Per un punto Martin perse la cappa, ma se si chiude una porta…

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Ohei popolo vanoliano, innanzitutto mi corre l’obbligo di tranquillizzare i miei 12 lettori che, vista la perdurante assenza da questi pixel del Ciranone loro, mi hanno fatto pervenire anche per vie traverse tanti, ma tanti, ma poi tanti di quei “dove diavolo sei finito”, che mi sarei quasi commosso, come se da uno qualsiasi mi fossi improvvisamente trasformato in uno quasi importante. Robe da matti.

E’ che è stato un periodaccio di lavoro intenso, stressante ma allo stesso tempo entusiasmante (è una fortunaccia non da poco fare un lavoro che piace…) che però mi ha costretto ad un mesetto abbondante di “sabbaticità” perché la sera ero talmente impirlento (neologismo non proprio elegante ma che rende perfettamente l’idea) che non sarei stato in grado di appiccicare nemmeno una sillaba, figuriamoci un periodo comprensibile.

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Epperò ne sono successe di cosette nei 49.000 minuti e passa che ci separano dal finis di gara 3 al palazzo; ne cito solo alcune.

La festa a Soncino per salutare una delle stagioni più belle della Vanoli; una serata tranquilla e proprio per questo indimenticabile. Le americanate lasciamole ad altri, in Vanoli c’è gente serena e pacata, che grazie a questo basso profilo, che ad alcuni potrebbe sembrare arrendevolezza sbagliando di grosso, è riuscita a portare una squadra cremonese di basket dove mai nessuno c’è riuscito.

Poi è arrivata la “canna” di DJO (chi quella mattina ha avuto la ventura di incontrare Andrea “Condor” Conti, mi ha riferito che se una vipera lo mordeva moriva la vipera…). In un nano secondo mi è immediatamente passata l’idea che mi frullava da un po’ nel neurone di nord-ovest di mettere giù un articolo di saluto come gli dei del basket comandano. Certo, ha fatto tanto per la Vanoli, ma ha rovinato tutto in un momento. Gli hanno dato del drogato; no è semplicemente un coglione, punto.

Indi il saluto che Drake Diener ha voluto fare, tra l’altro in italiano, a tutta l’Italia baskettara e non; l’avrete letto certamente tutti e non c’è molto altro da aggiungere. O meglio, una cosa si: io la manderei direttamente all’inquilino dell’Eliseo accompagnata da un P.S.: “ehi monsieur le presidént, guarda che noi italiani siamo così…”.

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Infine la preiscrizione alla coppa che però pare non porti a nessuna iscrizione a causa delle cosiddette wild card che la FIBA starebbe per concedere a società più blasonate, ma che fino a prova contraria quest’anno alla fine della fiera hanno guardato il deretano della Vanoli. Non starò tanto a ricamarci su; ste wild card sono una vera e propria porcheria. Uno si fa un mazzo tanto per arrivare dover vuole arrivare, ed arrivatoci pensa di poter fare un altro passettino in avanti, ed invece solo perché uno si chiama, tanto per non fare nomi ma i cognomi, Virtus Bologna salta tutto.

So che c’è una parte considerevole di popolo vanoliano che vede come il fumo negli occhi la eventuale partecipazione vanoliana ad una coppa europea (si fa la fine di Capo d’Orlando, il refrain più gettonato), ma il Ciranone vostro invece, che nutre, avendo una paccata di prove a supporto, una fiducia smisurata in Aldo Vanoli fu Guerino da Soncino e compagnia briscola, pensa invece che se la gente serena e pacata di cui sopra decide di fare un passo del genere significa che le condizioni, anche e soprattutto economiche, ci sono tutte. E tutto rischia di saltare per una faccenda di vil pecunia; una storiaccia in cui lo sport non c’entra una cippa di niente e che farebbe venire i capelli ricci ad un calvo.

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Ho lasciato per ultima la faccenda delle coppe europee perché in pratica pare sia le genesi dell’ultima notizia esplosa in faccia al popolo vanoliano tutto; Kelvin Martin se ne va. Oddio, non era di certo una notizia inaspettata, però tardava ad arrivare e questo, unitamente all’accordo del Generale Volante con Venezia, e cioè proprio la squadra nella quale si dava per accasato il nostro, ha alimentato più di una speranza di riuscire a trattenerlo.

Ed invece pare proprio che il “prurito” europeo di Kelvin (o meglio del suo procuratore) non potesse aspettare ancora una settimanella e abbia imposto un “ora o mai più” che la Vanoli non poteva di certo garantire. E’ stato proprio questo particolare che ha fatto sovvenire al Ciranone vostro il famoso detto che titola la presente lagna; al posto di “cappa” mettete “coppa” e la faccenda fila. Se volete sapere come e perché è nato il famoso detto non vi resta che farvi un giretto in rete le la cosa vi risulterà ancora più chiara.

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Ma però (stasera è la sera dei detti famosi) ognun sa che se si chiude una porta si apre un portone. Da quel portone c’è già entrato armi, bagagli e frattaglie varie Pippo Ricci, e la prima metà del “fight club” (cit. Fabrizio Barbieri) è a casina. Per l’altra (Giulio “Mio Ragazzone Bolognese” Gazzotti) pare non ci siano problemi, e per “la priorità” (cit. il “Meo Nazionale”), e cioè Travis Diener, pure. Idem dicasi per gli altri “nostrani”.

I nomi del resto della banda, mi ci gioco le ciribiciaccole, sono già belle che scritti sul leggendario taccuino del Condor; si tratta solo di trovare quelli giusti e portare a casa pure loro. A laonde per cui, popolo vanoliano, coppa o non coppa bando alle ciance, affrontiamo con fiducia e fiero cipiglio la stagione della stella vanoliana e, come sempre, ad maiora.