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Trento VS Vanoli… per cambiare la storia

Vanoli

A volte ritornano, pure le idee più strampalate. Con l’editore di Sport Grigiorosso si è infatti pensato di rinverdire un “prontuario” che fu tra le primissime fatiche del Ciranone vostro il primissimo anno di militanza su questi pixel. Si trattava di arricchire le vigilie vanoliane facendo un excursus breve ma intenso dei precedenti in Lega A con l’avversario che il calendario ci propinava in sorte; se a palazzo con i precedenti a palazzo, se in gita con i precedenti in gita….

Una rubrica insomma, e mi ricordo che, mettendo clamorosamente le mani avanti, chiesi immediatamente scusa alle rubriche serie.

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Ricordo anche che si presentò pure il problema del titolo da dare alla faccenda. Una rubrica senza titolo è come un “cielo senza stelle” (cit.), per cui mi misi di buzzo buono per trovarlo; ne uscì una specie di pantomina che ora vi narro.

Avevo pensato di chiamarla “Zibaldone” ma qualcuno mi avvisò che un tale Giacomo Leopardi mi aveva già, temporibus parecchio illis, rubato l’idea.

Allora puntai sul diminutivo, ma pure “Zibaldino” era un titolo che un tal’altro Giovannino Guareschi aveva già pensato di utilizzare fregando, oltre che me, pure il tal Leopardi di cui sopra.

Passare dal diminutivo al vezzeggiativo, come si sa, è un attimo; ma però “Zibalduccio”, anche se non risultavano tracce di siffatti titoli (e chissà mai perchè…), neppure il Ciranone vostro, pur possedendone uno che riesce ancora a digerire i sassi, aveva lo stomaco da rinoceronte di proporlo.

Allora cercai di ripiegare su un titolo dialettale per volare un po’ più basso, e qual è (non rompete le scatole sulla mancanza dell’apostrofo perché questo è un caso di troncamento e non di elisione… tsè) il dialetto più “musicale” italiano? Ma il romagnolo ovviamente, per cui “amarcord” sembrava calzasse a pennello, ma anche in questo caso, per la miseria, dopo una breve ricerca su “Uichipedìa”, mi trovai davanti al naso che un certo Federico Fellini, un regista che pare, ma pensa te, abbia pure vinto un oscar, c’era arrivato anche lui prima.

E quindi, volando sempre più basso, decisi di restare in casa nostra e chiamarla “me me ricordi…”. Non sarà stato un titolo da passare alla storia ma mi sembrava che suonasse proprio bene, soprattutto se “graficato” in “Meme Ricordi”.

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Nella sostanza però, e con tanti saluti ai sunnominati Leopardi, Guareschi e Fellini, si trattava comunque di uno “Zibaldone” e cioè una sorta di diario che faceva ripercorrere i ricordi  dei primi cinque anni di cavalcata vanoliana nell’avventura della Lega A. Poi l’anno successivo non se ne fece più nulla perché si trattava di aggiungerne solo un pezzettino e allora altro che “Zibalduccio”, sarebbe stata una lagna ancora peggio di quelle che solitamente vi propina il Ciranone vostro; quindi si decise di “sabbaticare” la faccenda. “Sabbatica” un anno che “sabbatica” l’altro ne son trascorsi altri cinque di anni e, come ben sa il popolo vanoliano tutto, sotto i ponti è passata parecchia e variegata acqua.

Per cui è decisissimamente il caso di riprendere a “Meme Ricordare”, comprendendo naturalmente tutte le gare che la Vanoli ha perigliato con l’avversario di turno, come si diceva a palazzo con i precedenti a palazzo e in gita con i precedenti in gita….

Va da sé che in alcuni casi (per esempio, tanto per citarne una, Olimpia Milano) la faccenda, interessando ben undici anni e anche se il Ciranone vostro cercherà di essere più sintetico di Garibaldi a Bezzecca, risulterà inevitabilmente lunghina.

Beh, vorrà dire che vi toccherà leggere a rate. Ormai in questo porco mondo tutto si fa a rate…

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Iniziamo ovviamente con i perigli con l’Aquila Basket al PalaTrento; ogni anno sto palazzo, per motivi biecamente pubblicitari, cambia denominazione, ma piuttosto che chiamarlo con i nomacci che gli propinano, porello, mi faccio cavare un paio di organi secondari.

23 Novembre 2014 - Trento Vanoli 116 a 114

Con la neo promossa Trento sono subito fuochi d’artificio. Una partita con tre supplementari è già di per sé una rarità, ma quella fu ancora più rara perché tirata come una pelle di tamburo dal primo all’ultimo minuto, o meglio, secondo perché Giulio “il mio ragazzone bolognese” Gazzotti ebbe tra le mani la palla per portare tutta la combriccola al quarto supplementare, ciccandola per un refolo di venticello.

Era la Vanoli che stava imparando a studiare da “piani alti” spinta dalla “straordinaria normalità” pancottiana, e i 300 cremonesi presenti sugli spalti se ne andarono comunque col petto gonfio di orgoglio. Ammesso e non concesso che una sconfitta sia bella, questa fu decisamente una di quelle.

24 Gennaio 2016 - Trento Vanoli 71 a 78

Partita incredibile! Dopo un primo quarto così così, arriva un secondo da 33 a 9 per la Vanoli che la fa andare alla pausa lunga con ben 17 punti di vantaggio (50 a 33). Al rientro però Trento ritorna pan per focaccia e si riporta sul meno sei alla fine del terzo quarto (59 a 53; stavolta i 9 punti sono della Vanoli). Arriva un ultimo quarto da coronarie d’acciaio; la Vanoli cerca più volte la fuga decisiva, Trento non molla ma deve fare i conti con la feroce determinazione della Vanoli ”2” perchè al 33° se ne vanno per falli Deron Washington e Nikola Dragovic.

