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Riunione di Lega, ovvero “grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”

Vanoli

Ieri si è tenuto un incontro, interlocutorio perché non una vera e propria assemblea, tra i patron di Serie A e Umberto Gandini, presidente di LBA. Secondo indiscrezioni di stampa di ieri mattina, confermate anche dal presidente di Treviso Basket Paolo Vazzoler, si sarebbero dovuti affrontare per la prima volta tutti i nodi sul tappeto: dal blocco delle retrocessioni alla sospensione del campionato passando da nuovi format per la Coppa Italia e per lo stesso campionato. Tutte faccende queste fino a ieri relegate in boutade più o meno eclatanti di qualche addetto ai lavori ma mai ufficialmente discusse tra le parti in causa. Quindi c’era una ragionevole attesa che questo incontro potesse dissipare dubbi e incertezze: leggendo il comunicato pubblicato dalla Lega ieri pomeriggio che da conto di quanto si è discusso, qualche dubbio rimane; eccolo.

I club della Serie A si sono riuniti oggi in teleconferenza insieme al Presidente Umberto Gandini in quello che intende essere solo il primo di una serie di confronti sempre più continui e ravvicinati come necessario a seguito del protrarsi della emergenza sanitaria da Covid 19. Nell’incontro è stata effettuata una analisi della situazione dopo 9 giornate di campionato e del calendario dei recuperi che verranno completati nel mese di dicembre e le cui date sono state definite contando sulla piena disponibilità di tutti i club coinvolti. Questa comune volontà si è espressa anche nella conferma di voler continuare la stagione in corso, seppure fra le molte difficoltà generate a vari livelli dall’epidemia, con grande senso di responsabilità nei confronti degli appassionati, degli sponsor e dei broadcasters ufficiali che sostengono il movimento. Tutto questo anche confidando in un progressivo miglioramento della situazione sanitaria nel Paese che permetta di restituire il ‘prodotto basket’ al suo scenario naturale, con il pubblico nei palasport, nel piú breve tempo possibile, aspettando un segno tangibile di sostegno a questi sforzi da parte del Governo. l contempo la Lega Basket guarda con attenzione alla volontà del presidente federale Gianni Petrucci di avviare un processo di riforme del quale la LBA intende essere parte attiva, con un ruolo da protagonista come spetta al mondo professionistico”.

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Sono due le cose che saltano su come una macchia scura su un lenzuolo candido: non si dice nulla riguardo l’alterata equità competitiva causata dal Covid-19 per alcuni, vedi Spicchi d’Arancia del 20 Novembre, “presunta” ma da più parti stigmatizzata (cito per tutti uno che il popolo vanoliano conosce bene; Andrea “Condor” Conti, GM di Varese), e invece si dice pure troppo per quanto riguarda i recuperi che pare di capire verranno completati nel mese di dicembre e con date già definite.

Partiamo dai recuperi.

Solo sei squadre su sedici, Milano, Brindisi, Trento, Varese, Brescia e Roma,  sono sempre scese in campo. Le altre: Pesaro, Virtus Bologna, Venezia, Sassari e Fortitudo Bologna devono recuperare una gara; Cantù due; Treviso, Reggiana e Vanoli tre; Trieste quattro.

Come ognun sa fino alla quarta giornata (17 e 18 Ottobre) tutto è filato liscio; dalla quinta (24 e 25 Ottobre) sono iniziati i guai con la prima partita rinviata per Covid-19 (Treviso – Cantù già recuperata mercoledì 18 novembre), poi arrivano due partite rinviate alla sesta, due alla settima, ben quattro alla ottava e due alla nona; totale dieci gare.

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Dieci gare da recuperare e tutte in dicembre, e uno dice “si dai, in un mese si può fare!”. Peccato che è un dicembre un po’ magrino perché inizia il 6 per via della pausa per la nazionale, e anche ammesso si tenga conto del 31 dicembre come data ultima farebbero 25 giorni in cui squadre come Trieste dovrebbero giocare una volta ogni 2,5 giorni, e squadre come la Vanoli una volta ogni 2,7 giorni, a differenza di chi ha una sola partita da recuperare che può farsi un giretto defaticante in collina, per non parlare di quelle che non devono recuperare nulla.

