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Leo Bonelli racconta il suo scudetto...

Motonautica
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Il pilota cremonese si è laureato campione italiano di motonautica

Leo Bonelli è rientrato col botto. Il pilota cremonese appena tornato all'attività ha subito vinto il campionato italiano nelle acque di Barcis in Friuli. Una grande impresa che gli abbiamo chiesto di raccontare. Ecco le sue parole:

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Detto fatto! Nonostante i pochi test effettuati nei due giorni precedenti alle gare, ci siamo presentati carichi e motivati, con la ferma intenzione di accaparrarci il titolo di questa importante categoria. Titolo che sognavo di vincere dal lontano 1998, anno del mio esordio alle competizioni.

Per il risultato è stato determinante l’impegno ed il supporto tecnico ed umano del Team  iBoat - Baba Racing, nonché il contributo degli sponsor Foodcom, Paolo Beltrami s.p.a., Pessina Comfort, Zurich, Studiolo che insieme al Team hanno reso possibile il mio rientro sui circuiti. Voglio ringraziare anche Regione Lombardia, Comune di Cremona e Camera del commercio di Cremona che mi hanno patrocinato in questo rientro alle gare.

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Ci siamo presentati con una nuovissima imbarcazione nata nel cantiere Baba Racing di Busto Arsizio, frutto di anni di ricerche e sviluppo partite della precedente barca che già utilizzavo nel campionato mondiale di F.1. Nonostante le caratteristiche costruttive dell’imbarcazioni che inizialmente lasciavano presagire una certa difficoltà nell’utilizzo data dalla configurazione piuttosto estrema e prestazionale, mi sono trovato sin da subito a mio agio. Al primo test mi sono detto 'andiamoci piano e cerchiamo di capire come risponde ai comandi prima di fare danni...' ma il desiderio di adrenalina e la voglia di emozioni era immensa.

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Non sono riuscito a trattenermi, al secondo giro il piede spingeva al massimo sull’acceleratore e la barca sfrecciava leggera sulle acque del circuito di San Nazzaro. Ero tornato! emozione grandissima, non mi sembrava vero! Gli avversari più preparati, che ritenevo in grado di darmi filo da torcere erano Tomas Cermak, pilota slovacco mio compagno di scuderia, (anch’egli già pilota di F.1 di grande esperienza) ed il più giovane David Del Pin pilota ufficiale di F.1 nel Team Abu Dhabi che si è presentato sul circuito con la ferma intenzione e convinzione di conquistare il titolo.

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I presupposti erano ottimi per iniziare un lungo ed impegnativo weekend di lavoro. Il circuito di lunghezza 1800 metri era stato disegnato con quattro boe con virata a destra ed una a sinistra. Molto tecnico e guidato, anche se non particolarmente veloce. Per questo motivo abbiamo scelto di prediligere l’utilizzo di eliche a passo corto per favorire l’accelerazione rispetto alla velocità di punta, che dai dati della telemetria era attestata intorno ai 190 km/ora. Le prove libere hanno subito definito quello che poi è stato successivamente confermato come gap incolmabile.

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Il miglior tempo a mio favore, con 47”76 - Cermak 48”60 - Del Pin 48”85. Cosa dire... chi ben inizia è alla metà dell’opera e partire in pole position su questo circuito era un passo avanti molto importante per le successive quattro gare. Nel pomeriggio di sabato si è svolta la prima gara. L’emozione in griglia era fortissima. ero lì, chiuso nella mia barca in un assordante silenzio, in attesa del countdown che porta all’accensione del semaforo rosso. Due minuti interminabili nei quali tutto e niente ti passa nella testa.

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In collegamento radio c’era Alcanzi, vecchio amico e manager negli scorsi anni. Tutto era come in passato, come se nulla fosse cambiato, lo sentivo lì con me e la fiducia nelle sue indicazioni era totale. Potevamo farcela, dovevamo, ma non era il momento per pensarci e rimanere concentrati e tranquilli era la cosa più importante. Accensione del semaforo rosso. il cuore in gola... Allo spegnimento il via! Il motore non parte propri bene avvantaggiando leggermente gli altri concorrenti. Mi trovavo comunque all’interno rispetto alla prima virata e gli altri piloti sono stati corretti non chiudendomi alla prima occasione ed ho mantenuto così la mia posizione di leader.