Per la cronaca in quella Trento c ‘era un tale che si chiamava, e si chiama tutt’ora, Peppe Poeta (suppongo che il popolo vanoliano c’abbia una mezza idea di chi sia…), e per la storia la Vanoli con questa vittoria acciuffa per la prima volta il secondo posto in classifica.

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9 Ottobre 2016 - Trento Vanoli 90 a 77

Partita bugiarda! Seconda di campionato; il punteggio rimane in bilico fino a 150 secondi dalla fine, poi Trento ne ha di più e arriva il meno 13 finale. Era la Vanoli che forse aveva ricevuto più credito dal popolo vanoliano di qualunque altra prima e forse pure dopo, ma col senno di poi fu ovvio che alcune scelte non ebbero l’impatto che si sperava; Omar “black Jesus” Thomas, Gabe York e lo stesso Tu Holloway, nella gara con Trento comunque in gran spolvero, se ne andarono anzitempo, comunque dopo l’esonero di Messer Cesare Pancotto.

Il popolo vanoliano credo si ricordi bene quel campionato perché arrivò la retrocessione. Sappiamo poi com’è andata a finire nell’estate più pazzesca, tolta ovviamente quella appena passata, della undicennale storia vanoliana in lega A.

17 Dicembre 2018 - Trento Vanoli 90 a 79

Partita fotocopia di quella del precedente campionato. La Vanoli rincorre praticamente per tutta la partita ma rimane comunque attaccata a Trento come una fastidiosissima cozza. Ma prima il divario a rimbalzo (saranno 44 a 27 per l’Aquila alla fine), indi un Dominique Sutton in versione castigamatti, poi un Darius Johnson Odom sempre croce e delizia del popolo vanoliano, quella sera più croce che delizia, e alla fine il finale a tutto gas di Trento fanno il meno 11 finale.

La Vanoli, con 4 vinte e sette perse, è terz’ultima in coabitazione con Varese, Reggio Emilia e Pistoia; il turno successivo arriva a palazzo Brindisi, fanalino di coda, in una sorta di crocevia del campionato. La Vanoli la sgama e proprio da quella vittoria parte la cavalcata che poterà ai secondi play off della storia vanoliana.

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6 Ottobre 2018 - Trento Vanoli 99 a 104

Ritorna a vincere la Vanoli a Trento. Era la prima di campionato e ne è venuta fuori un’altra partita da fuochi d’artificio. Terminata dopo due tempi supplementari, ha visto un primo tempo vanoliano praticamente perfetto, un ritorno di fiamma di Trento nel secondo tempo fino al 74 pari finale, un primo tempo supplementare terminato 15 a 15 (diconsi quindici a quindici) nel quale le due squadre sembravano come quei pugili che, ormai senza più difese, picchiano cercando solo di dare il ko decisivo, ed un secondo tempo supplementare nel quale quella stilla di energia in più ha permesso alla Vanoli di portare a casa la vittoria.

In quella gara i top scorer sono: Andrew Crawford (20 punti) e Wesley Saunders (29 punti). Il primo era già stato indicato come il botto di mercato vanoliano e quindi sorpresa “relativa” (ricordo che diverrà poi MVP del campionato), ma l’altro, preso per fare il sesto uomo, già alla prima uscita in una gara che conta mostrò di essere quel giocatore che poi, per un anno e mezzo, ci ha deliziato.

17 Novembre 2019 – Trento Vanoli 79 a 89

E vince ancora la Vanoli a Trento. L’inizio del campionato scorso non fu di certo uno di quelli da passare ai posteri. Vittoria iniziale con Treviso, sconfitte a Roma e a Reggio Emilia, quest’ultima orribile, vittoria “illusoria” in casa con l’Olimpia, e due belle sberle a Venezia, nella partita più lenta della storia, e in casa con Cantù dove il detto “piove sul bagnato” si materializzò ancora una volta per l’inopinato infortunio a Travis Diener.

“Sembrava la fine del modo” (cit.) ma nella settimana successiva arriva tale Ethan Happ; alla prima con la Fortitudo porta a spasso due ex vanoliani (Henry Sims e Ed Daniel) e stampa la prima doppia doppia di una lunga serie. La domenica successiva a Trento si ripete e mostra anche doti non sospettabili di playmaking (da cineteca quel rimbalzo catturato, transizione da centometrista e assist da favola per due facili di Nicola Akele).

E’ stata una Vanoli “incompiuta” nel senso che credo sia rimasta nel gargarozzo a tutto il popolo vanoliano la faccenda da non aver potuto sapere cosa avrebbe potuto combinare se la bestia non ci fosse venuta a rompere i cicisbei proprio sul più bello.

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Bene, domani sera si rivà per la settima volta a Trento per vedere se si riesce a fare terna e cioè vincere la terza consecutiva. Magari sarebbe il caso perché si darebbe per l’appunto il caso che nei cinque precedenti da noi a palazzo Trento abbia sempre vinto e la faccenda sarebbe, almeno per la statistica, un po’ da riequilibrare.

Ma qui sarebbe dannatamente il caso di non pensare alla statistica ma alla sostanza come fecero i trentatrè cardinali che entrarono trotterellando in Trento (da qui la famosa filastrocca) nel 1545 per tenervi l’omonimo Concilio che, comunque la si pensi, cambiò la storia della Chiesa Cattolica e non solo.

Sarebbe dannatamente il caso perché questa volta a cambiare non sarebbe la storia della Chiesa Cattolica ma quella di questo campionato.

Il che è bello e istruttivo ( cit.)

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