Ci sarebbero poi da incastrare con le "recuperande" le squadre impegnate con le coppe europee, alcune delle quali (Virtus Bologna, Venezia, Sassari e Fortitudo Bologna) "recuperande" pure loro anche se per solo una gara,  ma siccome si entrerebbe in un ginepraio tipo cubo di rubik, per evitare un feroce mal di testa mi fermo qui perché tanto mi pare già chiarissimo quale sia il problema.

Aggiungo solo una cosa; immaginate che razza di allenamenti possano imbastire le squadre che si ritrovassero con un calendario così ingolfato.

C’è pure il lato, come dire, fideistico perché LBA spera, anzi, confida “in un progressivo miglioramento della situazione sanitaria nel Paese” che non si sa se ridere o piangere; della serie “chi vive sperando...” il resto immagino lo sappiate.

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E arriviamo alla, per alcuni, “presunta” alterata equità competitiva.

Al di là delle “recuperande” che sfido chiunque a dire non siano penalizzate costringendole a condensare i recuperi in un dicembre trafficato peggio delle highways di Los Angeles nelle ore di punta, ci sono pure squadre scese in campo “ugualmente” con meno di cinque contagiati, e lo hanno fatto solo per rispettare le regole, vedi  per esempio Venezia domenica scorsa che, contro una “squadretta” come l’Olimpia con un roster lungo come e forse più della quaresima, si è presentata con sette giocatori, ha tenuto botta per due quarti e mezzo per poi, come facilmente prevedibile, crollare causa  “lingua che raschia abbondantemente il parquet”.

Anche in questo caso l’unica soluzione sarebbe sperare, per evitare guai peggiori, che la bestiaccia la smetta di fare la matta, ma come detto sta chimera è una faccenda almeno per un po’, ahimé, piuttosto remota. E siccome è parecchio probabile che la bestiaccia non smetta di fare la matta, ecco che la soluzione prospettata dalla Lega da problematica diventa semplicemente impossibile, a meno che non si costringa alcune squadre a giocare comunque con i “bambini” (cit.).

E si ritorna da capo: dove si veda infatti l’equità competitiva in tutto questo neanche gli dei del basket lo sanno. E cosa diavolo c’entri l’equità competitiva col “culo” di avere pochi o punto contagi pure questo è un mistero.

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Il day after della riunione di Lega è comunque già piuttosto movimentato. C’è chi racconta che le squadre non impegnate nelle coppe, appoggiate pure da qualche “big”, abbiamo proposto il blocco delle retrocessioni, sostenendo una richiesta in tal senso di Claudio Toti presidente della Virtus Roma, e chi giura che solo Baraldi (Virtus Bologna) si sia espresso per la sospensione del campionato, ipotesi già seccamente smentita dalla stessa Lega in tarda mattinata. E meno male che doveva essere "il primo di una serie di confronti sempre più continui e ravvicinati come necessario a seguito del protrarsi della emergenza sanitaria da Covid 19”. Insomma, da qualunque parte la si veda un bel pasticcio, che per chi cerca di fare uno straccio di programmazione per tirare avanti alla meno peggio diverta addirittura una sciarada irrisolvibile.

Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente” disse a suo tempo Mao Tse Tung. Lui però ce la cavò perché da lì parti la grande marcia e sappiamo come è andata a finire. Non saprei proprio però se la stessa "confusione sotto il cielo” del massimo campionato nazionale del gioco più bello del mondo sia parimenti una “situazione eccellente”.

Anzi, se vi divertite a trovare uno dei tanti contrari di eccellente, quello che volete, mi sa che trovate l’aggettivo giusto.

Il che è bello e istruttivo (cit.)

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