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'Run for passion virtual' : 100 runner sparsi per il mondo per la prima 10 km 'virtualmente vicini'.

Podismo
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“A distanza”. Un complemento che ha cambiato il nostro modo di vivere negli ultimi tempi, nella vita come nello sport.

In questo periodo di distanziamento abbiamo sperimentato il piacere -ed il dovere- di fare, di lavorare, di studiare e di incontrarci, ma sempre a distanza ed in modalità 'smart', per non darla vinta a quel virus che ancora, fortunatamente meno assiduamente,  dando la caccia.

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Domenica 24 maggio 2020 a Capo d'Orlando (MS) si sarebbe dovuto correre la 10a edizione della Mezza Maratona e della 10 km. 'Run for Passion' ovviamente annullate per emergenza sanitaria. Ma gli organizzatori non i sono dati per vinti e con l’aiuto di MySdam ed Endu -due aziende leader nella gestione di gare sportive- hanno dato vita alla prima edizione della 'Run for passion virtual’ non agonistica e sempre sulla distanza dei 10 km.

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Fantaruning? No, semplicemente la voglia di reagire e di interagire, mantenendo le distanze, ma ritrovando almeno in parte il piacere di condividere una partenza, un pettorale, un arrivo ed una classifica finale: niente di definitivo, solo un'alternativa in attesa che tutto vada meglio di prima.

Iscrizioni tramite Endu , 3€ di cui 1 in beneficenza e con un buono iscrizione alla prossima 'gara reale', inserimento in un maxi gruppo whatsapp per comunicazioni, ‘ritiro virtuale’ di pettorale da scaricare e stampare. Poi cambio di piattaforma, tutti alla diretta Facebook per lo start in contemporanea dai luoghi più disparati: mare, montagna, collina, pianura e città.

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Accessori indispensabili: cellulare o orologio per tracciamento GPS per tracciare, comunicare e validare i risultati. Cosi, domenica 24 maggio, sveglia di buon mattino per un centinaio di runner sparsi per l'Italia, l'appuntamento è fissato per le 9.00 per la partenza della prima edizione della 'Run For Passion Virtual' a Capo d'Orlando. Per qualche runner in Belgio, Regno Unito, Stati Uniti ed Uruguay, il fuso orario la anticiperà o ritarderà di conseguenza.
Tra questi pionieri anche una decina di cremonesi dei gruppi Cremona Corre e Marathon Cremona. Insieme si sono organizzati per correre 2 volte un anello di 5 km. su un circuito extra-cittadino poco trafficato, con tanto di ristoro e 'pacco gara' finale.

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Incuriositi, ci siamo fatti raccontare questa esperienza Mauro Cattaneo del Marathon Cremona, vincitore della prima edizione in un tempo finale di 35'56'' e Samuele Morenghi di Cremona Corre.

Come siete venuti a conoscenza dell’evento e quale stato l'approccio ad un format di gara cosi diverso?
M. La notizia della gara mi è stata data dal mio storico allenatore ed amico Gastone Breccia, che a sua volta ne era venuto a conoscenza dopo aver conosciuto alcuni organizzatori ad una presentazione del suo libro sulla corsa 'La fatica più bella'. Circa una settimana prima dello svolgimento della manifestazione ha mandato una comunicazione sul nostro gruppo di whatsapp, e l'iniziativa ci è sembrata subito interessantissima.
S. Un giorno Mauro, mio collega mi dice: "c'è una gara domenica organizzata in Sicilia ma con partenza a Cremona, la fai?"
"Certo Mauro, non ho capito come funzioni e soprattutto non sono allenato ma ci provo". All'inizio la proposta di partecipare a questa gara "virtuale" è sembrata alquanto strana e insolita, ma la voglia di tornare alle competizioni dopo mesi di sospensione, anche se in questo modo così particolare e alternativo, ci ha incuriosito parecchio.

Competizione virtuale, ma partecipazione reale. Con che entusiasmo é stata accolta la proposta nei vostri gruppi?
M. La proposta è stata accettata di buon grado, sopratutto da chi aveva più voglia di rimettersi in gioco e di provare a tornare a correre con qualche stimolo in più. Non sono mancati però anche gli scettici che hanno preferito osservare gli altri cimentarsi per primi per capire meglio il meccanismo della manifestazione.
Anche se con il senno di poi qualche rimpianto l’hanno avuto.
S. Dopo essermi iscritto ho comunicato ai ragazzi di Cremona Corre le modalità di partecipazione, la prima ad accettare è Elenita che con il suo entusiasmo contagioso ha convinto una decina di persone. Qualcuno resta, come dire, spaventato dal fatto che sia una gara con pettorale e cronometro. E cosi' con Mauro decidiamo di farla insieme, sullo stesso percorso.

