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Laura Peveri, congedo in grande stile: un oro, un argento e due bronzi agli Europei

Pattinaggio
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Un anno, un anno e poco più.
Questo è quanto è passato tra il primo trionfo europeo di Laura Peveri, il suo ingresso nel mondo dei grandi, uno strapotere pauroso in quel di Lagos dove la allora sedicenne piacentina tesserata RedBlack Roller Team portò a casa un oro e quattro argenti al primo anno di categoria (Favolosa Laura Peveri: agli Europei conquista un oro e quattro argenti!)

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In un solo anno, come in ogni avvincente romanzo che si rispetti, ci sono state altre vittorie su rotelle, l’esplosione su ghiaccio, infortuni, lacrime, un mondiale, la lenta ripresa fino ad arrivare a questo campionato europeo ad Oostende in Belgio.
Laura era reduce da un quinto posto ai Campionati del Mondo disputati in Olanda tra Heerde e Arnhem, un risultato storico ma che in qualche modo stava un po’ stretto alla pattinatrice rossonera, vittima di un serio problema al collo del piede che ne aveva minato la preparazione e di conseguenza anche le performances in pista; opinione comune è che una Peveri al top avrebbe certamente lottato per una medaglia minando le certezze delle spaventose colombiane, dominatrici incontrastate a livello mondiale.

Archiviata quell’esperienza Laura è rientrata alla base, ha ricominciato ad allenarsi sotto l’occhio vigile dei suoi due angeli custodi, Brunella Bertoli e Riccardo Cavalli, che hanno saputo gestirla fisicamente e ricaricarla mentalmente, passando per un campionato italiano su strada in cui la bionda pattinatrice ha raccolto una medaglia di bronzo nella gara a punti mentre le sue condizioni miglioravano nettamente.

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Ed eccola arrivare ad Oostende, di nuovo in forma, di nuovo famelica, di nuovo pronta a dimostrare che la regina non aveva mai abdicato; come di consuetudine si parte con le gare su pista, con la 10000mt punti eliminazione, gara designata per la compagna Edda Paluzzi, in cui Laura svolge egregiamente il suo lavoro, tirando la gara e gestendo i traguardi per far volare la Paluzzi sul gradino più alto del podio.

Laura in azione
Laura In Azione

Laura gestisce bene il ritmo, dà la netta impressione di essere di nuovo nella forma dei giorni migliori, tiene a bada le avversarie e si aggiudica un meritatissimo terzo posto.

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Il giorno dopo è il D-Day, o il Peveri-Day, è il giorno della 10000mt eliminazione, la sua gara per eccellenza, quella che interpreta meglio, quella designata per lei; questa volta si invertono i ruoli, Edda Paluzzi si carica la gara sulle spalle, protegge Laura dagli attacchi di francesi e olandesi, finchè ha benzina in corpo.

Laura durante la gara ad eliminazione
Laura durante la gara ad eliminazione

Come lo scorso anno, l’ostacolo più duro è rappresentato dalla francese Honorine Barrault, coriacea atleta che non si arrende mai; il duo Peveri-Paluzzi la tiene a bada come può ma la francese non molla un centimetro, nelle battute finali una stremata Paluzzi perde qualche metro, Laura si invola, la Barrault la insegue ma, esattamente come lo scorso anno, lo scatto felino dell’italiana è letale, una zampata che non lascia scampo alla transalpina, costretta ad inchinarsi di nuovo mentre la Peveri taglia il traguardo esultante.

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Un urlo liberatorio, i pugni chiusi, un’espressione che dice tutto; per un’atleta di razza non c’è niente di più frustrante del non poter competere al 100% della forma fisica, ma non c’è niente di più esaltante della rinascita, come l’araba fenice che risorge dalle sue ceneri e come Laura, che risorge dal suo infortunio e torna a guardare tutti dal tetto d’Europa.

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La regina è tornata, la regina è ancora lei.

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Di nuovo come un anno fa il ct le regala l’opportunità di correre anche i 1000mt sprint, gara in cui è argento in carica; Laura ormai si è tolta un peso, torna a fare quello che ha sempre fatto, ovvero divertirsi a pattinare.

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La gara non è la sua, lei se la gode dall’inizio alla fine, fa da traino a Giorgia Valanzano cui lascia il palcoscenico finale anche se l’oro va ad Honorine Barrault; Laura è ancora bronzo, concludendo la fase su pista con tre gare e tre medaglie.

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Si apre la seconda parte dei campionati, quella su strada ma il copione non cambia; si inizia con la 10000mt a punti e di nuovo Laura si sobbarca il duro lavoro per lanciare in gloria Edda Paluzzi.

Laura imposta la gara
Laura imposta la gara

Il giorno dopo arriva la sua gara, la eliminazione, che su strada diventa 20000mt; è un’autentica battaglia, dopo soli tre giri Laura è coinvolta in una caduta in curva a causa di due avversarie che toccandosi le franano davanti e lei nulla può per evitarle.

Con le ginocchia sbucciate e sanguinanti Laura prosegue la sua corsa, rimonta e si rimette in mezzo alle compagne Edda Paluzzi e Chiara Piergigli; loro la proteggono, le permettono di rifiatare, si caricano di responsabilità cercando di tenere botta nei confronti del trio francese dove, manco a dirlo, spicca Honorine Barrault.

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La gara è un crescendo di emozioni, una lotta tra Italia, Francia, Spagna e Olanda, il gruppo si screma, si arriva all’ultimo giro con due francesi, due italiane ed una olandese; Laura di rabbia e di orgoglio scatta all’interno e si porta in testa, la Barrault non ci sta e fa un controsorpasso sul rettilineo opposto all’arrivo.

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Sono attimi concitati, è di nuovo una battaglia a due, escono dalla curva a velocità pazzesca, Laura prova il tutto per tutto con una magistrale spaccata sull’arrivo, sbilanciata e pericolante.

Il meraviglioso gesto tecnico non basta, la ruota della francese è due dita più avanti e per Laura arriva una comunque splendida medaglia d’argento.

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E’ il commiato di Laura Peveri che, a soli 17 anni ha dovuto fare una scelta difficilissima; a partire da settembre cambierà tutto, si trasferirà a Baselga di Pinè (TN) per dedicarsi in via quasi esclusiva al pattinaggio su ghiaccio.

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Dopo le vittorie in coppa del mondo ottenute quest’inverno, la giovane rossonera ha deciso di provare ad inseguire il sogno della sua vita, quelle olimpiadi che su ghiaccio ci sono e su rotelle no; da qui la scelta di dedicarsi in via quasi esclusiva alle lame, con in testa l’obiettivo di Pechino 2022.

Come ogni grandissimo che si rispetti, Laura lascia da vincente, con una carriera che a soli 17 anni fa letteralmente strabuzzare gli occhi; come ogni grandissimo che si rispetti, merita solo ammirazione, applausi e infinita riconoscenza.

 
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