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Ho tenuto un passo veloce per i primi tre giri lasciandomi alle spalle il gruppo di circa un centinaio di metri. Sul cruscotto si accendevano le luci che segnalavano l’intervento del imitatore di giri. Non era il caso di tenere un ritmo così elevato con il rischio di accusare problemi meccanici. A quel punto ho preferito amministrare la gara mantenendo un distacco di sicurezza senza andare a sollecitare troppo il motore. Alcanzi continuava a darmi indicazioni e mi teneva compagnia cercando di non farmi deconcentrare.

Finalmente l’ultimo rettilineo prima della bandiera a scacchi. Fantastico, la vittoria era in tasca! Emozione incontenibile!!!! quale miglior modo per togliersi di dosso la ruggine di questi anni se non con una clamorosa vittoria? Le gare prime due gare della domenica sono state la fotocopia di quella del sabato, con la sola differenza che a tenermi compagnia per radio avevo l’amico Roger, si, Massimo Roggiero ex pilota di F.1 e costruttore della mia barca che anche in griglia di partenza non perdeva occasione per fare dell’umorismo... ma non si può ripetere.

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Con la conclusione della seconda, mi ero aggiudicato il titolo di campione italiano! Wow, non potevo crederci... titolo atteso da tanto tempo e che avevo tenuto come sogno nel cassetto per troppi anni, vinto, anzi, stravinto con in quel modo. L’emozione è stata incontenibile e non nego di essermi commosso e non poco. Ovviamente la vittoria non è solo merito mio, ma soprattutto frutto del lavoro delle persone del Team che non hanno mai smesso di credere in me ed hanno accettato la sfida, hanno contribuito, lavorato duramente. Si perché i risultati non vengono per caso e alla base di tutto ci sono sempre le persone. A loro dedico questa vittoria. La dedico poi a Giovanna, in questi mesi mi ha stimolato dicendomi “devi fare ciò che ami” permettendomi di tornare così alla ribalta.

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Il sogno di vincere il titolo italiano è stato realizzato, ma ora abbiamo un problemino. Sto cominciando a sognare quello mondiale! Le nostre capacità le abbiamo dimostrate, e sono certo che potremo non essere da meno anche lì. Si tratta solo di organizzarsi e reperire le risorse per poterlo affrontare nel consueto modo che ci contraddistingue, con serietà, professionalità e passione.

Grazie a Foodcom sono diventato testimonial della Fondazione “I Bambini delle Fate” con l’obiettivo di portare avanti insieme ai miei sponsor, una raccolta fondi per sostenere un progetto 0-30 pro-autismo in fase in sviluppo sul territorio cremonese. È per me un onore e mi riempie di gioia poter, nel mio piccolo, fare qualcosa per questa fondazione che lavora nel sociale per sostenere le necessità e contribuire a rendere migliore la vita di bambini e ragazzi meno fortunati.

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Ritorno in F.1? Non mi dispiacerebbe affatto tornarci ma accontentarmi di partecipare non mi piace, non è da me. Per farlo ad un “certo livello” sono necessarie ingenti risorse economiche; Se in futuro ci saranno le opportunità ne valuterò la scelta. Chiudo ricordando l'importanza dell'associazione "I bambini delle Fate”, organizzazione onlus impegnata da anni al sostegno dei bambini autistici. (www.ibambinidellefate.it)

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Qualsiasi atleta a guardare la sua dieta, la sua dieta è costituita da cibi sani, si dovrebbe ottenere un sacco di sostanze nutritive, ma senza conseguenze. Nei suoi atleti dieta spesso ricorso all'uso di prodotti farmaceutici. Molti atleti sono pronti Comprare Kamagra perché sanno che questo farmaco.