Vanoli

ME ME RICORDI – Milano a portata di mano…

Care le mie splendide principesse e cari i miei gagliardi giovanotti compañeras y compañeros di avventure vanoliane, a volte quando uno si appresta a mettere giù qualche pensiero, il rubinetto improvvisamente si chiude e buonanotte al secchio. Mi capita proprio ora con Milano, non perché non ci sia niente da dire, ma perché c’è talmente tanta di quella roba che un povero cristo non sa più a che santo votarsi per attaccarsi ad un qualsiasi rampino e presentare come si confà la prossima tenzone contro la capolista nonché i passati prossimi degli ultimi 5 anni. Di una cosa sola il Ciranone vostro sarebbe certo; come quello con Sassari, anche questo, ma per motivi diversi, è un “Me Me Ricordi” diverso dal solito perché si parla di Milano, e con Milano si sa quando si inizia e mai quando si finisce… Ma per il resto buio completo. E quindi decido di tirare il dado… e sapete cosa salta fuori? Lucio Dalla… Vi domanderete; cosa ci scombicchera un bolognese doc con Milano? No dico, scherziamo? “Milano gambe aperte, Milano che ride e si diverte”, “Milano che quando piange piange davvero”, “Milano sguardo maligno di Dio, zucchero e catrame”, “poi Milan e Benfica… Milano che fatica…” Pochi tratti geniali di penna per descrivere Milano; e nessuno meglio di un cremonese può capirlo perchè la storia di Cremona è legata a filo doppio con quella di Milano. Ora dovrei farvi una discreta concione sulla bimillenaria storia Milano vs Cremona e viceversa che giustifichi questa apparentemente impegnativa affermazione; direi però che non è il caso. Mi limito a dire che per almeno un tre secoli abbondanti quella specie di sistema planetario in formazione che era la Lombardia nell’Alto Medioevo, non aveva ancora deciso cosa avrebbe fatto da grande e c’è davvero mancato un pelo che Cremona diventasse Milano e Milano Cremona. Beh, è  andata come è andata; da quando Cremona nel 1406 entra armi, bagagli e frattaglie varie nel Ducato di Milano di Filippo Maria Visconti (si proprio lui, quello che ebbe la brillante idea di concedere in matrimonio la figlia Bianca Maria a quello sfondato di Francesco Sforza…. si sente ancora oggi il profumo di torrone anche se quel matrimonio non fu propriamente quello del secolo..) per non uscirne più fino all’unità d’Italia, nasce e si consolida quel senso di inferiorità ma allo stesso tempo di ammirazione che i cremonesi nutrono da sempre per la metropoli. Senso di inferiorità e ammirazione. Croste secolari che hanno resistito ad una rivoluzione e a due guerre mondiali, e che fanno capolino quando si ha a che fare con Milano. La quale Milano risponde da sempre invece con quel senso di superiorità e quella spacconeria efficacemente riassunti dall’epiteto “bauscia”. Ora vi domanderete di nuovo; si vabbè, ma che centra questo con l’Olimpia e la montagna che domenica si apprestano a scalare i regàs? Centra perché tutto questo si riversa fatalmente anche nello sport. Ma ora tenetevi forte perchè il Ciranone vostro si sbilancia e dice che il senso di inferiorità e di ammirazione che noi baskettari cremonesi, diciamola così, di una “certa” età hanno sempre nutrito e nutrono per le scarpette rosse, ha le ore contate poffarbacco. Martedì sera un tranquillissimo Messer Cesare Pancotto da Porto San Giorgio, ospite a Gancio Cielo, se n’è uscito con un’altra delle sue: ha ripetuto fino alla noia che lui è “ già” contento perché Milano ci sta prendendo in considerazione. Questo è si la logica conseguenza di quel po’ po’ di ira di dio che i regàs ci hanno regalato nel girone di andata, ma è pure per noi cremonensis (almeno così l’ha percepisce il Ciranone vostro) l’inizio della fine dell’inferiority complex, almeno nel basket. Quel Messer Cesare Pancotto da Porto San Giorgio così “straordinariamente e normalmente” tranquillo significa una cosa sola. A Milano si può vincere, e se succede non sarebbe neanche il caso di portare a casa una gallina di dimensioni omeriche come si sarebbe dovuto “logicamente” fare in altre occasioni, ma semplicemente di essere contenti perché si è vinta una partita, una partita come le altre e per di più a Milano. Mi direte ora; ma che dici? Abbiamo già vinto a Milano! No cari miei, l’unica e sola volta che si è vinto con l’Olimpia a casa loro, come vedrete, non era casa loro ma a Desio che non è per niente casa loro. Sto parlando della “normalità” di una eventuale vittoria a Milano; e nel “loro” palazzo. Una