Basta poco che ce vo? Ve lo ricordate Giobbe Covatta nella pubblicità progresso di fine anni ’90? Sembra l’altro ieri ma, anche per noi, giovani (ormai) grandi, nati più o meno a cavallo del crollo del Muro, il tempo inizia a galoppare. Chi si vede sempre, chi ha cambiato vita. Chi è tornato a casa, chi ha deciso di non tornare. E poi c’è chi non è più tra noi, fisicamente, ma è vivo e presente nel Ricordo – quello con la R maiuscola.
Coltivare la memoria, celebrare le ricorrenze, non è solo un atto di civiltà: è amore verso il prossimo, senso di appartenenza, abbraccio collettivo alla propria comunità.
Anche quest’anno si è tenuta la Checco Cup per ricordare Francesco Gennari, tragicamente scomparso quella maledetta notte del 9 febbraio 2019. Tutti noi, gli amici di Checco, ci siamo ritrovati presso la Canottieri Leonida Bissolati a Cremona per rinnovare la sua memoria. Un appuntamento fisso per molti di noi: quasi un rito di passaggio che si staglia tra la fine dell’estate e l’inizio della routine post vacanze. Giunta alla sua 4^ edizione, la Checco Cup non smette mai di emozionare, con il suo format essenziale e, proprio per questo, instancabile.
Basta poco che ce vo? Metti insieme gli amici di Checco in una giornata di sole: musica, birra e Sua Maestà il Pallone. La tua grande passione, caro Checco. Quel pallone di cuoio che ancora oggi, dopo tanti anni, non smette mai di far sognare grandi e piccini. Perché sì, noi invecchiamo, ma tanti bambini nascono e iniziano a crescere – lo sai anche te, ora che sei diventato zio – e il calcio di provincia è una di quelle passioni che si trasmettono di padre in figlio, generazione dopo generazione, in un moto perpetuo che non si esaurisce mai, proprio perché brilla di luce propria. Perché è il mastice che ci lega fin da bambini, noi che ormai siamo diventati giovani grandi e siamo chiamati a passare il testimone, senza mai lasciarlo andare del tutto; perché, proprio come i bambini, non smettiamo mai di emozionarci quando vediamo rotolare quella magica sfera di cuoio.
Quest’anno è stata una partita secca, sette contro sette, giocata come da tradizione sul campo intitolato alla tua memoria. Negli anni abbiamo perso qualche effettivo e il numero di squadre si è ridotto rispetto alla prima edizione. Ma è normale e va bene così: è nell’ordine delle cose e poco importa, perché ogni anno la Checco Cup regala sempre nuove emozioni. E’ finita 2-2. C’era chi voleva i supplementari, chi i calci di rigore, chi chiuderla così e trasferirsi in direzione gazebo (alias fusto della birra). Alla fine è arrivato il gran finale, con la decisione di calciare gli shot-out. Scene da calcio dilettantistico di provincia e grasse risate: proprio quel calcio che ti/ci faceva sognare e impazzire da ragazzini e che continua a dispensare gioia e felicità. Quel calcio che è sempre stato un filo rosso nella tua vita, caro Checco, grande e irrefrenabile passione di chi aveva il piedino caldo e non voleva mai smettere di sognare (e segnare).
A proposito: chissà cos’avresti detto dopo il gol in rovesciata di Bonazzoli al tuo Milan? Quella rovesciata che ormai è diventata il simbolo della Checco Cup, ben impressa sulle magliette che ogni anno la tua famiglia fa preparare appositamente per l’evento. Ogni edizione ha colori diversi, cromature variegate, sfumature di vita e sorrisi. Arcobaleni di entusiasmo, quest’anno pennellati di amaranto. L’amaranto è una tonalità scura di rosso, colore nobile, simbolo di passione e coraggio. Mi ha incuriosito questa scelta e ho provato a fare qualche ricerca: sai cosa ho scoperto, caro Checco? Esiste un fiore che si chiama amarantos, noto per la sua longevità. Letteralmente dal greco significa fiore che non appassisce. Simboleggia l’immortalità, la costanza e l’amicizia. Non so se sia stato scelto volutamente. Quello che so per certo, però, è che l’amaranto di questa 4^ edizione racchiude tutto quello che sei per noi: un meraviglioso fiore che non appassisce e che ci ricorda ogni anno quanto la tua presenza sia sempre viva nel Ricordo di tutti noi.
Continua a palleggiare con gli angeli, bomber, e prendi al volo quei palloncini che i nostri bimbi ti hanno mandato in cielo ieri pomeriggio: sono l’abbraccio più forte che possiamo mandarti, la nostra pennellata amaranto sulle note de I giardini di marzo. Perché alla fine, caro Checco, è l’essenza delle piccole cose a rendere felici e a dare senso alla vita. Basa poco che ce vo?
Che anno è, che giorno è. Questo è il tempo di vivere con te…
Highlights
Cremonese
DA 1 A 10 Cremo, Giampaolo, non tirare perché, che brutto primo tempo, casa...
Cremonese
Venerdì alle 20.45 Napoli-Cremonese, poi contro la Lazio in casa di lunedì
SERIE B1
Ripalta batte Bologna 3-1
SERIE B2
Zoo Green Capergnanica prende un punto a Gorgonzola: 3-2
SERIE B1
