Non sarà un'avventura... che al mattino se ne va

Serie A2
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Concessionaria De Lorenzi Concessionaria De Lorenzi

E niente. A volte il rubinetto si chiude e buonanotte al secchio.

Quando pensi di aver trovato il rampino giusto ecco che ti ci metti ma poi le parole ti scivolano via; cerchi di acchiapparle ma non ce la fai e scompaiono in un buco nero.

Se la memoria non mi combina brutti scherzi fu Luca Goldoni a scriverci un pezzo esilarante su questa curiosa faccenda che a volte capita a chi, per diletto come il Ciranone vostro o per lavoro come il grande giornalista meneghin-felsineo, si accinge a mettere parole su un foglio; potrei ripigliarlo e riproporlo in modo acconciamente rivisto, ma piuttosto che combinare pastrocchi del genere mi faccio cavare le budella…

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E quindi eccomi qua a chiedermi il perché di questo inopinato black-out. Il grosso guaio è che pure il solito neurone di nord-ovest stavolta è stranamente silente e quindi non mi resta che pigliare una immaginaria e personalissima Delorean Dmc-12 e gironzolare su è giù attraverso l’ultima settimana di faccende vanoliane per vedere l’effetto che fa.

Ultima settimana che è iniziata più o meno sabato scorso verso le 22.30 quando il capitan-per-il-momento-in-borghese Andrea “speedy gonzales” Pecchia, accanto ad un raggiante Aldo Vanoli fu Guerino da Soncino e assieme a tutta quanta la festante combriccola vanoliana, ha alzato verso il soffitto del PalaGalassi di Forlì la Supercoppa 2022.

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E’ stato un momento ovviamente appagante, esaltante, inebriante, eccitante ed emozionante e ricordo che allora al Ciranone vostro, e temo pure a parecchio popolo vanoliano, non sia per nulla sovvenuto che più o meno 160 ore dopo si sarebbe esordito in campionato.

La ferita della retrocessione, inutile girarci troppo intorno, è ancora lì che ravana tra il piloro e il duodeno e la conquista di un trofeo nazionale “solo” quattro mesi dopo ha probabilmente avuto il corroborante effetto di una pomata miracolosa che ha talmente lenito, se non guarito del tutto, la cocente delusione da far perdere la trebisonda.

Trebisonda che, per fortuna nostra, loro e pure del gioco più bello del mondo, credo proprio non abbia pigliato l’avanguardia vanoliana. Mi dicono infatti che la settimana sia risolutamente trascorsa in gagliardi allenamenti come se non ci fosse un domani, in vista dell’esordio di cui si lagnerà fra un po’.  

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Settimana che prevedeva pure un altro appuntamento, da tanto, troppo tempo assente; la presentazione “pubblica” della squadra.

Ieri quando ho varcato la soglia della concessionaria Bossoni, la prima cosa sovvenuta al neurone di nord ovest è stata che quella era un clamoroso uppercut a quella bestiaccia che ci rovina l’esistenza da due anni; bestiaccia che non è ancora del tutto al tappeto ma che ora se la passa piuttosto maluccio.

Più di trecento persone erano dentro il salone della concessionaria; l’avessi previsto anche solo un anno fa mi avrebbero preso per fuori di melone. Ed ora invece si tratta solamente di “non aver paura ma stare un poco attenti” (cit.).  

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La seconda invece è stata vedere un nugolo di bambini felici che scorrazzavano su e giù per la concessionaria (“ti stanno distruggendo la concessionaria, mandami la fattura…” ha chiosato ad un certo punto Andrea “Condor” Conti rivolto al presidente Mauro Bossoni).

Ed è stata davvero una di quelle cose che ti tirano su il balelotto vedere e toccare con mano la realtà di una società, la Vanoli Young, radicata sul territorio e portatrice di valori che vanno anche oltre lo sport in sé. Certamente non tutti questi bambini, e bambine, ragazzi, e ragazze, diventeranno campioni ma saranno comunque uomini, e donne, e quindi cittadini, responsabili.

Per una volta la prima squadra è stata il “necessario” corollario di uno spettacolo di cui però non era protagonista ma solamente partecipe; e magari questa circostanza ha fatto capire ai “nuovi” che sono davvero capitati in una realtà “speciale” per la quale vale la pena sbattersi e gettare financo l’ultima stilla di sangue sul parquet.

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Ad iniziare da domenica prossima.

Arriva a palazzo l’Assigeco Piacenza già affrontata, come già detto, stradetto e ricordato, in viaggio diciassette giorni fa per l’unica sconfitta nel comunque prestigioso precampionato messo giù dalla banda vanoliana.

Il precedente deve far stare in campana, anche alla luce del fatto che l’Assigeco, rispetto alla gara del 14 settembre, ha nel motore un Kameron McGusty in più, un ragazzone di 196 centimetri di cui pare si dica un gran bene.

Gara quindi delicata se ce n’è una, ma la Vanoli, parola di Coach Demis Cavina, è pronta ed ha tutte la carte più che in regola per iniziare col piede giusto il campionato.

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Campionato che, giova ricordarlo, è una maratona che non ti fa tirare il fiato e nel quale la sorpresa è sempre dietro l’angolo. Tanto per dirne una: Verona, l’anno scorso indicata come una delle candidate al salto di categoria che infatti arrivò, nelle prime tre gare della regular season tornò con le pive nel sacco due volte...

In campana quindi, sempre e comunque ad iniziare da domani a palazzo; e “non sarà un’avventura … che al mattino se ne va

Il che è bello e istruttivo (cit.)

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