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Sembra una contraddizione ma ancora una volta in questa situazione di distanziamento forzato, uso dei social é stato necessario e fondamentale?
M. La tecnologia ha rivestito un ruolo fondamentale nella manifestazione, sia per promuovere la gara, sia per lo svolgimento della stessa. La chat di Whatsapp è stata utilizzata per le informazioni pre-gara, per le foto dell'evento, per l’invio pettorali e per comunicare i risultati e le classifiche. Facebook è servito per dare il "via" in contemporanea all'evento e, per chi voleva, interagire durante la gara.
In questo caso, i social, tanto spesso stigmatizzati, hanno permesso di condividere un evento sportivo tra persone di qualsiasi parte d'Italia, avvicinandole virtualmente: "DISTANTI MA UNITI".
S. Decisamente importante, in tempi di distaccamento sociale, è stato il ruolo dei social.... senza sarebbe stato impossibile per Mauro vincere una gara in Sicilia correndo a Cremona e rifilarmi un quarto d'ora.

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La stampa del pettorale é stata un’idea quantomeno originale. Che emozione avete provato ad indossarlo dopo tanto tempo?
M. Indossare il pettorale dopo mesi ha sicuramente regalato grandi emozioni e tanta grinta, tant'è vero che per l'entusiasmo sono partito un po' troppo forte.
S. Rappresentare Cremona insieme agli altri in una competizione mi ha lusingato e stimolato ulteriormente. Specialmente, dopo tanto tempo, appuntarmi un pettorale mi ha dato una sensazione strana pur non avendo nessuna ambizione cronometrica e qualche gara l'ho fatta sia a piedi che in bici. Mi ha fato capire che era ora di disotterrare l'ascia di guerra' per dare tutto quello che avevo.

I podisti sono uniti dalla passione ma anche e sopratutto dal piacere della condivisione. Questa iniziativa, nonostante le distanze, é riuscita almeno in parte, a colmare questi bisogni?
M. Questa formula è sicuramente ottima e stimolante in un periodo come quello che stiamo vivendo, dove per fare sport dobbiamo rispettare le regole e mantenere distanze di sicurezza. Ma non potrà diventare la normalità, il podista necessita del confronto, oltre che con se stesso, anche con gli avversari. Si sente fortemente il bisogno di parlare e condividere sforzi, gioie, sofferenze ed emozioni con i nostri compagni.
S. La condivisione ed un pò di 'sana competizione' è tipico del mio intendere lo sport, non mi cruccio mai del piazzamento o del risultato, ma se c'è un pettorale allora ci provo ad andare più forte che posso. È la mia ricetta per divertirmi sempre.

Se potessi proporre qualcosa per migliorare la fruibilità dell’evento quale sarebbe?
M. La manifestazione è studiata molto bene, anche grazie al supporto di professionisti come Endu e Mysdam. Forse l'unico consiglio potrebbe essere quello dell'utilizzo di una piattaforma diversa da whatsapp per la comunicazione dei tempi necessari a stilare le classifiche, almeno in previsione a partecipazioni più numerose.
S. Ovviamente si può sempre migliorare, ma chi ha organizzato, credo abbia una bella soddisfazione dai partecipanti, ti posso garantire che tutti hanno fatto i complimenti.

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Quale è la sensazione di gareggiar con un centinaio di 'podisti virtuali' non sapendo e non vedendo le loro prestazioni durante la gara?
M. Il gareggiare senza avversari è una cosa a cui non si è abituati. Ogni volta che stai per cedere pensi che qualcuno in qualche parte d'Italia in quel momento sta probabilmente andando più forte, e quindi devi cercare in te la motivazione e la forza di resistere fino alla fine. E' sicuramente allenante a livello mentale, anche se non credo sia possibile dare il 100% delle nostre forze non avendo davanti agli occhi lo stimolo reale dell'avversario.
S. Sapere di aver corso con podisti sparsi per Italia ed in alcune altre parti del mondo, ha dato al gruppo quel pizzico di stimoli e soddisfazione in più, come dire "la prima volta io c'ero".

La formula dell'evento non era agonistica, ognuno ha corso al suo passo per il suo obbiettivo, ma un pò di tensione aspettando la classifica si è fatta sentire?
M. L'attesa della classifica devo dire che genera quel senso di ansia e curiosità, si corre tutti nello stesso momento, ma non sullo stesso percorso, quindi il risultato finale lo si ha solo con la classifica ufficiale che non è immediata a causa della necessità di inserire i singoli dati ed elaborarli.
S. Sicuramente, è stato molto bello ritrovarsi pronti allo start. Era diventato inconsueto e condividere con amici di squadra e di vita la stessa passione è stato riscoprire che la condivisione, forse per qualcuno non fondamentale, ma è sicuramente importante, cosi come il risultato finale, sia in termini di classifica sia in termini di soddisfazione personale.

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Quindi tutti promossi? Con quale voto?
M. Voto direi 9
Da migliorare solo la parte della comunicazione di gruppo ma tutto il resto organizzato benissimo e davvero una fantastica idea!
S. In realtà, vedendo le foto del contesto in cui hanno corso gli altri... ho provato un 'pelo di invidia' per i siciliani che hanno corso al mare. A Cremona il mare non c'era, ma c'era della bella gente. Voto 10

Apprezzata quindi la formula virtuale di condividere e gareggiare 'a distanza', ma niente a che vedere comunque con il piacere di cui vive il podista: incontrarsi, parlarsi, sorridersi, confrontarsi ed aiutarsi uno in fianco all'altro. Nel frattempo restiamo in attesa di altre iniziative che ci riavvicinino, sempre rispettando le dovute distanze .

 
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