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Leo Bonelli pronto a volare ancora sull'acqua

Motonautica
Ecco la modernissima barca che Leo Bonelli userà nelle prossime gare
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Il campione della motonautica cremonese ha deciso di rimettersi in gioco

Leo Bonelli è un nome di grande prestigio nel panorama della motonautica cremonese. Il campione nato sotto il Torrazzo ha deciso recentemente di tornare alle gare. Ecco la sua storia.

Da dove nasce la tua passione per la motonautica?

"Ho iniziato ad appassionarmi alla motonautica da piccolo, quando dalla casa di campagna dei miei genitori in cui risiedevo nel periodo estivo vedevo correre sul fiume Po le barche (ormai storiche) del famoso raid “Pavia-Venezia”. Mai avrei pensato che a distanza di qualche anno ne sarei stato protagonista… E’ nato tutto per caso nel 1997, quando ho ricevuto la proposta di provare una prima imbarcazione da gara. Era un T-400/S, categoria giovanile monoposto con con carena tradizionale. L’anno seguente mi sono subito inscritto al campionato italiano esordendo sulle acque dell’idroscalo di Milano".

Come è stato l'impatto col campionato italiano?

"In quegli anni erano molti i piloti di circuito e il divertimento e l’agonismo erano assicurati. Risultato inatteso della prima stagione “Campione Italiano!” Quale miglior modo per debuttare? Carico e determinato a seguito del titolo appena vinto ho deciso di cambiare categoria, avvicinandomi alla carena “catamarano” con la F.Italia 1000. E’ stata una scelta non particolarmente gradita in famiglia in quanto ritenuta un po’ “prematura e pericolosa”. Gli avversari erano numerosi e preparati, finalmente si cominciava a fare sul serio. Nonostante l’inesperienza, ho cominciato ad inanellare vittorie portando a casa un altra medaglia d’oro. Medaglie d’oro e d’argento anche per i due anni seguenti".

Poi l'esordio in Formula 1.

"Verso la fine del 2001 ho ricevuto la proposta che mi ha portato all’esordio in F.1 nella gara di Abu Dhabi con il Team Zepter del dieci volte campione del mondo Guido Cappellini. Fino ad allora seguivo le gare del mondiale di F.1 in televisione e non ero mai salito a bordo di quei bolidi. Ero certo che non sarebbe stata una cosa semplice passare dagli 80 cv a cui ero abituato agli oltre 400 cv con motore 2.500 cc due tempi ad iniezione elettronica ma mai avrei pensato ad una tale emozione! Ricordo che dopo aver percorso qualche giro di circuito a metà gas per terminare il rodaggio del motore e per prendere confidenza con la nuova imbarcazione, l’allora Radioman Attilio Donzelli mi autorizzò ad affondare il piede sull’acceleratore. Wow !!! A tre quarti di rettilineo a ben oltre 200 km/ora gli indicatori sul cruscotto hanno cominciato ad illuminarsi come fosse un’albero di Natale, la barca volava sul pelo dell’acqua e l’emozione è stata indescrivibile. Purtroppo però quei giorni di festa ebbero un tragico epilogo in quanto in quella stessa gara, a causa di un incidente nelle prime battute di gara perse la vita un pilota russo. In ogni caso l’anno seguente ero al via per il campionato italiano e mondiale nella prestigiosa categoria F.2".

In Formula 2 come è andata?

"E’ stata un’annata all’insegna della sfortuna dove in più occasioni, la voglia di emergere e forse l’inesperienza mi ha fatto commettere errori che sono stati la causa di incidenti, talvolta spettacolari, ma senza particolari conseguenze. Nel 2006 Ho ricevuto l’opportunità di correre nuovamente in F.1 al fianco del pilota saudita Laith Faraon con il Team Green. Successivamente nell’anno 2007 e poi 2009 sempre in F.1 per il prestigioso Team Qatar. L’ultima gara è stata nel 2010 sulle acque della Senna, impegnato nella 24 ore di Rouen".

Poi lo stop. Come mai hai lasciato le gare? E come hai scelto di tornare in pista?

"A causa dei gravosi impegni economici ed organizzativi che comportano le competizioni in F.1 ho scelto amaramente di appendere il casco al chiodo. Sono passati cinque anni ma la passione non è mai venuta meno. I contatti nell’ambiente sono rimasti e grazie all’opportunità ricevuta dal Team costruttore Baba, insieme ad iBoat Racing è venuto il momento di rimettermi in gioco. Patrocinato dalla Camera di Commercio di Cremona, insieme alla Regione Lombardia ed in attesa di conferma dello stesso riconoscimento da parte del Comune di Cremona, oggi sono pronto per riprendere le competizioni grazie al prezioso aiuto di importanti sponsor locali che credono in questo progetto e lo stanno rendendo nuovamente perseguibile: Paolo Beltrami s.p.a., Foodcom, Pessina Comfort, Zurich, Studiolo ed altri in attesa di conferma".

Quando è fissato l'esordio?

"L’esordio sarà il primo weekend di giugno per il campionato italiano di F.2, per poi proseguire con le cinque tappe del mondiale: due in Italia (Brindisi, La Spezia) Svizzera, Norvegia e Sud Africa. Scenderò in acqua con una nuovissima imbarcazione “Baba” dei cantieri di Busto Arsizio. Rappresenta l’ultimo ritrovato tecnologico frutto di anni di ricerche e sviluppo".

Cosa ti aspetti da questa barca?

"Viste le modifiche sostanziali che sono state adottate nelle scelte costruttive, ho motivo di credere che questa imbarcazione non sarà “docile” da gestire, ma piuttosto “estrema e prestazionale”. Confido appieno nel supporto e nell’esperienza del Team e sono certo che non saranno deluse le aspettative. Sono fortemente determinato, il successo nel campionato italiano potrebbe essere influente per reperire le risorse utili per ambire ad un mondiale di alto livello".

La tua attività ha anche una finalità benefica. 

"Sono felice di aggiungere che grazie a “Foodcom”, (azienda cremonese sostenitrice di un progetto 0-30 pro-autismo), avrò l'onore, in qualità di atleta internazionale, di essere testimonial della Fondazione “I Bambini delle Fate”, organizzazione onlus impegnata da anni al sostegno dei bambini autistici. (www.ibambinidellefate.it) Mi riempie di gioia la possibilità di portare con me il nome della Fondazione e con esso le finalità sociali e umanitarie che persegue".

Qualsiasi atleta a guardare la sua dieta, la sua dieta è costituita da cibi sani, si dovrebbe ottenere un sacco di sostanze nutritive, ma senza conseguenze. Nei suoi atleti dieta spesso ricorso all'uso di prodotti farmaceutici. Molti atleti sono pronti Comprare Kamagra perché sanno che questo farmaco.

 
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