Se il “Buon Meo” si vede dal mattino…

Giornata tosta, ma parecchio tosta. Il Ciranone vostro inizia nel raccontarvi la sua avendo la presuncioncella di ritenere non sia stata poi tanto diversa dalla vostra.

Bene. Si va a nanna con l’attesa del sospirato annuncio del neo coach e, dai e dai, pareva proprio che la scelta si fosse ridotta ai due nomi che sappiamo, anzi sapevamo; per carità entrambi ottimi coach e seri professionisti, comunque tanta roba, ma dai diciamocela tutta: non è che fossero nomi da smuovere le montagne.

Poi ci si sveglia, con ancora un occhio chiuso e l’altro semiaperto, e ci esplode in faccia la notiziona bomba messa su così, come se niente fosse, da quel cane da trifola che risponde al nome di Andrea Ferrari. Il Ciranone vostro, che lo conosce bene e non solo perché ogni mesetto abbondante ravana sulla sua cervice con la maestria di un figaro d’annata, non ha avuto il minimo dubbio; della serie: “se lo dice lui...”.

Ma per tutta la mattinata l’incredulità la fa da padrone non solo sulla cloaca di feisbùc, ma pure su una serie non indifferente di siti specializzati, da Sportando in giù.

Poi gli eventi “precipitano”; in tarda mattinata (undici e cinquantuno per la precisione) il comunicato della rescissione contrattuale con Brindisi, e nel primo pomeriggio (alle sedici e quarantesette sempre per la precisione) quello dell’ufficio stampa Vanoli che comunicava, urbi et orbi, la lieta novella. Duecentonovantasei minuti (si è proprio deciso di essere precisi…) tra uno e l’altro; pochi, maledettamente troppo pochi per pensare ad un “mordi, fuggi e porta a casa” da parte della Vanoli.

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E qui si impone una riflessione, anzi due, facciamo tre e non se ne parli più

Innanzitutto questa operazione significa una cosa e una cosa soltanto: che quel furbacchione del nostro General Manager non ha perso la buona abitudine di stupirci. Intanto che noi ci si ravanava la cervici con i nomi che circolavano (e mi ripeto, tutti quanti tanta roba), lui invece ha probabilmente intravisto un pertugio nella situazione che si è venuta a creare a Brindisi, e cioè main sponsor che decide di stringere i cordoni della borsa, ci si è infilato a piedi giunti ed ha iniziato ad imbastire la trattativa che ha portato al nuovo coach, senza ovviamente tralasciare le altre piste ma facendo contemporaneamente calare una spessa cortina fumogena su tutta la faccenda.

No perché nessuno, ma proprio nessuno, anche solo ieri sera a quest’ora, poteva minimamente immaginare quello che sarebbe successo il giorno dopo; giusto il “fiuto” di Andrea Ferrari ce la poteva cavare. Una faccenda quindi che, probabilmente, va avanti da almeno due settimane, e cioè da quando l’Enel ha comunicato la sua intenzione di chiudere parzialmente i rubinetti.  

Ed una faccenda che, da qualunque parte la si veda e comunque la si pensi, è innegabile che rimarrà il botto del mercato allenatori di queste estate; un botto che sarebbe secondo solo a quello di un arrivo di Željko Obradović in Italia.   

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Poi una delle conseguenze dell’ingaggio di Meo Sacchetti dovrebbe essere quella (uso il condizionale perché i cosiddetti scettici blu saranno anche un male “necessario” ma, a volte, risultano fastidiosi come un gatto nelle mutande) di tacitare finalmente quelli del “se-si-retrocede-Vanoli-molla-tutto”, “Vanoli-ormai-è-demotivato”, “la-società-è-alla-frutta” e alla via così’, che già hanno ricevuto una durissima tranvata con la famosa intervista di Aldo Vanoli fu Guerino da Soncino alla “Gazza” l’indomani della retrocessione (non per niente citata pure da Meo Sacchetti nella dichiarazione riportata dal comunicato Vanoli) e che ora sono belle che serviti sotto la spesa coltre di cemento armato delle parole del presidente: “Credo che la sua scelta sia un segno concreto e importante della nostra volontà di ripartire con entusiasmo”.

E il Ciranone vostro ha già speso davvero tutte le parole che sa su quest’uomo e sui suoi compagni di avventura; ne rimane una sola, semplice semplice: grazie.

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Infine vedo che in giro c’è già chi discute “tecnicamente” la scelta. Sul banco degli imputati pare ci sia il gioco che Meo Sacchetti predilige per le sue squadre, efficacemente ma allo stesso tempo “riduttivamente” riassunto nel celeberrimo “ciapa e tira”. Ora, io non mi avventuro in discorsi tecnici, dico solo che tutte le volte che mi è capitato vedere una squadra allenata da Meo Sacchetti mi sono divertito un mondo e mezzo, e soprattutto che non mi pare proprio il caso di farla fuori dal vaso; si deve ancora iniziare, vediamo che tipo di roster ci allestiranno lui, il Condor e pure il neo assistant coach Flavio Fioretti che il Ciranone vostro non conosce ma che viene descritto da un sacco di gente, tra cui parecchi addetti ai lavori, come una specie di genio della palla a spicchi. E c’avrei pure una mezza idea che da domani inizieremo a divertirci per davvero; mi fanno prurito le mani e di solito questo è un maledetto buon segnale.

Ma devo essere sincero; anche a me l’ingaggio di Meo Sacchetti mi induce ad una sacrosanta preoccupazione; sarebbe per il destino del nuovo parquet del PalaRadi, in particolare dello spicchio posto davanti alla panca Vanoli. Eh si, perché si darebbe il disgraziato caso che “lui”, come in parecchi avranno certamente notato, quando è sul parquet non suda, esonda. Per cui consiglierei al Presidente: 1) di procurargli una fornitura acconcia di asciugamani per ogni partita, 2) di installare una idrovora sotto lo spicchio di parquet davanti alla panca Vanoli. La prudenza non è mai troppa.

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Dopo il botto, quello che è certo è che da domani ricomincerà di nuovo quel periodo che, da sempre, appassiona tutti gli appassionati di basket, dai bimbi agli scarlingati come il Ciranone vostro. E’ il periodo in cui si materializzano desideri, sogni e magari pure aspettative che poi potranno anche essere parzialmente deluse, ma aspettare di sapere che forma prenderà la nuova Vanoli, chi arriva, chi va, i rumors e tutta la mercanzia del genere è impagabile. E’ una faccenda che al Ciranone vostro procura da sempre una sottile e piacevolissima ansia; credo sia inutile andare oltre, ci siamo già perfettamente capiti.

E anche questa volta, nonostante la ferita ancora aperta della retrocessione, sarà la stessa medesima maledettissima cosa. Potete giocarvi il vostro ultimissimo euro perché se il “buon Meo” si vede dal mattino…

A riveder le stelle, popolo vanoliano.