Juvi, che rumore fa la felicità? Al via la seconda fase per un gruppo che continua a stupire

Serie A2
coverimage articleimage

Concessionaria De Lorenzi Concessionaria De Lorenzi

Inizia domani la fase ad orologio per la Ferraroni Juvi Cremona, che bagnerà il proprio esordio in questa seconda parte di campionato in uno dei templi sacri della pallacanestro italiana, ovvero il Paladozza, tana della Fortitudo Bologna.

Pronostico chiuso? Se pensate di sì, non siete veri conoscitori della pallacanestro. Le dimostrazioni sono infinite, non ultima quella di ieri sera, in cui la “piccola” Cividale ha battuto in casa la “enorme” Trapani; se c’è una certezza che più di tutte brilla al termine della prima fase è che la Juvi non molla mai e chiunque la affronta sa di non potersi permettere distrazioni.

Ma qual è la ricetta della felicità ororamaranto? Nessuna, o forse più di una, o forse centomila.

_Y4A9053-10.jpg

LE CERTEZZE: La Juvi ha imparato dai propri errori.
Dopo la scorsa stagione in cui i big, gli uomini più esperti, quelli che avrebbero dovuto essere i fari della squadra, non hanno risposto alle aspettative, quest’anno la Ferraroni ha scelto bene: sono arrivati due big veri, due che hanno messo l’esperienza al servizio della squadra, due che davvero sono risultati il porto sicuro nei momenti di difficoltà, ovvero Bernardo Musso e Daniele Magro.
Classe 1986 il primo, 1987 il secondo (reduce dalla vittoria del campionato con Pistoia), sono ancora quelli con più fame, i primi a lanciarsi sulle palle vaganti, i primi ad avere quello spirito guerriero che ti fa fare il salto di qualità, i primi a suonare la carica nei momenti difficili; quando la palla scotta, inevitabilmente finisce nelle mani di Musso, l’uomo delle triple assassine, quando la partita si fa dura e le soluzioni non arrivano vedrete che sarà sempre Magro a buttarsi dentro, a trovare un canestro dalla spazzatura, a lucrare due liberi. Loro sono l’esempio, loro sono la mentalità.

_Y4A0300-26.jpg

I TUTTOFARE: Uni e trini, la forza delle piccole cose.
Gli attacchi fanno vendere i biglietti, le difese fanno vincere i campionati, dicevano.
In mezzo c’è chi sa fare di tutto un po’, chi può essere determinante facendo venti punti e la partita dopo zero ma con una difesa feroce; parlo di Gabriele Benetti e Marco Timperi.
Sanno fare tutto e la gran parte delle volte lo fanno pure bene: esplosività, grinta, voglia e chi più ne ha più ne metta, hanno regalato prestazioni memorabili in attacco, comprese di show ad alta quota sopra al ferro, ed altrettante di grande sacrificio difensivo, di intangibles, di palle rubate, di attaccanti mandati fuori giri.
Un’incredibile capacità di adattarsi alla partita, all’avversario e soprattutto di mettersi al servizio dei compagni esaltando la vera essenza del basket: il gioco di squadra.

_Y4A9381-24.jpg

GLI USA: Niente primedonne.
Gli americani, si sa, sono croce e delizia in Serie A2; sono solo due, bisogna sceglierli bene, valutare il carattere fuori dal campo oltre al talento. La Juvi ha pescato Medford e Cotton, con il primo poi sostituito da Shahid da un mesetto a questa parte; niente primedonne dicevo, ma giocatori che si sono inseriti in un contesto ed hanno messo il loro talento al servizio della squadra.
Al netto delle difficoltà fisiche di Cotton, assente per tante partite, il cambio Shahid-Medford ha migliorato ancora di più un team che non smette di regalare soddisfazioni: l’arrivo di Vinnie da Varese ha portato in dote un giocatore con una fame pazzesca, con una voglia di rivalsa notevole, uno che non ci sta a perdere (la sua faccia al termine della partita con Torino era abbastanza esplicativa del concetto). Direi che basta e avanza per spiegare un altro dei “segreti” di questa Juvi.

_Y4A9362-16.jpg

I FIORI SBOCCIATI: Avere del potenziale e consacrarlo.
In ogni squadra, da sempre, ci sono le scommesse: si può scommettere su un rookie, si può scommettere su un giovane e si può scommettere su… un’esplosione.
La Ferraroni lo ha fatto, con due giocatori che avevano già mostrato sprazzi importanti del loro talento, della loro voglia, delle loro capacità sui due lati del campo: Lorenzo Tortù e Cosimo Costi.
Due storie diverse, due esperienze diverse, due età diverse ma entrambi con la “missione” di esplodere definitivamente, di dimostrare di valere questa categoria, di essere uomini affidabili per la propria squadra: fosse per me direi “job done”, fosse per loro, sono sicura, direbbero “è solo l’inizio”.

_Y4A8769-21.jpg

LA MEGLIO GIOVENTÙ: Talento e faccia tosta.
Ok lo ammetto, ho un debole per la caparbietà, per chi non molla mai, per chi ha fame.
Ho un debole per chi crede in se stesso ma continua ad avere voglia di imparare, ho un debole per chi sa stare al suo posto ma non ha paura di proporsi quando serve, ho un debole per chi si butta nella mischia, impara dai propri errori, per chi cresce passo dopo passo: ho un debole per Luca Vincini ed Antonino Sabatino.
Il giorno e la notte, uno un gigante silenzioso l’altro un piccoletto tutto pepe, classe 2003 Luca, classe 2000 Antonino, la crescita costante e silenziosa di Luca, il sorriso e la lingua fuori di Antonino, le sportellate sotto canestro di Luca, le bombe folli di Antonino; sono giovani, giocano, possono sbagliare e possono imparare, si bevono avidamente tutti i consigli di coach e compagni e li mettono in pratica giornata dopo giornata.
Sono il futuro sì, ma che bello pure il presente.

Per la tua pubblicità

Concessionaria esclusiva
Tel: Giuseppe 333 6865864
Via San Bernardo 37D, Cremona