sempre di testa, non inquadrando lo specchio della porta. A fine partita proprio Luperto ricorderà l’episodio, mostrando anche un certo dispiacere per non essere stato in grado di poter colpire la sfera, perché era davvero in ottima posizione per fare male.

Prima del rientro negli spogliatoi, il Milan si scatena e la Cremonese vive probabilmente i cinque minuti più brutti di tutto l’incontro, escluso il finale di partita. La mossa di Allegri di spostare Fofana più al centro del campo funziona: come fatto per Leão poco prima, al 44’ il calciatore francese indovina un corridoio perfetto per Pulisic, che si incunea tra le linee della difesa grigiorossa: controllo e conclusione in velocità deviata da Audero in angolo con una grandissima parata in uscita. Proprio dal corner, il Milan trova la terza occasione da gol della prima frazione con un prestante colpo di testa di Rabiot, terminato di poco alto sopra la traversa. Infine, ci pensa proprio Fofana a far schizzare i battiti del cuore al popolo grigiorosso: contropiede del Milan al 46’, passaggio orizzontale di Saelemaekers per Fofana, controllo e colpo da biliardo provato dal francese. Per la seconda volta in pochi minuti, Audero compie una grandissima parata, allungandosi e andando a togliere con le dita una conclusione angolata del centrocampista rossonero. 

Secondo tempo di grandi emozioni, poi la delusione nel finale

La preoccupazione all’intervallo era legata alla tenuta fisica della Cremonese nel secondo tempo, dopo una prima frazione giocata a livelli di intensità molto alti. Al contrario, i grigiorossi tengono bene il campo anche nei secondi quarantacinque minuti, continuando a macinare gioco e occasioni da gol, senza dare evidenti segni di cedimento. La qualità di Vandeputte (e Maleh) a metà campo è mancata per troppo tempo nelle ultime partite: prova ne sia il fatto che, una volta sostituito per Grassi negli ultimi minuti, la Cremonese ha sostanzialmente smesso di creare gioco e di rendersi pericolosa dalle parti di Maignan.

Ma andiamo con ordine. In avvio di ripresa, Folino contiene bene Leão in azione di contropiede, accompagnandolo sul fondo l'attaccante del Milan grazie a una spallata d’esperienza ben assestata. Si rivede invece Vardy al 52’: Vandeputte vede il taglio dell’inglese, lo serve in area e Jamie calcia di prima intenzione un destro ribattuto da Tomori. La Cremonese è viva, come dimostra anche la girata potente (ma imprecisa) di Bonazzoli su angolo di Vandeputte al 59’. I grigiorossi non mollano, macinano gioco, corrono ovviamente dei rischi, ma provano in ogni modo a infilzare il Milan. Proprio un minuto dopo l’occasione di Bonazzoli, ecco che Modrić ne inventa una delle sue, con un gran lancio sulla sinistra per Rabiot, cross al centro del francesce e di nuovo tentativo di Leão in corsa. Ci vuole, per la terza volta, un super Audero per deviare in corner una sortita del portoghese da distanza ravvicinata. 

È una partita che concede pochi istanti di stasi, perché pregna di gioco e capovolgimenti di fronte. Proprio come quello che al 65’ porta Vandeputte alla conclusione, servito da uno Zerbin ancora una volta troppo timido e timoroso per puntare la porta e calciare; ovvero scaricando a centro area per il belga, in ottima posizione, ma la cui conclusione è davvero troppo fuori misura. 

Nel Milan entrano Fullkrug e Ricci, rossoneri con il 4-3-3. Risponde Nicola poco dopo inserendo Barbieri, Terracciano e Djuric. Leão si rende ancora protagonista con un paio di sortite: uno sfondamento per vie centrali, al 73’, con il tiro depotenziato dall’intervento di Luperto e controllato in due tempi da Audero, e con una conclusione da fuori, un minuto dopo. Terracciano entra in campo per Bianchetti e si prende un giallo pesantissimo, intervenendo fallosamente proprio sul portoghese: era in diffida, salterà la partita contro il Lecce. 

I minuti scorrono sul cronometro, Allegri prova il tutto per tutto inserendo Athekame e Nkunku mentre allo Zini si inizia a pensare al colpaccio. In fondo il Milan non vince a Cremona dal 1993 (0-2, gol di Papin e Marco Simone) e i presupposti della partita sembrano proprio voler confermare i precedenti. All’80’ arriva addirittura la quarta occasione per la Cremonese del secondo tempo, con un gran colpo di testa di Luperto su punizione di Vandeputte, ma Maignan abbassa la saracinesca e dice no. Infine, annoto sul taccuino una sortita di Bonazzoli all’82’, su errore del Milan in disimpegno, ma l’attaccante grigiorosso è troppo frettoloso e spreca malamente.

Sembrava tutto incanalato verso lo 0-0 quando, all’89’, arriva la beffa. Ennesimo angolo per il Milan. Modrić mette dentro, De Winter spizza quel tanto che basta per consentire a Pavlović di spostare Pezzella con mestiere e mettere in rete con un rocambolesco colpo di spalla. Cremonese colpita e definitivamente affondata all’ultimo di recupero. Scocca il 94', Nkunku servito da Fullkrug di testa a metà campo, scappa via a tutti e serve Leão su Audero in uscita: a porta è vuota, il portoghese deve solo appoggiare in rete la palla che inchioda definitivamente la bara alla Cremonese.

Non resta che leccarsi le ferite, consapevoli della grandissima prestazione ma lavorando per migliorare il deficit realizzativo. I presupposti ci sono, ma serve, inevitabilmente, trovare l'efficacia che manca in attacco per capitalizzare le occasioni create. Domenica prossima la Cremonese è attesa dalla difficilissima trasferta di Lecce: siamo arrivati al redde rationem. Non si può più sbagliare e l’unico risultato accettabile è la vittoria.

Noi ci crediamo!

Alé Grigiorossi!

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