Final Eight meno due; e Meo è già carico come un boiler

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Per una volta che il Ciranone vostro è in anticipo… arrivo esattamente alle ore 16, 23 minuti e 18 secondi; entro e sono già quasi alla fine.

Non me ne sono crucciato più di tanto; quei pochi minuti sono bastati per capire che il Meo Nazionale il quarto di finale di giovedì contro i “men in green” avellinesi lo sente come la “sua” partita perché si gioca la “sua” coppa, e cioè il primo trofeo importante che l’ha lanciato nell’olimpo dei coach nostrani.

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Ci ha pure fatto capire, dopo la lapalissiana osservazione che Avellino è una e noi otto, che nella fattispecie la circostanza conta poco o nulla perché nella partita secca non solo può succedere di tutto, ma capita pure che alcuni giocatori si esaltino in maniera direttamente proporzionale all’importanza del trofeo; “ho visto giocatori fare cose incredibili in queste partite”. Per la serie; ci capita in sorte Avellino ma anche se ci fossero, che ne so, i Cavs di sua maestà Lebron James non è che la cosa sia poi tanto diversa.

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Insomma il Meo Nazionale “se la sente”, e la fretta di andare in palestra dipende molto probabilmente dal fatto che non vede l’ora di trasmettere ai ragazzi questo suo dirompente stato d’animo.

Era prevista pure la presentazione della maglia con cui la Vanoli si giocherà le Final Eight; la vedete qui sotto (e dobbiamo ringraziare  Ciccio Barbieri che ha sopperito gentilmente all’improvviso blackout dello smartphone del Ciranone vostro). Nessun commento, lascio a voi, popolo vanoliano, i giudizi estetici perché il clou della faccenda oggi è stato proprio la dirompente istrionicità del coach.

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Meno due e il Meo è già carico come un boiler…