faccenda da “peli che fanno la ola”. Ma pure una faccenda che sarebbe, per l’appunto, normale, anzi “straordinariamente normale” e non una specie di “botta di culo” come lo sarebbe stata in altre circostanze e campionati. Care le mie splendide principesse e cari i miei gagliardi giovanotti compañeras y compañeros di avventure vanoliane, date retta al Ciranone vostro: mai come quest’anno una vittoria a casa dell’Olimpia è possibile. E’ difficile? Certo. Sulla carta ci sta un bel ventello tra noi e loro? Probabile. Ma i “metropolitani” non sono abituati alla “straordinaria normalità”; loro volano sempre alto ed a volte a volare alto a volte, quando non si ha il paracadute, si corre il rischio di sfracellarsi. E stavolta potrebbe essere la volta buona. Lo dice pure Lucio Dalla: “Milano a portata di mano….” 20 Dicembre 2009; Milano - Vanoli 80 - 72 Non tragga in inganno il punteggio…. A metà si era sotto di 14 ed una Milano appena sopra la decenza controlla la gara nel secondo tempo lasciando a distanza di sicurezza la Vanoli. La quale beneamata colleziona in quel dicembre disgraziato la terza sconfitta consecutiva. Le cronache parlano di “squadra scollata ed inesistente”; il solo Brandon “panetto di burro” Brown cerca di combinare qualcosa ma è come predicare nel deserto. E’ l’inizio dello scricchiolio che sarà fatale alla panca di Coach Cioppi. 12 Maggio 2011; Milano - Vanoli 92 - 74 Penultima di campionato; discreta asfaltatina per i regàs di quel gran bel tomo del nostro Tomo. Meno 18 e fine sogno Play Off. Mi pare di averlo già detto ma quella è stata la Vanoli più talentuosa che ci sia capitata in questi 6 anni, purtroppo spremuta come un limone del Garda dal sergentone sloveno. I regàs, a salvezza ormai in ghiaccio, non ne avevano proprio più e davvero non vedevano l’ora di andare al mare…. Punto. 4 Dicembre 2011; Milano - Vanoli 80 - 66 Anche in questo caso non tragga in inganno il punteggio, però stavolta in speso positivo. Una volitiva Vanoli in partita o quasi fino a metà del quarto quarto, nonostante una specie di Waterloo ai liberi ed un Von Wafer che mitraglia il canestro ma colleziona un misero 8 su 20 dal campo. Ci pensa il “Gallo” a risolvere da par suo la faccenda e ci mette davvero poco, tanto è vero che Scariolo lo toglie dalla partita a tre minuti dalla  sirena per regalargli una meritatissima standing ovation. Ancora una volta l’inferiority complex la fa da padrone. 16 Marzo 2013; Milano - Vanoli 78 - 81 Ed infatti ti capita una volta nella vita di non giocare a Milano e ti porti a casa la pagnotta. Vittoria clamorosa nonostante un Lance Harris non pervenuto (la miseria di 2 punti in 11 minuti). Ma è la volta di uno strepitoso sceriffo (Brian Chase) che a momenti ti fa un percorso netto (22 punti; 8 su 9 dal campo ed uno 6 su 7 da tre con la settima che ha ballonzolato per due minuti dalle parti del ferro prima di essere beffardamente sputata fuori). Pure Hrvoje “Tin Tin” Peric ci mette del suo con 23 punti (top scorer) ed il solito Stipa che si porta sotto braccio il tabellone (12 rimbalzi tirati giù). Il migliore? Ma che domande: il Luca Nazionale che, da buon ex, si fa rimpiangere parecchio. Era la Vanoli in pieno trip da pallacanestro champagne di Gigione Gresta. Quando si imbroccava la marcia giusta erano dolori per tutti. 26 Dicembre 2013; Milano - Vanoli 81 - 66 Si ripiomba nell’inferiority complex a Milano. In panca già Messer Cesare Pancotto da Porto San Giorgio che inizia a raccogliere qualcosa dalla semina iniziata un mesetto prima. Almeno così pare perché i primi 15 minuti vedono una Vanoli sugli scudi (+ 11). Ma poi iniziano i soliti guai. Le croste della clamorosa sconfitta di una settimana prima con Pesaro (che relega la beneamata all’ultimo posto) si fanno ancora sentire e ci vorrà ancora una sconfitta, la domenica dopo in casa con Varese, per scacciare i fantasmi. Infatti poi inizia la serie di 4 vittorie di fila (Caserta, a Montegranaro, con Siena e a Bologna) che segnano l’inizio della storia che dura tutt’ora. Una bella storia

23/01/2015 |

 Di: Giacomo Bazzani

Classifica

1 EA7 Armani Milano 24
2 Banco di Sardegna SS  22
3 Grissin Bon RE 22
4 Umana Reyer Venezia 22
5 Enel Brindisi 18
6 Dolomiti Energia Trento 18
7 Vanoli Cremona 16
8 Sidigas Avellino 14
9 Giorgio Tesi Group PT 12
10 Acqua Vitasnella Cantù 12
11 Acea Roma 12
12 Upea Capo d'Orl. 12
13 Openjobmetis Varese  12
14 Granarolo Bologna (-2) 12
15 Consultinvest PS 6
16 Pasta Reggia CE 2