Frullatore Vanoli…

Vanoli
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Come direbbe un mio carissimo compagno di goliardate universitarie: “qui la faccenda si ingrossa…”.

Immagino che stiate già aggrottando le ciglia, magari pensando: “posa il fiasco Ciranone…”, ma vi state sbagliando di grosso non solo perché in questo momento sono totalmente sobrio ma pure perché la vostra mente contorta avrà subito pensato che la roba che “si ingrossa” sia riferita a qualche porcheria ed invece la cosa è invece da leggere letteralmente, e cioè: la faccenda che si ingrossa è la presenza ormai assodata nel massimo campionato italiano di una “band of brothers” che sta seminando un po’ di zizzania e per un fracasso di motivi.

E vediamo di metterli in fila come si fa con discorsi seri (e questa fa ridere pure me).

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Prima di tutto è ormai assodato pure dalla “critica” che la Vanoli sta giocando un gran bel basket e scusate se è poco.

Inoltre anche nelle sconfitte questa squadra ha sempre dato l’impressione di avere nella sua faretra un sacco di frecce al suo arco, di essere una tignosa  e importuna rompiscatole e di tirare fuori sempre dal cilindro il protagonista di turno. Ne mancavano ancora due all’appello, e si sono puntualmente presentati chiudendo il cerchio: Wayne McCullough e Simone Zanotti, soprattuto il secondo.

Poi se andate a vedere le statistiche vi accorgerete che la Vanoli in 6 gare su otto ha tirato giù più rimbalzi degli avversari nonostante all’inizio si dicesse che si era un po’ leggerini; alla faccia…

Indi se andate a vedere i quintetti iniziali vi accorgerete che coach Demis Cavina non ne ha mai, e sottolineo mai, messo uno uguale, e questo significa da una parte che prima di essere una squadra con ottimi individualità la Vanoli è pure un collettivo coriaceo e a volte granitico, e dall’altra che il coach ha l’opportunità di mettere giù quintetti sulla base della caratteristiche dell’avversario di turno e questa è davvero una gran bella storia. 

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Inoltre ieri sera si è riscoperto il “vero” Andrea “speedy Gonzales” Pecchia, ieri ancora più “speedy”,  e finalmente si può affermare senza timore che il terribile incidente, frutto di quegli stramaledetti adesivi che sono ancora lì al loro posto aspettando che qualcun altro si faccia del male, è ormai un lontanissimo ricordo.

Ci sarebbe pure da mettere sul piatto la media di impiego del roster Vanoli; beh, siamo a poco più di 20 minuti (per la precisione 20,18) e ciò ridonda ancora di più la circostanza che siamo di fronte ad una squadra i cui componenti sono un tutt’uno, come peraltro coach Demis Cavina continua a ripetere. Prima nell’iniziale scetticismo generale ma ora noto che anche i più duri di comprendonio ammettono ora, a denti più o meno stretti, che il coach è dall’anno scorso che non ne sbaglia una.

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Infine, last but not least, ieri abbiamo visto per l’ennesima volta (è già successo a Scafati e con la Virtus) che il collettivo Vanoli è in uno stato di forma strepitoso. Dopo i liberi di Visconti che hanno messo il meno 10 (75 a 65) la Vanoli non ha fatto una piega e ne ha fatte invece fare un bel po’ a Pesaro. Loro sembravano dei pugili suonati con la lingua in terra, la Vanoli invece scorrazzava in lungo e in largo sul parquet come se avesse appena iniziato.

Un parziale di 21 a 0 messo giù a mille all’ora dopo 33 minuti di gioco significa avere benzina nel serbatoio a iosa. L’ho già detto ma, poffarbacco, lo ridico: lo staff di preparatori della Vanoli, guidato da par suo dal Yul Brinner de noialtri, al secolo Jacopo Torresi, è uno degli assi della manica vanoliani, uno strepitoso valore aggiunto che sarebbe capace di mettere in piedi anche un mezzo scarlingato come il Ciranone vostro.  

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Gli altri assi sono una società con, mi dicono, il budget tra i più bassi del campionato, se non il più basso, che sta nuovamente stupendo quelli dell’equazione “soldi = squadra competitiva” ancora incapaci di capire come ciò sia possibile, e uno staff tecnico, sapientemente condotto da coach Demis Cavina, che prepara certosinamente ogni gara come gli dei del basket comandano.

Mi era venuto pure in mente di vedere anche quante altre gare nella storia Vanoli in serie A erano terminate con una scarto di 27 punti. Mi ha sollevato dalla fatica LBA che evidentemente ha fatto la stessa pensata. Bene: la vittoria vanoliana di ieri sera è la quinta migliore gara casalinga della sua storia in serie A.

Ci sarebbero ancora tante altre cose da dire sulla serata di ieri sera, non ultima la splendida prova del popolo vanoliano che è tornato nuovamente ad assiepare le tribune del palazzo superando anche questa volta le 3.000 presenze, ma direi che basta ed avanza così perché il concetto mi pare ormai chiaro.

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E cioè che ora tutta la allegra brigata del campionato sa che per cavarcela con la Vanoli ci vuole la gara se non perfetta quasi, perché nel mercato di LBA è entrato prepotentemente un nuovo frullatore, il frullatore Vanoli…

Il che è bello e istruttivo (cit.)

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