Federico Zampini e Guglielmo Caruso ad un passo dalla Vanoli?

Vanoli
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Noi ci si mette un prudentissimo punto interrogativo, ma radio scarpa è da un paio di giorni che da incessantemente per certo il passaggio di due giovanotti italiani di belle speranze, o meglio, quasi certezze alla corte di Aldo Vanoli fu Guerino da Soncino, il che ci permette di mettere giù due ragionamenti sulla faccenda.

Entrambi sono ad un passo dal quarto di secolo (27 giugno Federico Zampini e 3 luglio Guglielmo Caruso) e quindi la Vanoli avrebbe in dote non solo l’asse play/pivot probabilmente più giovane del campionato ma soprattutto due che si portano dietro un pedigree di tutto rispetto con margini decisamente geometrici di miglioramento.

Il fatto poi che la Vanoli che sempre radio scarpa ci fa sapere avrebbe battuto la concorrenza di Treviso per il primo e di Trento per il secondo, e cioè di due società che dispongono di budget, in particolare la seconda, certamente più importanti, la dice per l’ennesima volta piuttosto lunga sulla fama che si è creata in tutti questi anni nel variegato, policromo e contraddittorio mondo del massimo campionato italiano del gioco più bello del mondo; della serie: qui un giocatore ha tutto il tempo di crescere e maturare per poi spiccare il volo verso altri lidi.

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E mi pare proprio di non esagerare se butto lì una strepitosa circostanza che forse non è ancora messa del tutto a fuoco dal popolo vanoliano. A parte la probabile presa di un play talentuoso come Federico Zampini, ci sarebbe pure da sottolineare che il quattro (Paul “bronzo di Riace” Eboua il cui arrivo in prestito dall’Olimpia è ormai un segreto di Pulcinella) e il cinque titolari arriverebbero “gratis et amore dei”.

Non sono un esperto di trattative, ma credo di non cappellare se dico che questa sarebbe la primissima volta che una società del massimo campionato nostrano del gioco più bello del mondo si porta a casa due quinti del quintetto, e che due quinti, senza sborsare un euro.

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Noi però, per non sapere né leggere né scrivere, ci si mette comunque un prudentissimo e scaramantico punto interrogativo anche se la possibilità concreta di vedere volteggiare a palazzo il miglior play della A2 e il miglior prospetto nazionale nel ruolo di centro fa venir voglia di sostituire il punto interrogativo con un perentorio punto esclamativo, e ci fa venire in mente un coach Demis Cavina già tutto intento a pensare come plasmare i due a sua immagine e somiglianza.

Il che è bello e istruttivo (cit.)

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