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Profumo di derby…

Vanoli
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E’ inutile girarci troppo intorno, le gare con Brescia, sia là (che in fin dei conti sono una quarantina di chilometri) che qua, (idem…) hanno un sapore speciale a prescindere dalla situazione delle due squadre.

In particolare quello di domani che per la Vanoli, e di conseguenza per Brescia, potrebbe, e sottolineo potrebbe, essere l’ultimo…. e qui mi fermo subito perché se inizio ad attaccare bottone sulla faccenda che sapete mi sa che non solo il “potere” cestistico più bislacco da quando James Naismith ha inventato il gioco più bello del mondo mi caccerebbe a pedate pure dall’ultimissimo girone infernale, ma pure un sacco di altre persone, non necessariamente fisiche, mi aspetterebbero sotto casa per darmi un fracco di legnate.

Quindi riprendo subito i binari giusti ed inizio dicendo che parmi proprio di dover sottolineare che il popolo vanoliano e il popolo bresciano, a parte la solita minoranza di minus habens che da entrambe le parti da sempre pensa quello che il generale Philip Henry Sheridan pensava dei nativi americani, si sono da sempre annusati tra di loro in modo certamente canzonatorio ma tutto sommato benevolo.

Questo, tra la e qua, è il diciassettesimo derby in serie A tra la Vanoli e Brescia e, nonostante mi sia scardinato le cervici per un po’, non ricordo un solo momento di tensione tra i due popoli, ma solo bonari e tutto sommato goliardici e divertenti sfottò. Su questo il Ciranone vostro ha una sua teoria: mi sa che la struggente “madonnina dai riccioli d’oro” che i tifosi bresciani portano in giro per tutti i palazzetti è la camomilla che seppellisce ogni eventuale focolaio. 

Detto  ciò, e cioè dato a Cesare (popolo vanoliano) ciò che è dell’altro Cesare (popolo bresciano) e viceversa, è del tutto ovvio che contano eccome i rispettivi traguardi a portata di mano, così diversamente simili tra di loro.

Per la Pallacanestro Brescia: mi ci gioco i gioielli di famiglia, ma se c’è un’annata in cui i cugini hanno più di una possibilità di arpionare uno scudo che saprebbe di leggenda è proprio questa. Popolo bresciano toccati pure; ne hai ben donde…

Per la Vanoli Cremona: l’obiettivo stagionale è a un passo e solo in caso di cataclismi primevi non arriverebbe; anche se domani la Vanoli non la portasse a baita e neppure Treviso a Varese, allora vincendo la prossima, che gli dei del basket hanno piazzato proprio a Treviso, portando quindi a dodici punti il vantaggio sui veneti a sei giornate dal termine, la salvezza sarebbe matematica. Uso il condizionale perché, come sa il popolo vanoliano, la matematica, e soprattutto il suo ramo più fetente, la statistica, non è mai stata il mestiere.

Matematica o no, e statistica pure, avrei la mezza idea che questa situazione renderà ancora più bella la gara di domani, con la Vanoli che potrà giocare se non sul velluto quasi per via del ragionamento di cui sopra, e Brescia magari un po’ meno ma comunque, essendo una squadra che ha il “talento” di adattarsi sempre al suo avversario, con la leggerezza che gli deriva dal suo secondo posto, peraltro meritatissimo anzi forse pure un po’ strettino.

L’altra mezza idea sarebbe quella di vedere all’opera due coach che stanno facendo pentole e coperchi; Gigi Brotto, con la sua tranquilla determinazione, è, parere spassionato del Ciranone vostro, uno dei coach più emergenti nella massima serie, e Matteo Cotelli ha preso le redini lasciate da Peppe Poeta, cosa che avrebbe preoccupato altri, senza fare una piega ed anzi facendone fare a chi, se ben ricordo, era un attimino scettico sulla sua scelta.

Prendete tutta sta roba e mescolatela coma farebbe un barman in procinto di preparare un coktail fuoriserie, e vi salterà fuori una bevanda con un profumo invitante, seducente, eccitante, inebriante, appassionante… un profumo di derby.

Il che è bello e istruttivo (cit.)

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