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Mangiarotti, campione anche fuori dal triathlon

Triathlon
Marco Mangiarotti, campione del triathlon cremonese
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Scopriamo qualcosa di più sul vincitore del Cremona Cross Country di triathlon

Qualche settimana fa sportgrigiorosso.it vi ha documentato la bella vittoria del cremonese Marco Mangiarotti della k3 triathlon nel primo trofeo "Cremona Cross Country". Mangiarotti è un vero personaggio e ha rilasciato una intervista che abbiamo ritenuto riproporvi sulle nostre colonne in cui spiega la sua lotta contro il diabete (il che lo rende un campione a tutti gli effetti: in gara deve fronteggiare anche il suo male). L'intervista è stata pubblicata sul sito ufficiale della società k3 triathlon Cremona a cura dell'ufficio stampa della medesima (ringraziamo Gianluca Corbani, autore della stessa, che ci ha autorizzato a riproporvela qui). Lasciamo la parola a Mangiarotti:

Dopo il successo al 1° Cremona Cross Country, tappa d'apertura del calendario nazionale, la stampa locale ha celebrato in tutte le salse l'impresa di Marco Mangiarotti. ''Simbolo della cremonesità'', ''re del cross'', ''orgoglio del triathlon cittadino''. Pochi, però, conoscono la storia profonda di questo ragazzo partito dal basket e finito al triathlon, che nella vita ha saputo affrontare e prendere a pugni le paure della malattia. Marco è diabetico di tipo 1 e nello sport ha trovato l'ispirazione e la terapia, lui che è sposato con una vice-campionessa mondiale di canottaggio under 23, e che al Parco Po ha messo tutti alle spalle sgommando feroce in sella alla mountain bike.

 

Partiamo dalle emozioni del 22 marzo. L'acqua, il fango, l'asfalto, infine il traguardo. Tagliato per primo, nella tua città.

''Una grande soddisfazione. Per me e per Barbara (la moglie, ndr), che dentro è ancora un'atleta e quindi riesca a capirmi. Il suo sostegno è fondamentale: abbiamo due figli e starmi dietro, tra gare e allenamenti, non è semplice. Vincere a Cremona davanti ai miei amici ha incorniciato al meglio una giornata speciale''.

 

Negli ultimi anni hai mantenuto un rendimento costante: spesso e volentieri nei top 5 delle gare alle quali hai preso parte, con la ciliegina della medaglia d'argento conquistata ai Campionati italiani di Iseo 2011. Al Cross Country, finalmente, ecco il trionfo.

''Il primo posto di Cremona è il coronamento di un percorso partito da molto lontano. Ancor prima del triathlon, il basket è stato il primo amore. Giocavo nella Juvi. Giovanili, tanta passione, fino alla Promozione. Ogni tanto uscivo in bici, ma nulla di serio''.

 

Poi?

''Mi hanno diagnosticato il diabete. Tipo 1. Una malattia che, se non si interviene per tempo, può portare al coma. In breve: il pancreas muore e non produce più ormoni, quindi sei costretto a ricorrere quotidianamente alle iniezioni di insulina''

 

Avevi 26 anni. Uno choc.

''Mentre ero ricoverato, mi chiedevo cosa sarebbe stata la mia vita. Un giorno, un amico viene a trovarmi in ospedale e mi lascia una rivista. Inizio a sfogliarla e leggo di Steve Redgrave, il più forte canottiere di sempre, vincitore di 5 medaglie d'oro olimpiche in cinque edizioni consecutive dei Giochi. Redgrave è diabetico di tipo 1. Negli stessi giorni, i medici cercavano di scoraggiarmi. Basta sport, Marco. Ma io pensavo a Redgrave, e non li ho ascoltati''.

 

Lo sport...come cura?

''Assolutamente. Un mese dopo il ricovero ho ripreso a correre e subito ho sentito il beneficio. Il problema, per un diabetico, sono le dosi: troppa insulina porta all'ipoglicemia, troppo poca è ancora peggio. Con l'attività fisica ho trovato un punto di equilibrio. Ho iniziato a stare meglio. Da quel momento, lo sport è la mia terapia. E non mi sono più fermato''.

 

Dal tuo curriculum sportivo: Maratonina di Cremona a piedi, poi tanta bicicletta (strada e mountain bike). Primo lombardo al Rampi Tour del 2005, qualche Gran Fondo, tanto Duathlon. Sempre con ottimi piazzamenti.

''E infine il Triathlon, più sano e completo del Duathlon perché aggiunge il nuoto alla corsa e alla bicicletta. All'inizio, in realtà, in piscina andavo in panico. Nel giro di cinque anni ho affinato la tecnica''.

 

La tua vittoria ha dato visibilità e prestigio non solo al triathlon cremonese, ma anche al K3 Triathlon Cremona: vincendo il Cross Country, sei diventato uno dei simboli della nostra società...

''Il K3 sta proseguendo l'ottimo lavoro iniziato in città dal Triathlon Stradivari, il club dal quale provengo. Stiamo facendo tanto a livello giovanile e spero che il mio successo al Cross Country possa dare una spinta importante a tutta la societa'''

Qualsiasi atleta a guardare la sua dieta, la sua dieta è costituita da cibi sani, si dovrebbe ottenere un sacco di sostanze nutritive, ma senza conseguenze. Nei suoi atleti dieta spesso ricorso all'uso di prodotti farmaceutici. Molti atleti sono pronti Comprare Kamagra perché sanno che questo farmaco.